Company Logo

Italia da salvare

Una comunità si mobilita per salvare un angolo d’Italia denso di storia e di bellezze naturali che rischia di sparire. Nei boschi selvaggi dei Monti Gemelli/Monti della Laga, in provincia di Teramo, si trova il borgo fantasma di Laturo, di influenza longobarda, totalmente dimenticato e immerso in una delle wilderness più - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 24-27 ottobre 1917: disfatta di Caporetto durante la Prima Guerra mondiale

* 24 ottobre 1918: inizia la Battaglia di Vittorio Veneto alla fine della Prima guerra mondiale

* 25 ottobre 1936: nasce l'Asse Roma-Berlino con l’alleanza di Benito Mussolini e Adolf Hitler

INCIPIT L'inizio di ...

Un giorno di fuoco

di Beppe Fenoglio 

Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta. Ammazzò suo fratello in cucina, freddò sull’aia il nipote accorso allo sparo, la cognata era sulla lista ma gli apparì dietro una grata con la bambina ultima sulle braccia e allora lui non le sparò ma si scaraventò giù alla canonica di Gorzegno…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

Pagina dopo pagina

Brevi annunci gratuiti

Un bombardamento avvenuto per errore da parte della Nato a Kunduz in Afghanistan ha causato una strage con una trentina di morti accertati e parecchie decine di feriti tra cui donne e bambini. Nell'eccidio sono morti sette medici  appartenenti all'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere. La dottoressa barese Cristina Castellano, che lavora per Medici senza Frontiere e che per miracolo è scampata alla strage, esprime lo spirito di chi quotidianamente si prodiga concretamente per la pace.

 

«Dopo il bombardamento ho passato mesi nel trauma center di Kunduz, una cittadina strategica nel nord dell’Afghanistan, teatro di violenti scontri militari.

Qui le vittime di guerra, per incidenti stradali e di violenza di strada sono all’ordine del giorno, centinaia di pazienti di cui moltissimi sono bambini, vengono curati ...

ogni giorno nel nostro ospedale.

L’imparzialità, l’umanità, l’assenza di pregiudizio e la professionalità, sono la base del nostro soccorso.

Ho lavorato fianco a fianco con personale afghano ed internazionale, persone eccezionali, dedite al lavoro e alla loro gente, come è d’obbligo per ogni medico, ogni paziente che arrivava veniva curato indipendentemente dall’etnia o credo religioso o politico, chiunque avesse bisogno di aiuto veniva assistito, nessuno di noi si ergeva a giudice, facevamo semplicemente il nostro lavoro.

Le difficoltà erano tante, la difficile e instabile situazione politica, la povertà della gente, le continue emergenze che mettevano a dura prova il fisico e l’animo di ognuno di noi. Ma questo non fermava nessuno, anzi ci spingeva a fare sempre meglio.

Essere medici in queste situazioni significa mettere continuamente alla prova se stessi, sia fisicamente che moralmente, lavoravamo continuamente 24 ore su 24, sette giorni su sette ci confrontavamo con le continue difficoltà di quella gente oramai stremata, siamo medici, ma anche persone che hanno deciso di essere sul campo per aiutare le popolazioni più bisognose e in difficoltà, questo mette l’animo a dura prova.

Il confronto con la cultura del posto e le estreme difficoltà che devono affrontare spesso mi hanno fatto riflettere, spesso chiacchieravo con i miei colleghi afghani e mi piaceva sapere delle loro usanze e tradizioni, del loro punto di vista, dei loro credi, ho ascoltato i loro racconti che a volte si trasformavano in grida di aiuto, ma che rimanevano soffocate, nessuno può aiutarli, si sentono prigionieri di una realtà da cui non c’è uscita. Molti miei colleghi avevano meno di 30 anni, sono nati con la guerra e non hanno mai potuto lasciare il paese, non hanno mai visto e vissuto la pace, erano affranti per questo ed era il loro più grande sogno: la pace.

Ogni volta che parlavo con loro il mio cuore piangeva in silenzio.

Oggi dopo questa immensa tragedia, che pone un interrogativo enorme sul dove la (dis)umanità si stia dirigendo, voglio dedicare un pensiero speciale ai nostri pazienti, bruciati vivi nei letti, ai miei colleghi eccezionali: medici, infermieri e ausiliari e alle loro famiglie. Grazie per il vostro impegno e dedizione.

Un pensiero speciale al dottor Satar sempre pronto ad risolvere ogni problema e al dottor Osmani persona dal cuore d’oro ed eccezionale medico rianimatore.

Siete morti per quello che eravate: eroi». (Maria Cristina Castellano)

Beretta, da 500 anni

Una storia lunga un mezzo millennio e tramandata per quindici generazioni è quella della fabbrica d’armi Beretta, che da una valle bresciana si è estesa al mondo intero. Una storia iniziata nel Cinquecento da Bartolomeo Beretta, che si ampliò nei primi dell’Ottocento con Pietro Beretta e poi passò da ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Sfortunatamente Dio non ha un posto nella mia vita. Nutro la speranza, se esiste, di avere io un posto nella sua vita». (Gabriel Garcia Marquez, scrittore, Aracataca-Colombia 1927-2014)

EXPLICIT La fine di ...

Gita al faro  

di Virginia Woolf

In fretta, come se qualcosa l’avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo – il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali, i tentativi di raggiungere qualcosa. Lo avrebbero appeso in soffitta, pensò; sarebbe stato distrutto. Ma che importanza aveva? Si chiese tornando a prendere il pennello. Guardò i gradini: erano vuoti; guardò la tela: era una macchia confusa. Con improvvisa intensità. Come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Se, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.

Galleria degli Artisti

Test 2 Letteratura ‘900

 

Grandi eventi

Sostieni «Italia Italy»

 




Powered by Joomla!®. Valid XHTML and CSS.