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Generazione Erasmus

L’Europa è nata dai pellegrinaggi medioevali, secondo il poeta tedesco Goethe, ma oggi vive e si sviluppa grazie a scelte lungimiranti che riassumono i valori di una lunghissima tradizione. I giovani della Generazione Erasmus, che viaggiano e studiano in paesi diversi, sono un valore per l'Europa, come le … - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 22 gennaio 1506: arriva a Roma il primo contingente di Guardie Svizzere che si occuperanno della sicurezza del papa.

* 22 gennaio 1944: inizio dell'Operazione Shingle durante la Seconda guerra mondiale per lo sbarco ad Anzio.

INCIPIT L'inizio di ...

L’uomo che allevava i gatti

di Mo' Yan

(Cina 1955-*)

Un fascio di luce dorata lo inondò, mentre si toglieva il fucile dalla spalla con la mano destra priva di indice. Il sole al tramonto scendeva velocissimo, descrivendo un arco perfetto, e nei campi riecheggiava frammentario un suono simile al riflusso della marea, accompagnato da un respiro triste, a tratti intenso, a tratti debole. Facendo grande attenzione appoggiò il fucile sul terreno coperto di chiazze di muschio della dimensione di monete di rame. Nel deporre l’arma, osservò la terra umida e un immensa tristezza gli serrò il sudore...

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«Un giorno d'estate una donna di cinquant'anni con un bellissimo nome greco passò accanto a un fiume e guardando un prato di erba alta con pioppi di là dell'acqua ricordò un bacio...». E’ la protagonista, appunto, di Bacio, una delle cinquantaquattro voci pubblicate da Goffredo Parise (1929–1986) sul Corriere della sera e poi raccolte in Sillabario n.1 e Sillabario n.2. Sono passati tanti anni dalla scomparsa del giornalista e scrittore veneto che ci ...

ha lasciato pagine memorabili, oggi travolte da fiumi di parole inutili se non volgari.

Nel 1982, con la pubblicazione del Sillabario n.2, il percorso culturale di Parise si poteva ritenere concluso. Il ciclo narrativo, iniziato nei racconti adolescenziali con l’incanto dei canali e dei cortili vicentini, si completava con la poesia dei sentimenti, con la tristezza di Solitudine.

Dopo l’intervento alle coronarie iniziava per lo scrittore una lunghissima agonia fisica e anche artistica di cui era lucidamente consapevole quando avvertiva: «Alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace, ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore».

Molti fili legano il primo romanzo Il ragazzo morto e le comete e i Sillabari, le pagine della vita che si apre avvertendo già l’ombra lunga e inquieta del tramonto e quella della maturità pensosa che riscopre il fascino e l’intensità delle emozioni semplici della giovinezza. Nelle scene suggestive dell’opera prima è già possibile scorgere tecniche stilistiche, temi, atteggiamenti che definiranno l’itinerario dall’illusione alla consapevolezza, dall’entusiasmo a una diffusa malinconia, dalla civiltà agli impulsi originari della natura, in una evoluzione che segue a ritroso l’effimero cammino del progresso.

Convinto della necessità di un legame profondo fra lo scrittore e la sua opera, Parise si identifica con le storie che narra: nelle sue pagine c’è la sua terra e la sua gente, la sua ingenuità e l’estrosità che rasenta il capriccio, il sorriso triste e lontano, l’ironia ora sorniona ora graffiante tipicamente veneta, ma la realtà sfuma nella favola, in atmosfere oniriche  e in mondi surreali. Da Il prete bello a Il crematorio di Vienna si sviluppa una fase narrativa che porta a una logicità estrema e spietata, poi spezzata come d’incanto nella pagine del Sillabario n.1 in cui riemerge prepotente il filone connaturale dei sentimenti, che non cancella le fragili e inquietanti convinzioni ideologiche, ma le ovatta e disperde fra le pieghe dei “diritti del cuore”.

Nel sillabare i sentimenti elementari (amore, allegria, felicità, nostalgia…) o le parole tematiche (anima, bambino, hotel, matrimonio…) vediamo scorrere l’imprevedibilità dell’esistenza, il mistero della vita, il rimpianto per la felicità e il tempo inafferrabile, l’amarezza e l’indifferenza perché «tutto resterà come prima e cioè senza senso, o meglio il senso di ogni cosa resterà incomprensibile, perduto nel disordine del mondo». Gli spettri di Il crematorio di Vienna si allontanano, perdono i caratteri della nitidezza e dell’incubo, si celano dietro carnalità mediterranee o pudori veneti, ma restano ombre onnipresenti e inquiete. La poesia sfuma in elegia, le illusioni alimentano una dolce, infinita tristezza.

Uomo del suo tempo e pur capace di prenderne le distanze, Goffredo Parise ha continuato a osservare le cose e la vita con gli occhi profondi del bambino che si incantava sulla strada. Ora che si sono spente non solo le comete del suo primo romanzo, ma anche le polemiche e le passioni che hanno accompagnato alcune opere e che agli scandali e ai clamori di certi momenti è subentrata una più serena valutazione, resta l’eco di un’opera ampia che oscilla dalla freschezza delle prime opere al lirismo delle ultime pagine che richiamano ancora la grazia stupita del’infanzia. La spontaneità e l’adeguatezza della parola, e più ancora la ricchezza creativa e la forza immaginativa, costituiscono il segno più incisivo che lo scrittore ha lasciato nella cultura italiana. (Felice d’Adamo)

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Opere di Goffredo Parise (Vicenza 1929–Ponte di Piave 1986): Il ragazzo morto e le comete, La grande vacanza, Il prete bello, Il fidanzamento, Amore e fervore, Il padrone, Gli americani a Vicenza, Cara Cina, L’assoluto naturale, Il crematorio di Vienna , Sillabario n.1, Guerre politiche, L’eleganza è frigida, Sillabario n.2.

 

Tra vigile e vigilia

Nel viaggio tra le parole italiane alla ricerca del senso perduto oggi ho scelto di partire da una pagina del vocabolario di latino, in cui si trovano le parole legate al verbo vìgeo/vigère. Si tratta di un verbo intransitivo, cioè tale che, per completare il suo significato, non richiede nessun elemento lessicale aggiuntivo ... - LEGGI TUTTO

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«Gli Stati che aderiscono al presente Trattato riaffermano la loro fede negli scopi e nei principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si dicono determinati a salvaguardare la libertà dei loro popoli, il loro comune retaggio e la loro civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sulla preminenza del diritto». (Preambolo al Trattato della NATO, firmato a Washington il 4 aprile 1949)

EXPLICIT La fine di ...

Dei delitti e delle pene

di Cesare Beccaria

(Milano 1738-1794)

… Da quanto si è veduto finora può cavarsi un teorema generale molto utile, ma poco conforme all'uso, legislatore il più ordinario delle nazioni, cioè: perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi.

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