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Il 7 gennaio si celebra la Festa del Tricolore, simbolo dell’Italia dal lontano 1797. La bandiera con i colori verde, bianco e rosso fu adottata inizialmente nella Repubblica Cispadana, poi ha accompagnato le lotte risorgimentali e la storia dell’Italia dopo l’unificazione (1861). La Costituzione Italiana, in vigore dal primo gennaio 1948, all’articolo 12 stabilisce: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

«La nostra bandiera - ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per questa ricorrenza - rappresenta l'emblema dei valori di democrazia, di giustizia sociale, di rispetto dei diritti dell'uomo, di solidarietà, ivi affermati. La nostra ...

bandiera - che viene issata dai nostri militari nelle missioni dei pace all'estero, che viene esposta nelle sedi dello Stato e delle Autonomie locali, che viene sventolata dai cittadini nelle ricorrenze o nelle manifestazioni sportive - è espressione della spinta all'identità e all'impegno comuni. L'unità del Paese è un presupposto della Repubblica, ma è anche un suo obiettivo primario. Unità tra i territori, rispettandone le peculiarità e aumentando la collaborazione. Unità del corpo sociale. Unità tra le generazioni. Unità nell'esercizio e nel riconoscimento di diritti e doveri: è proprio il compimento del dettato costituzionale, a partire dall'effettiva uguaglianza e dalle pari opportunità dei cittadini, a rafforzare quella dimensione nazionale che può renderci più forti e fare dell'Italia una protagonista dell'Unione europea.
Il Tricolore è ora la bandiera anche dei nuovi cittadini italiani, che da anni vivono e lavorano con noi e che amano con noi la Patria comune. Il simbolo dell'unità, dunque, è anche un segno di apertura. E' una risorsa che può aiutarci ad affrontare meglio le sfide del futuro».
Il tricolore nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, decreta che “si renda universale la Bandiera Cispadana di tre colori verde, bianco e rosso”. Il tricolore è formato da bande orizzontali e al centro presenta una faretra con quattro frecce e la sigla R.C. (Repubblica Cispadana).

Nel 1802 il tricolore è adottato durante il governo napoleonico della Repubblica Italiana, ma le strisce sono sostituite da tre quadrati, rosso bianco e verde, disposti uno dentro l’altro. Questa bandiera oggi è utilizzata come simbolo della Presidenza della Repubblica, e sventola sull’auto del Capo dello Stato.

Nel 1805, quando i territori del nord sono ribattezzati Regno Italico, la bandiera viene modificata nella disposizione dei colori. Con la Restaurazione (1814) la bandiera viene messa fuori legge, ma nel 1831 diviene l’emblema della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini ed è a bande verticali come oggi. Nel 1834 è adottata dalle truppe che tentano di invadere la Savoia. Nel 1848, durante le Cinque Giornate di Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto assicura al Governo provvisorio lombardo che le sue truppe, pronte a venire in aiuto per la prima guerra d'indipendenza, avrebbero marciato sotto le insegne del tricolore. Il vessillo è adottato anche dalle truppe borboniche e papali inviate in soccorso dei lombardi, da Venezia e dal Governo insurrezionale della Sicilia. Nel 1849 diviene il simbolo anche della breve stagione della Repubblica Romana.
Proclamato il Regno d'Italia, il 17 marzo 1861, per consuetudine la bandiera continua a essere il tricolore. Diviene bandiera nazionale con il Regio Decreto n. 2072 del 24 settembre 1923, quando presenta al centro della banda bianca lo stemma dei Savoia, come avrà lo stemma della Repubblica di Salò durante il governo fascista nell’Italia del nord. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilisce la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947. (Felice d’Adamo)

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