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Trasporti in Europa

Orizzonti europei, con la rete di trasporti dei Paesi dell’Unione. Nuove strade e tante nuove opportunità con una più agevole possibilità di muoversi oltre i vecchi confini nazionali. Nove “corridoi” collegheranno da est a ovest e da nord a sud i paesi europei e agevoleranno mobilità, incontri, sviluppo … - LEGGI TUTTO

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Non ci sono le centinaia di migliaia di pellegrini che percorrono il Camino de Santiago, ma lo spirito è identico e i luoghi affascinanti. Fra spiritualità, arte, antiche storie, il Cammino di San Benedetto è un viaggio dell’anima con lo sguardo del Medioevo fra le bellezze d’Italia. Il percorso si snoda per oltre 300 chilometri, da Norcia, alle propaggini dei Monti Sibillini, a Subiaco, nell'alta valle dell'Aniene, fino a Montecassino, nella valle del Liri, attraversando i luoghi ...

piú significativi della vita di san Benedetto da Norcia. Sedici tappe attraverso sentieri, carrarecce e strade a basso traffico, percorrendo valli e monti di Umbria e Lazio. Un percorso spirituale e naturalistico che circoscrive un territorio incontaminato che appartiene alle ricchezze del nostro bel Paese. La sua storia, le tappe del suo progressivo sviluppo umano, turistico e geografico e l’ideazione di nuovi tracciati per una valorizzazione ambientale di tipo internazionale sono stati oggetto di un inedito convegno che si è tenuto nella prestigiosa Sala del Monastero di Santa Scolastica a Subiaco.

Il Cammino di San Benedetto può essere effettuato a piedi o in bicicletta. L'itinerario a piedi si sviluppa per 310 chilometri suddivisi in sedici tappe giornaliere su sentieri, carrarecce e strade secondarie. Le tappe sono pensate in funzione delle distanze (lunghezza media di circa 20 chilometri), dei dislivelli, e delle possibilità di alloggio. Il percorso in bici è di 340 chilometri e per lo più segue il Cammino a piedi, discostandosene soltanto in alcuni punti. Può essere suddiviso in sette tappe giornaliere. Sia che si decida di affrontare il Cammino a piedi o in bicicletta il consiglio è di non correre, ma di avere un ritmo lento che giova al corpo e alla mente, e che è più idoneo per coglierne il profondo senso spirituale. Una tappa importante è certamente Subiaco, a circa metà percorso, dove è possibile fermarsi per “vivere” i luoghi benedettini.

I pellegrini possono ottenere la Credenziale, che attesta lo stato di pellegrino, è una traccia del Cammino percorso e consente di accedere alle "ospitalità pellegrine": accoglienze religiose o altre strutture a offerta libera. Il Cammino di San Benedetto parte dall'Umbria, percorre tutto il Lazio e giunge ai confini con la Campania. «Un itinerario – spiega la guida - sulle tracce di san Benedetto da Norcia, che unisce i tre più importanti luoghi benedettini: Norcia, suo luogo natale; Subiaco, dov'egli visse più di trent’anni e fondò numerosi monasteri; Montecassino, dove trascorse l’ultima parte della vita e scrisse la Regola. Ci muoveremo per zone prevalentemente montuose, caratteristiche dell’Italia centrale. Norcia, da cui il Cammino prende avvio, è un’incantevole cittadina ai piedi dei monti Sibillini, amata dagli appassionati di trekking e dai naturalisti. Superando alture poco elevate, toccheremo piccoli paesi immersi in una natura perfetta: Cascia, dove visse Santa Rita, la "santa degli impossibili"; e Roccaporena, dov'ella nacque. Monteleone di Spoleto è un affascinante borgo medievale che si erge al limitare della piana leonessana; Leonessa, ai piedi dei monti Reatini, è una fusione di elementi medievali e rinascimentali. Tuffandoci nelle estese faggete dei Monti Reatini, a Poggio Bustone, luogo che custodisce importanti memorie francescane, ci affacceremo sulla Valle Santa, la piana del fiume Velino. Da Rieti, città papale, proseguiremo per Rocca Sinibalda e Castel di Tora sul tranquillo e pittoresco lago del Turano. Toccheremo deliziosi ed accoglienti piccoli centri nei monti Lucretili: Pozzaglia, Orvinio e Mandela; scesi poi alla valle dell'Aniene, per stradine secondarie dopo aver toccato la graziosa Gerano, raggiungeremo Subiaco, nostra prima grande mèta. Luogo fondamentale nell'esperienza benedettina, vi si coniugano spiritualità, storia, arte, natura. Nella sua storia si avvicendano abati, papi, nobili famiglie. Nel Sacro Speco operarono alcuni tra i maggiori artisti del Trecento, e vi fu pellegrino San Francesco d’Assisi; mentre l’Abbazia di Santa Scolastica è la culla della stampa italiana. I circostanti monti Simbruini sono incantevoli e poco frequentati; mentre le fresche acque dell’Aniene si prestano agli sport fluviali. La zona fu importante per l’antica Roma, in quanto sua principale riserva idrica. Numerose dunque le testimonianze romane: dai resti dell’acquedotto Claudio a Vicovaro, e dell’Anio Novus a Trevi, alla villa di Nerone a Subiaco, del poeta Orazio a Licenza, all’arco romano di Trevi. Oltrepassata Trevi, saremo accolti dagli splendidi boschi dei monti Ernici. Disseminati lungo le pendici di montagne verdissime, una sequenza di pittoreschi paesini medievali: Guarcino, Vico e Collepardo. Sotto alle maggiori cime dei monti Ernici, ci lasceremo incantare dalla splendida Certosa di Trisulti, luogo di acque, foreste, spiritualità. Poi punteremo verso la valle del Liri, non prima di aver visitato l’abbazia di Casamari, magnifico esempio di gotico cistercense; e Monte San Giovanni Campano, uno dei borghi più belli d'Italia. Di Arpino c'incanteranno il centro storico e la splendida acropoli; mentre non potremo restare indifferenti alle gole del Melfa, luogo di solitudine e bellezza, un tempo popolate da eremiti e oggi da una natura selvaggia. Da Roccasecca patria di san Tommaso d’Aquino dottore della Chiesa, ripercorrendo i passi di monaci, pellegrini e soldati, giungeremo infine all’abbazia di Montecassino, casa madre di un ordine che si estendeva da un confine all'altro dell'Europa e che più di ogni altro ha contribuito alla nascita di una cultura cristiana europea. Sarà questa la migliore conclusione di un Cammino che ci ha portato ad attraversare buona parte del Centro Italia, per conoscere la vita e le opere di San Benedetto, insieme ad arte, cultura, storia di una buona fetta del Bel Paese». (Felice d’Adamo)

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Test 2 Storia del '900

 

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«Il 2 giugno è la festa degli italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e della democrazia da parte del nostro popolo. È un appuntamento che rinsalda da parte dei cittadini la loro adesione leale e il loro sostegno all’ordinamento repubblicano, nella sua articolazione, allo stesso tempo unitaria e rispettosa delle autonomie, sociali e territoriali». (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, Palermo 1941-*)

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