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Oltre 15mila visitatori, in una sola giornata festiva, hanno ammirato la Villa dei Misteri a Pompei. Restaurata recentemente, la costruzione è uno dei gioielli più pregiati dell’antica città romana sepolta durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Il complesso, che presenta tanti e bellissimi affreschi legati ai riti misterici e ben conservati è tornato alla luce a partire dal 1909, quando il proprietario del terreno ha cominciato lo scavo. Il recupero è continuato soprattutto nel biennio 1929-1930, dopo il passaggio della villa allo Stato, ma c’è ancora una piccola parte dell’abitazione da riportare all’attenzione dei visitatori.

La villa, che risale al II secolo a.C., si presenta con tre grandi complessi: un quartiere signorile con quattro stanze a ovest del peristilio a sedici colonne, un quartiere rustico e servile con cucine e bagni a sud e a est del peristilio, un’area dei servizi e dei depositi a nord. Durante il suo periodo di massimo splendore, in età augustea, aveva come custode Lucio Istacidio Zosimo, ma è ignoto il nome del proprietario. Eretta in zona panoramica, la Villa dei ...

Misteri è un tipico esempio di costruzione suburbana, che univa lussuosi spazi residenziali a zone produttive rustiche. Sulle colline e lungo il litorale della Campania si costruirono grandi ville molti esponenti dell’aristocrazia romana, da Scipione l’Africano a Silla, da Mario a Cesare, Pompeo, Bruto, Cicerone. Giardini, fontane, giochi d’acqua, piscine e terme arricchivano le ville, ornate di statue e con pareti e pavimenti finemente decorati. La Villa dei Misteri ha anche ambienti molto vari, con atri e cubicoli, e presenta spazi particolari come quello delle terme o quelli per la preparazione del pane con forno o per la preparazione dei vini con torchio e cantina. Complessivamente la villa pompeiana ha una novantina di ambienti, collegati anche da terrazze e portici. Fra gli elementi caratterizzanti c’è il cubicolo, situato accanto alla grande sala dipinta, con le raffigurazioni del Satiro e della sacerdotessa. Un oecus (ampia stanza di soggiorno, abbellita con affreschi), di dimensioni 9x6 metri con portici su due lati e pareti con ricche decorazioni sia figurate che architettoniche, divenne un triclinio collegato alla attigua alcova nuziale. 

Fra gli affreschi particolarmente rilevante è il fastoso fregio con dieci ricche scene e 29 figure: si va dalla matrona che ascolta la lettura del rituale dionisiaco alla lustrazione o rito di purificazione, al vecchio Sileno che suona la lira in una scena pastorale, alla donna atterrita che fugge; quindi scorrono i satiri, ancora Sileno, poi Dioniso e Arianna, lo svelamento del cesto dionisiaco, la flagellazione, l’acconciatura nuziale fino alla solenne figura di matrona seduta che osserva le scene proposte dalle pareti.

Il recentissimo recupero della Villa dei Misteri testimonia, dopo un lungo periodo di degrado, un impegno notevole per la tutela e la valorizzazione di Pompei. La stessa Unesco, che aveva minacciato di cancellare l’antica città romana dalla lista del Patrimonio dell’Umanità, ha riconosciuto gli sforzi considerevoli e i risultati “tangibili e significativi” dal momento che sono state eseguite sostanziali opere di restauro, principalmente nel contesto del Grande Progetto Pompei, ma anche nell’ambito del programma di manutenzione ordinaria. «Tutto questo è stato possibile grazie a un lavoro intenso, scrupoloso e metodico. Ci aspettiamo ancora grandi frutti dall’opera appassionata e capace di chi è quotidianamente al lavoro sul pieno recupero degli scavi - ha dichiarato il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini - ma il bilancio di quest’anno è positivo: c’è stato un vero e proprio cambio di passo e questo ci fa guardare con ottimismo alla rinascita di Pompei». (Carlo Pozzoli)

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