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La moschea Hassan II a Casablanca - Clicca per ingrandireChi lascia l’Islam non può essere condannato a morte. La tolleranza religiosa si fa strada nel mondo arabo con la svolta decisa nei giorni scorsi in Marocco. La massima autorità religiosa del Paese, ossia il Consiglio superiore degli Ulema, ha ribaltato una sentenza del 2012 e, con una nuova fatwa, ha riconosciuto ai cittadini la possibilità di convertirsi senza conseguenze penali. Nel Paese musulmano più aperto al pluralismo culturale e religioso viene riconosciuta legittima la scelta di chi vuole abbracciare un credo diverso dall’Islam. La notizia è stata diffusa a livello internazionale dal sito in rete Morocco World News e si inserisce nel quadro delle riforme volute dal re Mohammed VI per contrastare l’estremismo. Una saggia ...

politica, con aperture culturali e rigore nella vigilanza contro il terrorismo, ha portato il Marocco a sventare molti attentati dopo le tragiche vicende del 2003 con la strage di Casablanca e la morte di 45 persone.

Nella fatwa degli Ulema marocchini, dal titolo La via degli Eruditi, si legge: «La comprensione più accurata dell'hadith, la più coerente con la legislazione islamica e la Sunna del Profeta, è che l’uccisione dell’apostata significava l’uccisione del traditore del gruppo, l’equivalente del tradimento nel diritto internazionale, poiché gli apostati in quell’epoca rappresentavano i nemici della Umma». La svolta marocchina è legata a un’interpretazione dei testi sacri secondo una lettura storica, con riferimento al teologo Sufyan a Thawri dell’VIII secolo.

Nei Paesi musulmani, in base a una tradizione e a una giurisprudenza diffuse, l’abbandono della fede è punito con la morte. L’interpretazione storica della condanna si fonda sul fatto che nei secoli passati gli apostati rappresentavano i nemici della comunità dei fedeli e il loro comportamento costituiva un reato dalle conseguenze politiche e quindi punibile con la massima pena. C’è poi anche chi ricorda che in diversi brani coranici si prevede la punizione per l’apostata, ma non nella vita terrena, bensì nella vita dopo la morte. E si ricorda il passo in cui si legge: «Chiunque di voi abbandoni la propria religione e muoia nella condizione di infedele, per lui le proprie opere hanno perso di valore in questo mondo e nell’aldilà, e diventa il compagno del fuoco, cui apparterrà in eterno». Al di là delle interpretazioni religiose, la svolta del Marocco ha riflessi anche in campo internazionale, segna un passaggio culturale importante e rappresenta un deciso passo verso la tolleranza e il diritto alla libertà personale nelle scelte di fede. (Anna Ferrero)

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