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Italia da salvare

Una comunità si mobilita per salvare un angolo d’Italia denso di storia e di bellezze naturali che rischia di sparire. Nei boschi selvaggi dei Monti Gemelli/Monti della Laga, in provincia di Teramo, si trova il borgo fantasma di Laturo, di influenza longobarda, totalmente dimenticato e immerso in una delle wilderness più - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 24-27 ottobre 1917: disfatta di Caporetto durante la Prima Guerra mondiale

* 24 ottobre 1918: inizia la Battaglia di Vittorio Veneto alla fine della Prima guerra mondiale

* 25 ottobre 1936: nasce l'Asse Roma-Berlino con l’alleanza di Benito Mussolini e Adolf Hitler

INCIPIT L'inizio di ...

Un giorno di fuoco

di Beppe Fenoglio 

Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta. Ammazzò suo fratello in cucina, freddò sull’aia il nipote accorso allo sparo, la cognata era sulla lista ma gli apparì dietro una grata con la bambina ultima sulle braccia e allora lui non le sparò ma si scaraventò giù alla canonica di Gorzegno…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Questo articolo è rivolto a persone di media cultura, che hanno fatto buoni studi, conservano ricordi di scuola e coltivano ancora qualche interesse culturale, non è per studiosi specialisti della Divina Commedia o di critica letteraria. Le letture dei canti dell’Inferno di Dante donateci da Roberto Benigni, grandissimo attore nato in Toscana, hanno fatto un miracolo grandissimo, mi hanno fatto riaprire il libro della Divina Commedia, per seguirne la lettura e capirne il significato. Cosa che avveniva solo a scuola ai tempi del liceo, quando un professore volenteroso ci leggeva un canto alla settimana. Allora mi sembrava di ...

capirci qualche cosa, successivamente i miei rapporti con il Divino Poeta si sono limitati a sporadiche frequentazioni, senza risultati. Parimenti senza risultati, l’ascolto delle letture proposte da altri famosi attori che si sono cimentati con Dante. Dopo il mio coscienzioso ascolto delle loro esibizioni, mi rimaneva a mente il suono delle voci, la musica della lingua, ma non il significato del testo. Ero infine mortificata della mia ignoranza, e frustrata nel desiderio di capire qualcosa di ciò che era stato letto.

Diversamente va l’esperienza dell’ascolto delle letture del toscano Roberto Benigni. Per un lungo periodo ho quasi snobbato queste letture, mi sembrava che un attore geniale, dalla mobilità felina, che entra in scena con musiche, ritmi e movenze da circo equestre di felliniana memoria, di fatto svilisse la divinità del testo. Fino a quando, una sera, vedendolo, mi sono accorta che con le sue spiegazioni, vivacissime e spontanee (almeno apparentemente), capivo, vedevo come in un film, le scene del canto. Con le parole e i gesti dell’attore arrivavo a cogliere il significato dei versi e delle terzine, e infine, quando lui recitava il canto per intero, coglievo bene il significato.

Tutto all’improvviso si è chiarito. La spiegazione fatta da Roberto Benigni con parole e con mobile e vivace gestualità getta luce sul significato del suono delle parole, dello straordinario uso del linguaggio del Divino Poeta. I significati delle scelte lessicali, dei giochi di parole, dei suoni, lunghi o brevi, lievi o forti, dolci e armoniosi, oppure stridenti e volutamente sgradevoli, le rime ed i ritmi, tutto emerge chiaro dall’arte scenica di Benigni.

 Insomma il toscano Roberto Benigni illumina il suo personale sentire della poesia di Dante, la “sente” col cuore oltre che con la mente, e riesce a comunicare il suo sentire, sottolineando tutti gli aspetti popolari e realistici di una poesia e di un linguaggio sempre più lontani dalla nostra sensibilità, anche se frasi e parole di quel testo sacro sono profondamente penetrate nella lingua italiana, per vie misteriose ed ignote. Il miracoloso risultato di tutto questo è che ho ripreso il testo, questa volta con molto piacere, per seguire le sue letture sulla pagina scritta invece di guardare lo schermo luminoso, anche se la scena mostrata, la folla ordinata e partecipe di Piazza Santa Croce in Firenze, con lo sfondo illuminato della facciata della basilica, è di una vera, grande bellezza.

Collocazione geniale per queste letture, una piazza abitata da fiorentini veraci, portatori naturali di ciò che oggi resta della lingua di Dante, meglio di un’aula accademica dove si fa scienza per pochi eletti. Roberto Benigni a Piazza Santa Croce in Firenze fa cultura, di altissima qualità, per tutti: toscani, italiani, e chiunque altro al mondo padroneggi o ami la lingua di Dante. (Emanuela Medoro)

Beretta, da 500 anni

Una storia lunga un mezzo millennio e tramandata per quindici generazioni è quella della fabbrica d’armi Beretta, che da una valle bresciana si è estesa al mondo intero. Una storia iniziata nel Cinquecento da Bartolomeo Beretta, che si ampliò nei primi dell’Ottocento con Pietro Beretta e poi passò da ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Sfortunatamente Dio non ha un posto nella mia vita. Nutro la speranza, se esiste, di avere io un posto nella sua vita». (Gabriel Garcia Marquez, scrittore, Aracataca-Colombia 1927-2014)

EXPLICIT La fine di ...

Gita al faro  

di Virginia Woolf

In fretta, come se qualcosa l’avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo – il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali, i tentativi di raggiungere qualcosa. Lo avrebbero appeso in soffitta, pensò; sarebbe stato distrutto. Ma che importanza aveva? Si chiese tornando a prendere il pennello. Guardò i gradini: erano vuoti; guardò la tela: era una macchia confusa. Con improvvisa intensità. Come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Se, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.

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Test 2 Letteratura ‘900

 

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