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Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 24 maggio 1915: l'Italia entra nella Prima guerra mondiale a fianco della Francia e della Gran Bretagna.

* 24 maggio 1928: Umberto Nobile con il dirigibile Italia raggiunge per la seconda volta il Polo Nord.

* 24 maggio 1941: durante la Seconda guerra mondiale al largo di Siracusa gli inglesi affondano la nave italiana Conte Rosso provocando 2300 morti.

INCIPIT L'inizio di ...

La Cripta dei Cappuccini

di Joseph Roth

(Ucraina 1894-1939)

Il nostro nome è Trotta. La nostra casata è originaria di Sipolje, in Slovenia. Casata, dico; perché noi non siamo una famiglia. Sipolje non esiste più, da tempo ormai. Oggi, insieme con parecchi comuni limitrofi, forma un centro più grosso. Si sa, è la volontà dei tempi. Gli uomini non sanno stare soli. Si uniscono in assurdi aggruppamenti, e soli non sanno stare neanche i villaggi. Nascono così entità assurde…

Lieve come il vento

Era fragile come un filo d’erba delle sue montagne e candido come un bambino. Tutto il contrario del nome che gli era stato imposto al battesimo e che nell’originale nordico lo indicava come “potente in battaglia”. Riziero toccava sì e no il metro e venti di altezza. Girava per la città come una nuvola bianca e … - LEGGI TUTTO

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Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria e, per non dimenticare, proponiamo la figura di Giorgio Perlasca, un uomo che ha rischiato la propria vita per salvarne molte altre. Ha aiutato oltre cinquemila ebrei a fuggire dall’inferno di Budapest dominata dai nazisti e ora il suo nome è scritto nel libro dei «Giusti». Giorgio Perlasca, nato in una famiglia borghese di Como, nel 1944 si trovava nella capitale ungherese e di fronte alle atrocità delle Croci Frecciate, i nazisti locali, si è fatto passare per console ...

spagnolo e ha rilasciato migliaia di finti salvacondotti per strappare gli ebrei a uno spietato destino. La sua incredibile storia è stata ricostruita molti anni dopo, alla fine degli anni Ottanta, quando alcune donne ebree ungheresi da lui salvate si sono messe alla ricerca del "console spagnolo Jorge Perlasca", che aveva salvato loro e tanti altri ebrei. Israele gli ha conferito il titolo di Giusto tra le Nazioni e per ricordarlo a Gerusalemme è stato piantato un albero nel viale dietro al memoriale dei bambini al museo Yad Vashem. Nella capitale ungherese è ricordato al Memoriale dei Giusti nel cortile della sinagoga.

La straordinaria avventura dello «Schindler italiano» è raccontata nel film proposto dalla Rai dal titolo Perlasca. Un eroe italiano, una coproduzione di Italia, Francia, Svezia e Ungheria, con la sceneggiatura tratta dal libro La banalità del bene di Enrico Deaglio. «Quella di Giorgio Perlasca - spiega il sito della Fondazione dedicata alla sua memoria - è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di console spagnolo, lui che non era né diplomatico né spagnolo.

Tornato in Italia dopo la guerra la sua storia non la racconta a nessuno, nemmeno in famiglia, semplicemente perché riteneva d’aver fatto il proprio dovere, nulla di più e nulla di meno.
Se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi da lui salvate in quel terribile inverno di Budapest la sua storia sarebbe andata dispersa. Queste donne, alla fine degli anni ’80 misero sul giornale della Comunità ebraica di Budapest un avviso di ricerca di un diplomatico spagnolo, Jorge Perlasca, che aveva salvato loro e tanti altri correligionari durante quei mesi terribili della persecuzione nazista a Budapest e alla fine della ricerca ritrovarono un italiano di nome Giorgio Perlasca.
La storia di Giorgio Perlasca dimostra come per ogni individuo è sempre possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio è legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico.
A chi gli chiedeva perché lo aveva fatto, rispondeva semplicemente: «... ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati senza un motivo se non l’odio e la violenza?».

Una storia straordinaria. Protagonista «un eroe italiano». (Felice d'Adamo)

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«Il mondo non sarà distrutto dai malvagi, ma da coloro che restano a guardarli senza fare niente». (Albert Einstein, fisico, Ulma-Germania 1879-1955)

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Abbi cura di me

di Simone Cristicchi

(Roma 1977-*)

… È bello essere al modo, pensa Simone mentre accarezza senza toccarla la sua immagine e quella di Stefano, tenendo uniti, nel filo delle sue mani, finito e infinito.

È un momento da fermare, e in cui fermarsi. È un respiro di assoluto.

Non siamo soli. Mai lo saremo.

Esiste una casa, un senso, una scintilla, un amore. Esiste per tutti. Esiste per sempre.

Adesso apri lentamente gli occhi / E stammi vicino / Perché mi trema la voce / Come se fossi un bambino. / Ma oltre l’ultimo giorno / In cui potrò respirare / Tu stringimi forte / E non lasciarmi andare / Abbi cura di me.

«Calabria ribelle»

Un luogo comune vuole che in Calabria la Storia sia sempre di passaggio. Per smentire questo luogo comune è nata l’idea dell’antologia storica Calabria guerriera e ribelle, di Giampiero Mele con contributi di Felice Vinci, Gianfranco Confessore e Oreste Parise.Annibale, Spartaco erano andati in ... - LEGGI TUTTO

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