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Fatti, non bufale

Troppe false notizie si diffondono sui giornali, in tv e nella rete. Troppe falsità inquinano la comunicazione, sono rilanciate dai social, creano un’opinione pubblica distorta, gettano ombre su chi si comporta correttamente, avvantaggiano chi disinvoltamente ne fa un uso politico contro gli avversari ... - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

L’esclusa

di Luigi Pirandello

Antonio Pentàgora s’era già seduto a tavola tranquillamente per cenare come se non fosse accaduto nulla. Illuminato dalla lampada che pendeva dal soffitto basso, col suo volto tarmato che pareva quasi una maschera sotto il bianco roseo della cotenna rasa, ridondante sulla nuca. …

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 6 agosto 1980: la mafia uccide il magistrato Gaetano Costa

* 6 agosto 1985: la mafia uccide i poliziotti Antonino Cassarà e Roberto Antiochia

* 7 agosto 1427: la flotta dei Visconti di Milano è distrutta da Venezia sul Po

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Volano missili e si intrecciano contrasti e interessi internazio- nali, fra timidi tentativi di delineare un futuro meno incerto e pacifico. Fra Mediterraneo e Medio Oriente si consumano quotidiane tragedie, con masse di disperati oppressi e in balìa di sfruttatori e politicanti senza scrupoli. Le effimere speranze suscitate dalle primavere arabe sono naufragate in scenari caotici. In Libia il Governo guidato da Fayez al-Serraj, riconosciuto dall'Onu, è sotto attacco da parte del generale Haftar: i rivali partecipano alle conferenze internazionali per la pace, ma il caos resta nell'ex colonia italiana e la guerra civile continua. E’ inutile ...

 illudersi in cambiamenti immediati, ma occorre dare voce alle speranze e contribuire a creare un futuro meno incerto per i popoli direttamente interessati e anche per l’Italia e l’Europa. I muri non hanno mai risolto problemi e sempre, prima o poi, sono caduti. Prospettive positive possono delinearsi solo promuovendo un generale sviluppo e sostenendo una crescita culturale che favorisca le ragioni della convivenza civile e della solidarietà, oltre i fanatismi e le spietate rivendicazioni nazionalistiche.

Dall’Iraq alla Siria, dalla Libia al nord Africa scenari inquieti alimentano conflitti, distruzioni, esodi di intere comunità. Il conto è salato e amari sono i bilanci già oggi, non solo per i popoli martoriati. I riflessi diretti sono evidenti in Italia, in Grecia e negli stati di frontiera, ma anche per le “lontane” Danimarca o Svezia. L’Europa sta vivendo l’emergenza di migrazioni di popoli, che ad alcuni rievocano le invasioni barbariche al tramonto dell’antica Roma.

Il Mediterraneo, l’antico Mare Nostrum, è un campo di speranze e paure, di contrasti politici e rotte disumane, di sogni per un futuro migliore e di inquiete trame del terrorismo, e spesso è cimitero senza croci e senza memorie.

Che fare? E’ la domanda di tutti, ma diverse e spesso opposte sono le risposte. C’è chi interviene quotidianamente per salvare i disperati e chi lavora per progetti che facciano superare l’emergenza, ci sono politici che elaborano strategie e militari che si battono sui campi di battaglia, si alternano proclami bellicosi e scelte pacifiste, ma non è con le ideologie che gli orizzonti cambiano né con le discussioni da bar condizionate dai media, se si è consapevoli che nessun filo spinato può fermare il vento e l’ansia di libertà o di un destino migliore.

Che fare? Mentre si sviluppano interventi e si delineano soluzioni, occorre lavorare per creare condizioni che agevolino il superamento dei contrasti e favoriscano un clima di tolleranza e la consapevolezza che non ci si salva da soli. Un contributo importante può essere dato dalla cultura e, come per le famiglie, dai rapporti di buon vicinato dei vari popoli. Nell’era della globalizzazione e dell’infinito viaggiare, per dirla con Claudio Magris, occorre porre le basi per un comune sviluppo, culturale oltre che economico.

L’Europa è cresciuta con le conquiste civili e la sua forza è nella libertà e nella solidarietà, senza le quali è finita in immani catastrofi. Il Mediterraneo può svilupparsi e crescere valorizzando le ingenti risorse di cui dispone e una storia millenaria di cui occorre recuperare gli innumerevoli contributi positivi. Ragioni per dividersi ce ne sono, e molte, ma proprio per questo occorre riscoprire le ragioni per stare insieme, per crescere insieme. L’Europa è ormai la nostra patria, deve superare contrasti e calcoli piccini per giungere alla realizzazione degli Stati Uniti d’Europa. Il Mediterraneo è il nostro futuro e anche una grande opportunità per l’Italia, ponte fra il mondo occidentale, l’Africa e l’Oriente, dove è in atto un risveglio tumultuoso di popoli. (Felice d'Adamo)

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Il paese delle streghe

Storie misteriose e terrificanti sono legate a Triora, il paese delle streghe, in provincia di Imperia. Nella Liguria occidentale sono stati numerosi i processi per stregoneria e Triora, nell’Alta Valle Argentina, è stata a lungo protagonista di vicende intrecciate da fantasie e finite in tragedie. Le “bagiue” si ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

Papà Goriot

di Honoré de Balzac

Rimasto solo, mosse qualche passo verso la sommità del cimitero e vide Parigi tortuosamente adagiata lungo le due vie della Senna, dove cominciava a brillare qualche luce, (…) Gettò su quell’arnia ronzante uno sguardo che pareva volesse succhiarne il miele in anticipo, e pronunciò queste solenni parole. “A noi due, ora!” E, come primo atto della sfida che egli lanciava alla società, Rastignac si recò a pranzo dalla signora di Nucingen.

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«La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno». (Jim Morrison, cantautore, Stati Uniti 1943-1971)

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