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Nuovo ‘Grand Tour’?

Per secoli il viaggio in Italia è stato nei sogni di molti, ovunque in Europa. La formazione culturale non poteva non concludersi che con il Grand Tour, un vero pellegrinaggio da ogni angolo dell’Europa alla scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale e di una civiltà millenaria. Attuato già durante il ... - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

L’esclusa

di Luigi Pirandello

(Agrigento 1867-1936)

Antonio Pentàgora s’era già seduto a tavola tranquillamente per cenare come se non fosse accaduto nulla. Illuminato dalla lampada che pendeva dal soffitto basso, col suo volto tarmato che pareva quasi una maschera sotto il bianco roseo della cotenna rasa, ridondante sulla nuca…

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 12 aprile 1633: Galileo Galilei è accusato di eresia

* 12 aprile 1944: il re Vittorio Emanuele III annuncia l’abdicazione a favore del figlio Umberto II

Cara italia, ...

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Barriere e ponti animano il dibattito culturale e politico dei nostri giorni, fra aperture sconfinate fino all’utopia e divisioni che si estendono fino al razzismo. Il senso del limite, della barriera, del confine è stato scandagliato da molti scrittori e filosofi e segna anche la quotidianità della vita. Lo scrittore triestino Claudio Magris - nella Prefazione di L'infinito viaggiare, un testo proposto anche ai candidati agli Esami di Stato - offre riflessioni e suggestioni di grande attualità e di palpitante umanità, nel segno del viaggio.

«Non c'è viaggio senza che si attraversino frontiere - politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a ...

noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle - in quanto definiscono una realtà, un'individualità, le danno forme, salvandola così dall'indistinto - ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte. Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall'altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall'altra parte». 

Oltre generiche aperture e impietose barriere, Claudio Magris affronta sovente il tema della frontiera che «diviene, in alcune opere letterarie, un modo di vivere e sentire, una struttura psicologica e poetica. La frontiera è una striscia che divide e collega, un taglio aspro come una ferita che stenta a rimarginarsi, una zona di nessuno, un territorio misto, i cui abitanti sentono spesso di non appartenere veramente ad alcuna patria ben definita».

«Alle genti di una riva - osserva lo scrittore che ha dedicato molte pagine alla Mitteleuropa - quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull'altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all'altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo».

«La letteratura - spiega Magris in Utopia e disincanto - insegna a varcare i limiti, ma consiste nel tracciare i limiti, senza i quali non può esistere nemmeno la tensione a superarli». «Io penso - aggiunge lo scrittore triestino - che le frontiere vadano superate, ma anche mantenute assieme alla propria identità. Un modo corretto di viverle è sentirsi anche dall'altra parte. Ognuno, come in un mistero medievale, è l’Altro». (Felice d'Adamo)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Dall’altra parte

di Claudio Magris

 

La frontiera è duplice, ambigua; talora è un ponte
per incontrare l’altro,
talora una barriera per respingerlo.

Spesso è l’ossessione
di situare qualcuno o qualcosa dall’altra parte;
la letteratura, fra le altre cose,
è pure un viaggio
alla ricerca di sfatare
questo mito dell’altra parte,
per comprendere che ognuno
si trova ora di qua ora di là -
che ognuno,
come in un mistero medievale,
è l’Altro.

 

Bimba fra le stelle

Il nome di una bambina italiana di dieci anni fra le stelle, con un satellite del sistema Galileo. Antonianna Semeraro è di Martina Franca (Taranto) ed è stata la vincitrice del concorso ''Un disegno spaziale'' indetto dalla Commissione europea e destinato agli alunni nati quando ha preso il via il ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

La lettera scarlatta

di Nathaniel Hawthorne

(Stati Uniti 1804-1864)

Ma le due tombe furono coperte con una sola pietra sepolcrale; e poiché intorno sorgevano monumenti maestosi tutti blasonati, anche su quella nuda pietra – visibile ancora oggi in quel cimitero – fu scolpito qualche cosa che somigliava a un blasone gentilizio. Cupa divisa, nella quale splendeva di luce perenne, ma tetro più dell’ombra da cui si staccava, un punto solo: una lettera A, scarlatta, in campo nero.

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«Se sei triste fai una passeggiata. Se non funziona fanne un'altra». (Ippocrate, il padre della medicina, Kos-Grecia 460-377 a.C.)

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