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L’illegalità preoccupa e getta ombre sul presente e anche sul futuro. Suscitano profonde inquietudini le violenze delle cronache quotidiane, le minacce del terrorismo, la corruzione spesso intrecciata alla politica, i furti nelle abitazioni, le cronache di piccola e grande criminalità. E suscitano preoccupazioni le difficoltà economiche di una crisi che, nonostante segnali di ripresa, per tanti sembra non passare mai. Ombre che non offuscano il volto positivo di un’Italia che lavora, reagisce, si impegna quotidianamente. Eppure c’è un peso enorme che rallenta lo sviluppo, penalizza gli onesti, pone il nostro paese ai primi posti di una inquietante classifica. Ed è contro l’evasione fiscale che ha ...

puntato il dito anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Un elemento che ostacola le prospettive di crescita - secondo il presidente Mattarella - è rappresentato dall'evasione fiscale. Secondo uno studio recente di Confindustria, lo scorso anno l'evasione fiscale e contributiva in Italia è stata di 122 miliardi di euro, ossia sette punti e mezzo di Pil. Lo stesso studio calcola che anche soltanto dimezzando l'evasione si potrebbero creare oltre 300mila posti di lavoro: gli evasori danneggiano la comunità nazionale e danneggiano i cittadini onesti. Le tasse e le imposte sarebbero decisamente più basse se tutti le pagassero».

Per combattere l’evasione fiscale non è stato certo un buon segnale l’innalzamento dell’uso del contante da mille a tremila euro fissato dalla Legge di stabilità 2016. Positivo, invece, appare lo stimolo a pagare con carte di credito anche per piccole somme. Nei paesi più sviluppati i pagamenti con moneta elettronica sono molto più diffusi, con riflessi positivi anche contro furti e rapine. Difficile capire le ragioni di chi si oppone alla riduzione del contante in circolazione: la libertà di utilizzare il proprio denaro non viene limitata ma protetta dalla tracciabilità della moneta elettronica. Il pagamento con carte di credito costringerebbe il lavoro in nero a emergere, con benefici per i cittadini onesti e per le imprese che operano correttamente e sono danneggiate dalla concorrenza sleale.

Occorre creare una cultura della legalità e anche educare all’utilizzo quotidiano delle carte di credito. E’ necessaria perciò anche una riduzione dei costi e degli adempimenti burocratici. Per una società più equa, oltre a sostenere la legalità, occorre sviluppare una cultura della legalità a partire dalla famiglia e dalla scuola, occorrono a tutti i livelli funzionari pubblici che abbiano un profondo senso dello Stato ossia della propria comunità, ma occorre anche sostenere l’impegno generoso di chi lavora per far rispettare le leggi.

«Sappiamo tutti - ci ricorda il presidente della Repubblica - che quando si parla di noi italiani le prime parole che vengono in mente sono genio, bellezza, buon gusto, inventiva, creatività. Sappiamo anche che spesso vengono seguite da altre, non altrettanto positive: scarso senso civico, particolarismo, individualismo accentuato. Ricevo ogni giorno molte lettere e in giro per l'Italia e al Quirinale, ho incontrato tante persone e storie che parlano di coraggio, di impegno, di spirito d'impresa, di dedizione agli altri, di senso del dovere e del bene comune, di capacità professionali, di eccellenza nella ricerca. L'Italia è ricca di persone e di esperienze positive». La lotta all’evasione è un forte contributo per un’Italia migliore. (Anna Ferrero)

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