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Anno bisestile

Il 2020 è un anno bisestile. I giorni dell’anno sono 365, ma ogni quattro anni i giorni sono 366. Sono i cosiddetti anni bisestili. Proprio come questo 2020. Noi sappiamo che l'anno solare è il tempo che impiega la terra per compiere la sua orbita intorno al sole, cioè il tempo per ritornare alla stesso punto di - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 30 settembre 489: Battaglia di Verona tra l'esercito del Re d'Italia Odoacre e gli invasori Ostrogoti di Teodorico, che ottengono una clamorosa vittoria

* 30 settembre 1382: con la Dedizione Trieste passa all’Austria degli Asburgo

* 30 settembre 1499: i Turchi arrivano fino a Casarsa, nei pressi di Udine

* 30 settembre 1744: durante la Guerra di successione austriaca Battaglia di Cuneo, nota anche come Battaglia di Madonna dell'Olmo, e vittoria di Francia e Spagna contro il Regno di Sardegna

INCIPIT L'inizio di ...

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij

Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima!...

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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La lunga storia d'Italia si snoda tra splendori e decadenza. Il nome Italia viene usato inizialmente nel VI secolo a.C. per indicare la zona corrispondente alla Calabria meridionale di oggi. Nel secolo successivo lo storico Antioco di Siracusa scrive un saggio sull'Italia, che nel IV secolo comprende le attuali regioni meridionali a sud di Paestum. All’inizio del III secolo a.C. comprende anche la Campania e dopo la Prima Guerra Punica giunge fino ai fiumi Arno ed Esino, tra la Toscana e le Marche.

Ai tempi di Augusto geograficamente e politicamente è simile a quella di ...

oggi. Nel 27 a.C. il primo imperatore romano divide l’Italia in undici regioni; Sicilia e Sardegna sono province esterne come il resto  dell’impero. Si fissano anche confini precisi e nel territorio dell’attuale Principato di Monaco i Romani costruiscono il Trofeo della Turbia con l'iscrizione: Huc usque Italia, abhinc Gallia (Fin qui l'Italia, da qui la Gallia). 

L’Italia è descritta da Plinio il Vecchio nel terzo libro della Naturalis Historia (77 d.C.), dove si afferma l’estensione geografica dai mari alle Alpi , con l’affermazione finale: "Questa è l'Italia sacra agli dei". Un riconoscimento ufficiale dell’Italia che comprende anche la Sicilia, la Sardegna e la Corsica si ha nel 292, quando con Diocleziano viene costituita la Diocesi Italiciana. Con la caduta dell’Impero Romano (476), Odoacre si dichiara Re d’Italia, titolo che poi passerà all’ostrogoto Teodorico quando (493) destituirà Odoacre. Nel VI secolo l’imperatore bizantino Giustiniano riconquista l’Italia che considera non una provincia, ma lasignora delle province” (domina provinciarum).

L’unità territoriale si spezza con l’arrivo dei Longobardi (568), che pongono la capitale a Pavia, mente i Bizantini hanno la capitale a Ravenna. Tra il VII e il X secolo la denominazione Italia viene limitata a una parte del territori tradizionale e troviamo al sud il Ducato d’Italia, che poi sarà il Ducato di Benevento, e la Marca d’Italia in Piemonte.

La nascita del Sacro Romano Impero, con Carlo Magno (800), porta a una organizzazione che comprende anche il Regno d’Italia. La decadenza dell’impero cristiano porta a ridurne il territorio alla Germania e all’Italia centro-settentrionale. I Comuni del nord si ribellano all’imperatore tedesco e, aiutati dal Papa e dalla Sicilia, sconfiggono Federico Barbarossa. L’autonomia rivendicata da molte città porta all’affermazione dei liberi Comuni e delle Repubbliche Marinare. Gli ultimi splendori dell’Impero si hanno con Federico II, che diventa Re d’Italia e di Sicilia, sostiene le arti e favorisce il nascere della prima letteratura italiana con la Scuola Siciliana.

Ai tempi di Dante l’Italia, oltre al significato territoriale, acquista un significato culturale e linguistico; nei secoli successivi si afferma progressivamente l’individualità storia e geografica dell’Italia ed emerge l’ansia dell’unità politica. Dal Trecento la lingua italiana si diffonde progressivamente e sostituisce il latino come lingua ufficiale dei diversi Stati italiani. L’orgoglio italiano emerge in molti eventi storici, come la Disfida di Barletta nel 1503: tredici cavalieri italiani sfidano tredici cavalieri francesi che hanno denigrato gli italiani.

Nel Seicento l’Italia è in una fase di declino con la dominazione spagnola, alla quale farà seguito la dominazione austriaca. Nel Settecento viene rilanciato il progetto di una unità politica dell’Italia e a fine secolo si manifestano i primi segni del Risorgimento. Nel 1797 a Reggio Emilia, nella la Repubblica Cispadana creata da Napoleone, viene adottata la bandiera tricolore, che poi diventerà la bandiera d'Italia. Primi segni del Risorgimento sono considerati anche la Repubblica Romana (1798) e la Repubblica Partenopea (1799).

La nascita dello Stato italiano è anticipata nel periodo napoleonico dalla Repubblica Italiana (1802) e dal Regno d’Italia (1805-1814). L’epopea risorgimentale, tra grandi passioni, moti rivoluzionari e guerre di indipendenza, porta alla nascita del Regno d’Italia il 17 marzo 1861: la capitale è Torino, il re è Vittorio Emanuele II.

Il Veneto tornerà all’Italia dopo la terza Guerra di Indipendenza (1866); Roma e il Lazio si uniranno al nuovo Stato nel 1870 e l’anno dopo Roma diventa la capitale; il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, l’Istria e Fiume saranno italiani dopo il primo conflitto mondiale. La sconfitta nella seconda guerra mondiale comporterà la perdita dell’Istria e della Dalmazia e scatenerà la persecuzione degli italiani da parte della ex Jugoslavia con la tragedia delle foibe. La vicenda territoriale si concluderà nel 1954 con il ritorno all’Italia di Trieste. (Felice d’Adamo)

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Nuovo 'Grand Tour'?

Per secoli il viaggio in Italia è stato nei sogni di molti, ovunque in Europa. La formazione culturale non poteva non concludersi che con il Grand Tour, un vero pellegrinaggio da ogni angolo dell’Europa alla scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale e di una civiltà millenaria. Attuato già durante il ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Sul bordo di quello che sappiano, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato». (Carlo Rovelli, fisico, Verona 1956-*)

EXPLICIT La fine di ...

Ettore Fieramosca

di Massimo d’Azeglio

Già l’illustre conte Napione espresso l’opinione de’ Piemontesi sul conto di costui così scrivendone: «… quel nostro Astigiano che nel famoso abbattimento di Quarrato avendo preso le armi contro la nazione italiana per i Francesi, non solo con essi divise l’onta di rimaner vinto dagli Italiani, ma, restato morto sul campo, si giudicò allora da ognun meritamente aver portata la pena della sua stoltezza, giacché per nazion forestiera avea voluto combatter contro l’onor della patria».

Ci sia permesso aggiungere che ora, per quanto di cercasse, non si troverebbe più verun  imitatore di questo sciagurato.

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Test 2 Letteratura ‘900

 

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