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Sono stati oltre 50 milioni i visitatori dei luoghi d’arte nell’ultimo anno. Un risultato reso possibile dal forte impegno del Ministero per i beni e le attività culturali, dalle strategie imprenditoriali di parecchi direttori dei musei che si stanno rivelando professionisti di alto profilo dopo l’inserimento di grandi manager a livello europeo, da nuovi investimenti per i siti più critici. Il numero dei visitatori ha fatto registrare un record per l’Italia e una forte crescita si è registrata anche al Sud, dove tuttavia la Calabria è maglia nera ed è l’unica regione a far registrare un calo dei visitatori. Rispetto all’anno precedente nei musei statali ci sono stati cinque milioni di visitatori in più e incassi superiori per venti milioni di euro (+11,7%).

L’ultimo quinquennio è molto positivo per i siti d’arte italiani. I visitatori sono passati da 38,4 milioni nel 2013 a 40,7 milioni nel 2014, a 43,3 milioni nel 2015, a 45,4 milioni nel 2016, a 50,1 milioni nel 2017. Gli incassi sono stati di 126 milioni nel 2013, 136 milioni nel 2014, 155 milioni nel 2015, 173 milioni nel 2016, 194 milioni nel 2017. I ...

visitatori sono aumentati in quattro anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%). «Risorse preziose – spiega l'ex ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini - che contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio e che tornano regolarmente nelle casse dei musei attraverso un sistema che premia le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà con un fondo di perequazione nazionale. I musei e i siti archeologici italiani stanno vivendo un momento di rinnovata vitalità e al successo dei visitatori e degli incassi corrisponde una nuova centralità nella vita culturale nazionale, un rafforzamento della ricerca e della produzione scientifica e un ritrovato legame con le scuole e con i territori. Per il quarto anno consecutivo l’Italia viaggia in controtendenza rispetto al resto d’Europa con tassi di crescita a due cifre, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno che, anche nel 2017, hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del trend nazionale. La Campania – fa notare Franceschini – è ormai stabile al secondo posto della classifica delle regioni più virtuose: la rinascita di Pompei è stata sicuramente da traino ma sono state molto positive anche le altre esperienze delle gestioni autonome dalla Reggia di Caserta al Museo archeologico Nazionale di Napoli, a Capodimonte, a Paestum. Nel 2017 – conclude Franceschini – tutti i musei hanno registrato significativi tassi di crescita, ma il patrimonio archeologico è stato il più visitato: circa un terzo dei visitatori si sono concentrati tra Pompei, Paestum, Colosseo, Fori, Ostia Antica, Ercolano, l’Appia antica e i grandi musei nazionali come Napoli, Taranto, Venezia e Reggio Calabria e il Museo nazionale romano».

Cara Italia, ...

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