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Il futuro dell’Italia e dell’Europa è strettamente legato ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo e ora in particolare con la Libia. I flussi migratori non sono più un’emergenza, sono un fenomeno complesso da gestire con strategie lungimiranti e con un saggio equilibrio tra accoglienza, legalità e cooperazione. Occorre perciò più Italia, senza paure e discriminazioni, e occorre più Europa, con i suoi valori tradizionali e la capacità di costruire il futuro secondo i sogni e lo spirito dei padri fondatori.

Con questa ambizione l’Unione Europea sta organizzando per il prossimo 10 ottobre una giornata di lavoro sulla Libia, in accordo con il primo ministro, Fayiez Serraj, insieme all’Alto Rappresentante europeo per la politica estera, Federica Mogherini. «I libici chiedono all’Europa di parlare con una voce unica - ha rilevato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a conclusione della sua visita ufficiale a Tripoli - chiedono di parlare con un messaggio univoco che rafforzi il coordinamento di tutti ...

gli sforzi in atto. Questo incontro riunirà attorno a uno stesso tavolo tutte le parti interessate ai diversi temi di cooperazione e all’organizzazione delle future elezioni democratiche in Libia. Vogliamo che il voto sia un momento di riconciliazione e di lavoro comune che, partendo dal consolidamento democratico, possa estendersi anche alla stabilizzazione economica e al sostegno alla ricostruzione. E’ importante rafforzare le relazioni tra Ue e Libia, perché la stabilità del Paese è essenziale per la stabilità dell’Africa, del Mediterraneo e dell’Europa stessa. Per questo, dobbiamo lavorare insieme per promuovere crescita economica e sicurezza per il popolo libico e rafforzare, al contempo, le istituzioni, l’apparato statale e la sanità pubblica».

Intanto, nel quadro del Fondo fiduciario europeo per l’Africa, sono già stati avviati sei diversi programmi di sostegno alla Libia, per un totale di 237 milioni di euro, che consentono di riabilitare scuole, ospedali, asili e caserme di polizia. Questi fondi servono anche per formare insegnanti e fornire servizi di base.

L’Unione Europea è pronta a fare maggiori investimenti, nel quadro del rifinanziamento del Trust Fund per l’Africa, approvato di recente dal Consiglio europeo. Ora è fondamentale che la Libia intraprenda, con decisione, un percorso che conduca alle elezioni: tappa essenziale per il futuro democratico del Paese. «Come l’Europa - ha evidenziato il presidente Tajani - anche la Libia è vittima dell’immigrazione fuori controllo. Non vogliamo più vedere morti, nel deserto o in mare. Per questo servono più risorse Ue per la cooperazione, per il rafforzamento del controllo delle frontiere meridionali e per la Guardia costiera. Dobbiamo intensificare la lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani e armi. Ho proposto, quindi, di lavorare insieme a una ‘lista nera’ che metta al bando i responsabili di queste attività criminali».

La situazione in Libia è estremamente fragile e il Paese affronta numerose sfide per la stabilità politica, lo sviluppo economico e la sicurezza interna. Perciò per l’Unione Europea è fondamentale garantire la stabilità politica interna, quale prerequisito fondamentale per migliorare la situazione economica e sociale. E su questa strada si intensifica l’impegno dell’Europa e l’Italia non può interessarsene solo con un approccio difensivo e discriminatorio. (Felice d’Adamo)

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