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Premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia è uno dei volti più noti del mondo scientifico italiano e internazionale. La sua attività di ricercatore si è svolta soprattutto al Cern di Ginevra, il più importante laboratorio al mondo per la fisica delle alte energie. Per cinque anni, dal 1989 al 1994, è stato anche direttore generale del Cern, dove ha condotto ricerche di fisica delle particelle elementari ed esperimenti sulle interazioni deboli al sincrociclotrone, al protosincrotone e al collisionatore di fasci protonici. Il suo impegno più importante, con la collaborazione di un centinaio di fisici, ha portato nel 1983 alla scoperta delle particelle responsabili dell’interazione debole, i bosoni vettoriali W+, W− e Z, e alla forza elettrodebole, data dall’unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole. L'interazione debole è uno dei quattro fondamentali campi di forza dell'universo, ossia la gravità, l'elettromagnetismo, l'interazione nucleare forte e l'interazione nucleare debole ...

che opera nel profondo della materia, dove risiedono quark e leptoni. Per questi risultati nel 1984 gli è stato conferito il Premio Nobel insieme all’olandese Simon van der Meer. Per i suoi meriti scientifici, è stato dato il suo nome a un asteroide, il Rubbia 8398, e gli sono state conferite una trentina di laurea honoris causa.  

Nato a Gorizia nel 1934, Carlo Rubbia ha studiato a Udine e Venezia e poi ha frequentato la Normale di Pisa e si è laureato in fisica. Al Cern di Ginevra approda nel 1960, dopo un soggiorno a New York e una serie di impegni alla Columbia University nel Massachussetts e a La Sapienza di Roma. Dal 1971 al 1988 ha insegnato alla Harvard University; nel 1994 ha assunto la direzione dell' International Center for Theoretical Physics di Trieste e poi gli è stata assegnata la cattedra di Complementi di fisica superiore all’Università di Pavia. E’ stato presidente dell’Enea fino al 2005, quando dopo le critiche al Governo Berlusconi per “l’umiliazione che la ricerca sta subendo in Italia” non gli è stato rinnovato l’incarico. E’ passato allora a collaborare con il Ciemat (Centro di ricerca sull'energia, l'ambiente e la tecnologia) in Spagna, è stato presidente della task-force sulle energie rinnovabili con il governo Prodi e dal 2008 è consigliere speciale per l'energia presso la Cepal (Commissione economica delle Nazioni Unite per l'America Latina).

L'attività di ricerca di Rubbia si è estesa a diversi campi della fisica, quali lo studio dei neutrini cosmici, l'analisi della stabilità del protone, il progetto di una fusione nucleare controllata e il progetto di un reattore nucleare basato sull'utilizzo di torio come materiale radioattivo.

Rubbia è spesso intervenuto anche nel dibattito nazionale su temi dai risvolti scientifici, come le recenti polemiche in occasione del referendum sul nucleare. Lo scienziato ha invitato il dottor Umberto Veronesi, sostenitore delle centrali nucleari, a recarsi a Fukushima, esprimendo sul progetto di nuove centrali forti perplessità e inquietudini, già presenti nel suo volume del 1987 II dilemma nucleare. I riflessi delle scoperte scientifiche sulla vita degli uomini lo hanno portato ad acute riflessioni anche sull'esplosione demografica e sugli sviluppi dell'ingegneria genetica. "Per quanto la scienza possa essere ricca di idee e di soluzioni – ha ricordato ai biologi - non potrà mai competere con la crescita esponenziale della popolazione umana. Non ripetete l'errore di noi fisici ai tempi della bomba termonucleare. Non aprite strade che ripetano sbagli da noi già fatti in passato". (Carlo Pozzoli)

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