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Anno bisestile

Il 2020 è un anno bisestile. I giorni dell’anno sono 365, ma ogni quattro anni i giorni sono 366. Sono i cosiddetti anni bisestili. Proprio come questo 2020. Noi sappiamo che l'anno solare è il tempo che impiega la terra per compiere la sua orbita intorno al sole, cioè il tempo per ritornare alla stesso punto di - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 30 settembre 489: Battaglia di Verona tra l'esercito del Re d'Italia Odoacre e gli invasori Ostrogoti di Teodorico, che ottengono una clamorosa vittoria

* 30 settembre 1382: con la Dedizione Trieste passa all’Austria degli Asburgo

* 30 settembre 1499: i Turchi arrivano fino a Casarsa, nei pressi di Udine

* 30 settembre 1744: durante la Guerra di successione austriaca Battaglia di Cuneo, nota anche come Battaglia di Madonna dell'Olmo, e vittoria di Francia e Spagna contro il Regno di Sardegna

INCIPIT L'inizio di ...

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij

Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima!...

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Le sue melodie hanno pervaso l’Europa, la sua passione per l’Italia si è tradotta in una sinfonia non solo musicale. Franz Liszt fu innamorato dell’Italia ed esplorò paesaggi, letteratura, lirica, tradizioni del nostro paese traducendole nel suo linguaggio espressivo, quello della musica. «Il bello di questo privilegiato paese - ha scritto in una delle tante pagine del suo Anni di pellegrinaggio -  mi appariva sotto le sue forme più pure e sublimi. L’arte si mostrava ai miei occhi in tutto il ...

suo splendore, si rivelava a me nella sua universalità e nella sua unità. Il sentimento e la riflessione mi convincevano, ogni giorno di più, della relazione nascosta che unisce le opere al genio creatore.  Raffaello e Michelangelo mi facevano capire meglio Mozart e Beethoven, Giovanni Pisano, Beato Angelico, mi spiegavano il Correggio, Benedetto Marcello, Palestrina. Tiziano e Rossini mi apparivano come due astri dai raggi simili».

Genio romantico, sentiva di appartenere a una grande patria chiamata Europa e visse l’ansia di libertà del Risorgimento. Ancora ragazzino, tenne concerti a Vienna, Monaco, Stoccarda, Strasburgo, Parigi. Dall’Ungheria, dove era nato, si trasferì in Francia e poi fu in Austria, in  Svizzera, in Inghilterra, in Germania, in Russia. Stregato, come Goethe, dal «paese dove fioriscono i limoni», Liszt sognò, visitò e soggiornò a lungo in Italia. Vi giunse con la contessa d’Agóult Marie Flavigny, una scrittrice raffinata ma scandalosa per quei tempi, che per il musicista aveva lasciato marito e figli e con lui si avventurò in un viaggio descritto da molti come fuga d’amore. Il soggiorno italiano di Franz e Marie si svolse tra Roma, Firenze, Venezia, Verona, Milano, Pisa, il lago di Como, ma visitò innumerevoli località da Brescia a Padova, da Bologna a Lucca. Liszt cantò “l’ineffabile bellezza di questa terra di luce”e per lui “il mal d’Italia sarà sempre il male delle anime belle”.

Il musicista di origine ungherese si appassionò alla grande tradizione operistica italiana e nella produzione musicale riecheggiano Donizetti e Bellini, Rossini e Verdi. Famose le sue Reminiscenze di Lucia de Lammermoor e della Norma, di Simon Boccanegra e del Rigoletto.

Suggestionato da Dante, Petrarca e dai maestri del Rinascimento italiano, Liszt scrisse pagine pianistiche memorabili dedicate alla letteratura italiana. La sua Sinfonia a Dante è una lettura in musica della Divina Commedia, con note potenti che richiamano anche precisi versi del poema, soprattutto dell’incipit dell’Inferno. Pagine memorabili interpretano anche tre sonetti di Petrarca (47 Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese, e l’anno; 104 Pace non trovo e non ho da far guerra; 123 I’ vidi in terra angelici costumi), prima in una versione per canto e pianoforte, poi nelle più celebri trascrizioni per solo pianoforte.

La musica di Liszt si ispira anche all’arte, all’incanto davanti allo Sposalizio della Vergine di Raffaello della Pinacoteca di Brera a Milano, agli affreschi del Giudizio universale e del Trionfo della morte tradizionalmente attribuiti all'Orcagna nel Camposanto di Pisa, alla statua del Pensieroso di Michelangelo sulla tomba di Lorenzo il Magnifico. Questo spartito è preceduto dai versi michelangioleschi: Grato m’è il sonno, e più l’esser di sasso / mentre che il danno e la vergogna dura. / Non veder, non sentir m’è gran ventura / però non mi destar, deh parla basso.

Nella prefazione al primo volume degli Anni di pellegrinaggio l’artista spiega di voler tradurre in musica alcune delle sue sensazioni più forti e delle emozioni vissute nei tanti viaggi in molti paesi diversi. Nei tre quaderni troviamo le raccolte pianistiche legate alle sue letture, alle opere d’arte visitate, ai personaggi storici e letterari, ai luoghi suggestivi della Svizzera ma soprattutto dell’Italia. La passione per l’Italia lo portò nel 1859 ad aggiungere al Pellegrinaggio tre pezzi intitolati Venezia e Napoli, con parafrasi de La biondina in gondoleta, dell’aria Nessun maggior dolore dall’Otello di Rossini, della Tarantella. L’incanto per l’Italia del sud lo portò a comporre anche altre tarantelle e la leggenda San Francesco da Paola cammina sulle onde. Un’altra leggenda musicale la dedicò a San Francesco d’Assisi che predica agli uccelli.

Franz Liszt nacque nel 1811 a Raiding in Ungheria. Studiò a Vienna e Parigi e viaggiò per tutta l’Europa, vivendo a lungo in Italia, dove fu anche abate nella cattedrale di Albano Laziale. Genio del pianoforte, compose numerose opere e fu direttore d’orchestra. Ebbe incontri con i grandi maestri dell’epoca, da Chopin a Schumann e Paganini, ed era il suocero di Richard Wagner. Si spense a Bayreuth in Germania nel 1886, ma la sua musica resta coinvolgente ed è sempre viva. (Felice d’Adamo)

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Nuovo 'Grand Tour'?

Per secoli il viaggio in Italia è stato nei sogni di molti, ovunque in Europa. La formazione culturale non poteva non concludersi che con il Grand Tour, un vero pellegrinaggio da ogni angolo dell’Europa alla scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale e di una civiltà millenaria. Attuato già durante il ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Sul bordo di quello che sappiano, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato». (Carlo Rovelli, fisico, Verona 1956-*)

EXPLICIT La fine di ...

Ettore Fieramosca

di Massimo d’Azeglio

Già l’illustre conte Napione espresso l’opinione de’ Piemontesi sul conto di costui così scrivendone: «… quel nostro Astigiano che nel famoso abbattimento di Quarrato avendo preso le armi contro la nazione italiana per i Francesi, non solo con essi divise l’onta di rimaner vinto dagli Italiani, ma, restato morto sul campo, si giudicò allora da ognun meritamente aver portata la pena della sua stoltezza, giacché per nazion forestiera avea voluto combatter contro l’onor della patria».

Ci sia permesso aggiungere che ora, per quanto di cercasse, non si troverebbe più verun  imitatore di questo sciagurato.

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Test 2 Letteratura ‘900

 

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