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L’Epifania intreccia tradizioni e profondi significati religiosi, e per i più piccoli è la notte dei doni, in ricordo di quanto i Re Magi offrirono a Gesù Bambino. Il termine di origine greca “epifania” significa “manifestazione” e nel Cristianesimo rievoca l’apparizione di Dio agli uomini attraverso Gesù. All’Epifania sono legati l’adorazione dei Magi, il battesimo di Cristo nel fiume Giordano e il miracolo dell’acqua trasformata in vino alle nozze di Cana.

Fra le tradizioni legate all’Epifania ci sono la stella cometa che ha guidato ...

i Magi da Gesù Bambino, i regali ai bambini con la calza della Befana in Italia, la preparazione in molti Paesi europei di un dolce con dentro l’immagine di uno dei tre Magi, che farà diventare re della giornata chi la troverà.

Il folclore legato all’Epifania è incentrato soprattutto sulla figura della Befana, un nome derivato per corruzione lessicale proprio del termine Epifania. La tradizione popolare raffigura la Befana come una vecchia, brutta ma buona, che vola su una scopa e visita le case per lasciare ai bambini la calza con dolci e frutta, ma anche con carbone se il piccolo non si è comportato bene.

Le radici pagane della vecchia figura rievocano la dodicesima notte dopo il solstizio invernale quando cominciava la rinascita della natura. Nell’antica Roma si credeva che, per propiziare buoni raccolti, in queste dodici notti sui campi da poco seminati si aggirassero figure femminili benefiche. Il legame con l’anno vecchio ha alimentato la tradizione di “bruciare la vecchia” raffigurata da un fantoccio dagli abiti logori.

Del fantoccio della Befana, esposto nella notte dell’Epifania, si parla già in testi del XIV secolo e nel Cinquecento in pagine di Francesco Berni e nelle Rime di Agnolo Fiorenzuola. Nel Settecento Domenico Maria Manni ha scritto L'Istorica notizia delle origini e del significato delle befane. Anche Giovanni Pascoli nell’Ottocento ha scritto la lirica La Befana: «Viene viene la Befana / vien dai monti a notte fonda. / Come è stanca! La circonda / neve, gelo e tramontana». E nelle filastrocche popolari sono presenti molte varianti della ben nota: «La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / con le toppe alla sottana: / viva, viva la Befana!». (Anna Ferrero)

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