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«Sparsa le trecce morbide / sull’affannoso petto…»: il coro del quarto atto della tragedia Adelchi di Alessandro Manzoni rievoca la fine di Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio e sposa di Carlo Magno. Ripudiata dal re dei Franchi, conclude i suoi giorni nel monastero di San Salvatore, gioiello del complesso museale di Santa Giulia a Brescia. Nel cuore della città lombarda, a pochi passi da importanti resti di Brixia romana con il Tempio Capitolino, il Foro e il Teatro del III secolo d.C., si trova Santa Giulia, il ‘Museo della città’, allestito presso il monastero di origine longobarda. Nel 2011 l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità il complesso bresciano, che costituisce la più ampia parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.

Il Museo di Santa Giulia comprende la chiesa longobarda di San Salvatore, già monastero benedettino femminile dell’VIII secolo, con Cripta e Coro delle monache; la chiesa di Santa Maria in Solario del XII secolo; la cinquecentesca chiesa di Santa Giulia e ampi chiostri. Su un’area espositiva di 14mila metri quadrati il museo bresciano propone circa 11mila pezzi, preziose documentazioni che spaziano

dalla preistoria al Rinascimento. Vi si trovano mosaici, resti di antichissime tombe e corredi funerari, reperti risalenti ai Celti, importanti domus, ritratti e bronzi di Roma antica, resti longobardi e medioevali, strutture e affreschi rinascimentali.

Fra le testimonianze più preziose dell’antichità presenti a Santa Giulia ci sono la Vittoria Alata e la Croce di Desiderio. Statua in bronzo risalente al I secolo, la Vittoria Alata è un’elegante immagine della dea con i capelli cinti da una corona di argento e rame, vestita di una lunga tunica e con un mantello avvolto intorno alle gambe. Le braccia protese reggevano in origine uno scudo, mentre il piede sollevato poggiava sull’elmo di ...

Marte, il dio della guerra. Ammirata da Napoleone che ne volle una copia, ora esposta al museo del Louvre di Parigi, la statua è il simbolo della città.

La Croce di Desiderio, collocata nella chiesa Santa Maria in Solario, è una raffinata e ricca opera di orificeria della prima epoca carolingia, con 212 pietre preziose, cammei e gemme vitree. E’ una splendida testimonianza sia della fede cristiana che del potere politico longobardo legato ai valori religiosi. E’ anche il più antico esemplare di un genere, quello delle croci gemmate, ripreso in molte cattedrali medioevali, come ad Aquisgrana con la Lothariuskreuz.

I gioielli del complesso monastico di Santa Giulia sono anche tanti altri, come il Coro delle monache con gli affreschi di Floriano Ferramola e di Paolo da Caylina il Giovane e il Mausoleo Martinengo, fra i più importanti esempi di scultura rinascimentale in Lombardia. Nella cripta della basilica di San Salvatore si trova la Lastra con pavone, raffinata testimonianza di scultura medioevale con molti elementi simbolici; alla base del campanile ci sono affreschi del Romanino. Fra le tante testimonianze dell’antichità sono da ammirare anche le Domus dell’Ortaglia e il Viridarium, il giardino che abbelliva le case romane. In Santa Maria in Solario si trova un rarissimo reliquario del IV secolo, la Lipsanoteca, cofanetto in avorio risalente alla fine del IV secolo.

Santa Giulia propone tante altre sorprese, anche del territorio provinciale, che si svelano nel lungo percorso arricchito da puntuali e nitide didascalie. Tutte le informazioni per visitare il complesso museale di Santa Giulia sono reperibili al sito: https://www.bresciamusei.com/nsantagiulia.asp?nm=176&t=Info+e+orari

Lo scorso anno Santa Giulia ha fatto registrare 92mila presenze, oltre ai 57mila visitatori con bigliettazione separata per le mostre temporanee. Complessivamente i Musei Civici di Brescia, con la Pinacoteca Tosio Martinengo e il Museo del Risorgimento in Castello, sono giunti a 220mila visitatori nel 2017 e per quest’anno l’obiettivo è di arrivare a 300mila presenze. (Ornella Pozzoli)

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