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Sono numerosi i pellegrini che partono dall’Italia e da tutta Europa per vivere una dura e affascinante esperienza: il Cammino per raggiungere il santuario di san Giacomo a Santiago de Compostela, nel nord della Spagna, a pochi chilometri dall’oceano Atlantico.

L’Europa moderna è nata dai pellegrinaggi medioevali. Ne era convinto il poeta tedesco Wolfgang Goethe ed è ormai una consolidata convinzione, sancita anche dal Consiglio d’Europa, che il 23 ottobre del 1987 ha riconosciuto il Camino de Santiago come primo Itinerario culturale europeo. Nel 1993 l’Unesco ha dichiarato le strade del camino di Spagna e Francia Patrimonio dell’Umanità. E proprio il santuario di Santiago de Compostela è meta crescente di pellegrini, che vi giungono ...

dalle più diverse regioni europee per vivere un’esperienza eccezionale che intreccia fede, avventura, voglia di riscoprire sé stessi e di dare uno sguardo diverso alla vita.

Il Camino de Santiago sottrae giorni alle ferie a chi lavora, non è una vacanza: è un duro viaggio, metafora del viaggio della vita già delineato da Sant’Agostino. A piedi o in bicicletta, da soli o in comitiva, il lungo percorso è venato da fatica e sudore, ansie ed entusiasmi, sogno di una meta dura ma senza premi in palio, lungo sentieri a volte deserti, poi sempre più affollati, dove anche le solitudini sono in buona compagnia. Artisti, letterati, personaggi illustri e anonimi pellegrini con solo il fardello delle loro croci, con le lacrime negli occhi o nel cuore hanno percorso migliaia di chilometri con decine e decine di tappe oppure tratti più brevi nel segno di un’esperienza in grado di dare un senso diverso allo scorrere dei giorni. Un viaggio alla ricerca dell’innocenza originaria, simbolicamente rappresentata nel rito antico di quanti, dopo Compostela, vanno a Finisterre per bruciare gli abiti del pellegrinaggio e immergersi per un bagno purificatore nell’oceano. Simbolica anche la conchiglia acquistata nella piazza del Paraiso che i pellegrini appendono al collo o alle vesti sulla strada del ritorno.

Il Cammino di Santiago di Campostela è cominciato nel IX secolo dopo il ritrovamento della tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore, che era giunto a predicare il Vangelo in Galizia, all’estremità del mondo antico. Nel Medioevo ogni anno mezzo milione di pellegrini si recava a Compostela da tutta Europa, indossando la tradizionale mantelletta e portando un lungo bastone e un cappello di feltro adorno di conchiglie di capesante, simbolo del camino.

Diverse le vie del Cammino, che si riuniscono nel tratto finale verso Compostela. Superando i Pirenei, attraverso il passo di Roncisvalle, si percorre il Camino francés, mentre attraverso il passo di Somport si snoda il Camino aragonés. Dall’Italia si percorre la Via Francigena e poi la Via Tolosana nel sud della Francia; la Via Turonense riunisce i pellegrini che giungono dalla Germania del nord, dai Paesi Bassi e dall’Inghilterra tra Tours e Roncisvalle; da Lione e Le Puy-en-Velay parte la Via Podense che attraversa i Pirenei a Roncisvalle; per Roncisvalle, da Vézelay, si snoda anche la Via Lemovicense.

Tante le narrazioni di chi ha vissuto la coinvolgente esperienza e numerosi i consigli per chi vuole affrontare il singolare viaggio.  Con la  forza di volontà e una grande determinazione occorre una buona preparazione fisica, che dovrebbe cominciare qualche mese prima del viaggio. Può essere sufficiente una camminata di un’ora a passo veloce due o tre volte la settimana, preferibilmente su strade sterrate. Occorre avere una grande cura dei piedi, utilizzare scarpe da trekking e durante il cammino lavare i piedi almeno due volte al giorno e massaggiarli bene la sera. Lo zaino deve contenere l’essenziale, sempre un set per le medicazioni e un coltelino svizzero multiuso, e non deve superare i dieci chili. Necessarie sia la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) per l’assistenza sanitaria sia la Credenziale Ufficiale del Pellegrino, che attesta lo stato di pellegrino per Compostela e consente l’accesso ai servizi lungo il percorso.

Indispensabili, nello zaino e nel cuore, un forte coinvolgimento e un grande sogno, ricordando Paulo Coelho, che proprio nel romanzo Il cammino di Santiago scritto dopo il pellegrinaggio a Compostela, sussurra: “Il sogno di un uomo solo è solo un sogno, il sogno di molti uomini può cambiare il mondo”. (Felice d'Adamo)

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