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Il 25 aprile si celebra il 75esimo anniversario della Liberazione, una ricorrenza che rievoca la fine di una lunga e sanguinosa guerra e di una spietata lotta anche fratricida. Tante le celebrazioni in ogni parte d'Italia, con la rievocazione della storia e delle sofferenze di chi si è sacrificato anche con la vita per darci la libertà e il benessere di cui godiamo, spesso inconsapevolmente.

Il ricordo del 25 Aprile e i suoi valori attuali inducono a riflettere su quanto sia doveroso essere riconoscenti a ...

tutti coloro che furono gli artefici di quel passaggio sofferto, doloroso, pieno di sacrifici ma decisivo nella storia del nostro paese, che ha fatto risorgere l’Italia dalla barbarie del nazifascismo e della guerra, con l’affermazione dei principi di libertà, di difesa della dignità umana, della pace e della giustizia.

Marzabotto, Boves, la Benedicta sull'Appennino Ligure, Sant'Anna di Stazzema, Porta San Paolo, Cefalonia e Kos, le Fosse Ardeatine, sono luoghi diventati tristemente noti, e non dimenticabili, per gli scontri e gli efferati eccidi di cui sono stati testimoni. A questi luoghi si aggiungono le tante carceri italiane, i lager tedeschi con gli oltre 600mila militari internati, e altri luoghi dove si consumarono innumerevoli tragedie.

«Ricordare e celebrare la liberazione dal nazifascismo - ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’incontro con le associazioni combattentistiche e d’arma - non deve limitarsi a far volgere il nostro sguardo e i nostri pensieri a un periodo tragico del nostro passato. Deve piuttosto richiamarci ai valori di quanti ne furono protagonisti e artefici, alla loro energia, alla loro volontà e al loro coraggio che in quei giorni di barbarie permisero alla nostra nazione di risollevarsi. Così è stato con l'Italia democratica nei settant'anni di vita repubblicana, così deve continuare ad essere nel presente e nel futuro del nostro Paese. Questa energia e la volontà di sollevarsi e ricominciare sono un patrimonio della nostra storia e della nostra gente che, come in una corsa, passa il testimone di mano in mano, per trasmettere valori e fiducia alle nuove generazioni.
Il nostro Paese è depositario di tradizioni millenarie, di civiltà, di cultura, di umanità, di accoglienza, che il mondo ci invidia e ammira. Dobbiamo essere fieri per tutto questo, per l'abnegazione e la generosità con cui salviamo e assistiamo migliaia di esseri umani che fuggono da guerre, miseria e condizioni disumane, sottoponendo se stessi e i propri figli a rischi e pericoli gravissimi pur di mantenere accesa anche una piccola speranza per un futuro migliore : un sentimento che accomuna i rifugiati di oggi con la nostra gente di allora, con gli sfollati dalle città verso le campagne, con i profughi che affollavano le strade d'Europa in fuga dalla guerra.
I valori del 25 aprile confermano nuova e perenne attualità di fronte ai rigurgiti di nazionalismo, di chiusure che emergono ai confini dell'Europa del XXI secolo e alle nubi che si addensano sulla sponda sud del Mediterraneo sempre più tormentato dal terrorismo e teatro di tragedie innumerevoli». (Francesca Tengattini)

 

Cenni storici della Festa Nazionale del 25 Aprile

 

Il 10 luglio 1943 gli Alleati sbarcano in Sicilia al comando del generale George Patton. E’ l'inizio della liberazione d'Italia, come disse il generale Eisenhower per  "restaurare l'Italia  come nazione libera". Tutto comincia con la presa di Pantelleria, poi, nell'arco di un mese, le forze anglo-americane liberano l'intera isola, giungendo a Messina il 17 agosto.

Il 3 settembre l'ottava armata inglese di Montgomery sbarca in Calabria, sei giorni dopo  gli americani al comando del generale Clark prendono terra a Salerno. Il primo ottobre Napoli  viene liberata, ma la linea Gustav, all'altezza di Montecassino, blocca l'avanzata alleata fino alla primavera del '44. A giugno l'avanzata alleata libera Roma, ma è ancora arrestata dal secondo poderoso baluardo difensivo tedesco, la linea Gotica. Solo  nella primavera del '45 la linea cade, la Toscana è libera e le truppe alleate irrompono nel nord Italia. Il 21 aprile le truppe del generale Alexander entrano a Bologna e nei giorni successivi gli alleati raggiungono Milano, Genova e Venezia.

Le città sono state liberate già dai partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale. Nelle città la popolazione insorge contro le truppe d'occupazione nazista e contro i fiancheggiatori fascisti. I tedeschi sono in rotta verso i valichi alpini e a Dongo, sul lago di Como, Mussolini viene catturato dai partigiani. Poche righe servono solo a ricordare la cronaca della Campagna d'Italia, ma non rendono  conto delle sofferenze e dei dolori patiti in quegli anni dalla popolazione civile.

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione, un’occasione per non dimenticare che uomini e donne di tutte le età sono  morti  allora per garantirci  i diritti democratici dei quali oggi godiamo.

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