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L’italiano è una lingua che non si può cancellare dalle università e dai corsi di studio in Italia. Va benissimo organizzare corsi e percorsi in inglese e in altre lingue, ma l’italiano deve restare la lingua comune, non sostituita in modo esclusivo dall’inglese. La lunga vertenza sorta per l’utilizzo dei corsi di laurea in lingua inglese al Politecnico di Milano è giunta al capolinea con il riconoscimento che «il valore dell’italiano non deve mai essere messo in discussione».

Corte Costituzionale, Tar e Consiglio di Stato hanno unanimemente bocciato l’utilizzo dell’inglese come lingua esclusiva in tutti i corsi di laurea magistrali come nei dottorati. «Compito delle università - è la sentenza unanime - è di garantire il primato della lingua italiana».

I nuovi orizzonti della globalizzazione e le prospettive internazionali delle università non sono intaccati dalla difesa dell’Italiano, quarta lingua più studiata al mondo, ...

non in contrasto con l’inglese necessario negli scambi globali. La legge 240 del 2010 sostiene il processo di internazionalizzazione legato anche al finanziamento degli atenei, senza tuttavia mettere in discussione il valore della lingua italiana.

Il no del Consiglio di Stato ai corsi universitari solo in inglese chiude le discussioni e le iniziative avviate con la decisione del Politecnico di Milano che nel 2012 aveva deliberato l'attivazione, a partire dall'anno 2014, dei corsi di laurea magistrale e di dottorato di ricerca esclusivamente in lingua inglese. Sulla questione è intervenuta con decisione anche l’Accademia della Crusca e per il presidente Claudio Marazzini è «una bellissima vittoria Finalmente, una volta tanto, è arrivata la pronuncia definitiva che dà ragione totalmente e integralmente alla lingua italiana». (Francesca Tengattini)

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