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Italia da salvare

Una comunità si mobilita per salvare un angolo d’Italia denso di storia e di bellezze naturali che rischia di sparire. Nei boschi selvaggi dei Monti Gemelli/Monti della Laga, in provincia di Teramo, si trova il borgo fantasma di Laturo, di influenza longobarda, totalmente dimenticato e immerso in una delle wilderness più - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 24-27 ottobre 1917: disfatta di Caporetto durante la Prima Guerra mondiale

* 24 ottobre 1918: inizia la Battaglia di Vittorio Veneto alla fine della Prima guerra mondiale

* 25 ottobre 1936: nasce l'Asse Roma-Berlino con l’alleanza di Benito Mussolini e Adolf Hitler

INCIPIT L'inizio di ...

Un giorno di fuoco

di Beppe Fenoglio 

Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta. Ammazzò suo fratello in cucina, freddò sull’aia il nipote accorso allo sparo, la cognata era sulla lista ma gli apparì dietro una grata con la bambina ultima sulle braccia e allora lui non le sparò ma si scaraventò giù alla canonica di Gorzegno…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Le elezioni del nuovo Parlamento Europeo, che in Italia si terranno domenica 26 maggio, sono un appuntamento determinante per il futuro dell’Europa. Di fronte a sovranisti ed euroscettici comincia a farsi sentire forte la voce di coloro che non si rassegnano al declino e mirano a un rinnovamento coerente con la storia e i progetti dei padri fondatori.

Si sono mobilitati molti giovani di tutti i paesi dell’Unione che si stanno impegnando per la campagna Stavolta voto. In Italia, promosso dall’ex ministro Carlo Calenda, da parecchi sindaci e da esponenti della società civile, è stato pubblicato Siamo Europei, il Manifesto per la costituzione di una

lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee. L’obiettivo è di mobilitare per la costruzione della nuova Europa “le forze del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione”.

Convinti che “il destino dell’Europa è il destino dell’Italia”, i promotori del Manifesto puntano a ridare all’Italia il ruolo di grande paese fondatore dell’Unione Europea, protagonista per oltre sessant’anni dell’evoluzione di questo progetto. L’Unione Europea è il risultato della consapevolezza storica e della volontà dei popoli europei. Un continente attraversato dalle guerre è oggi uno spazio pacifico e comune di scambi culturali, politici, economici, governato da regole ispirate a valori di libertà, tolleranza e rispetto dei diritti.

“Siamo Europei” ha delineato le priorità per la nuova Europa e il primo documento del neonato gruppo politico illustra sei punti fondamentali:

  1. Gestire le trasformazioni: investire e proteggere. Al centro dei piani per una nuova Europa va messo un “New Deal” per l’uomo nell’era digitale. Non esiste un’equa distribuzione della ricchezza senza un’equa distribuzione della conoscenza. Va quindi combattuto senza quartiere l’analfabetismo funzionale, che sta minando le democrazie persino più delle diseguaglianze economiche, destinando una quota più rilevante dei fondi strutturali all’istruzione, alla formazione e alla cultura. La gestione delle conseguenze dalla globalizzazione e dall’innovazione non può essere più lasciata interamente al mercato. Dovranno essere finanziati a livello europeo strumenti per la formazione permanente dei lavoratori. E’ urgente e indispensabile la fondazione di un nuovo sistema di welfare 4.0 che comprenda il sussidio di disoccupazione europeo proposto dall’Italia. Laddove esistono alti tassi di conoscenza diffusa e un welfare efficace il populismo non attecchisce. Andranno eliminate inoltre le distorsioni provocate dal dumping fiscale, sociale e ambientale interno ed esterno all’Unione, attraverso accordi commerciali più stringenti e una “corporate tax” armonizzata per i paesi dell’Unione. Deve essere finalmente varata una incisiva politica industriale comune che supporti gli investimenti produttivi tecnologici e scientifici.
  2. Insieme più forti nel mondo. Difesa, sicurezza, controllo delle frontiere e immigrazione devono diventare politiche comuni. Dobbiamo iniziare il percorso per costruire un esercito europeo e unificare i bilanci della difesa degli stati membri. Prioritario è implementare per intero il “Migration Compact”: il piano presentato dall’Italia per aiutare i paesi di origine e transito dei migranti nella gestione dei flussi, nell’assistenza umanitaria e nei rimpatri. Il controllo dei confini comuni, marittimi e terrestri, deve diventare un compito delle agenzie comunitarie. La gestione ordinata e condivisa dei flussi migratori è la premessa per superare il Trattato di Dublino e organizzare un sistema di accoglienza e integrazione comune.
  3. Meno deficit più bilancio europeo. La capacità di indebitamento non dipende dai limiti europei ma all’entità del debito dei singoli Stati membri. Possiamo ignorare le regole ma non per questo troveremo chi ci presta soldi per finanziare deficit insostenibili. Tuttavia nei prossimi anni il livello degli investimenti dovrà aumentare in modo significativo e lo strumento fondamentale non potrà che essere il bilancio europeo. Oggi quasi l’80% del budget UE proviene da contributi degli Stati membri. Deve invece essere costituito da risorse proprie per finanziare welfare, investimenti, ricerca e formazione.
  4. Dal capitale economico al capitale sociale. Una dura lezione che molti governi occidentali hanno imparato negli ultimi anni è che una robusta crescita economica non si accompagna necessariamente a un’equa distribuzione della ricchezza, delle opportunità e del progresso complessivo della società. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite devono essere inclusi, al pari di quelli relativi alla stabilità finanziaria, nella governance dell’Unione.
  5. Conseguire una leadership scientifica europea. La rivoluzione digitale, i cambiamenti climatici, la necessità di energia sostenibile, gli straordinari progressi della medicina, a costi però sempre più alti, rappresentano sfide che non possiamo perdere. Stati Uniti, Cina e Giappone stanno investendo in questa direzione importanti risorse economiche. Se l’Europa non si adegua in fretta perderà opportunità di sviluppo e occasioni di crescita per i suoi giovani talenti. Molto è stato fatto negli ultimi anni per incrementare la ricerca scientifica europea ma il divario con gli altri grandi paesi si va comunque allargando. Il rafforzamento della collaborazione tra università e centri di ricerca degli Stati membri e l’aumento del bilancio europeo destinato a progetti comuni è un obiettivo fondamentale per affrontare il XXI secolo.
  6. Un “gruppo di Roma” per rifondare l’Europa. Alcuni Governi del cosiddetto “gruppo di Visegrad” sfruttano ogni possibile beneficio economico derivante dalla partecipazione all’Unione e al mercato unico – dai fondi strutturali alle delocalizzazioni – rifiutando tuttavia di assumersi responsabilità comuni – ad esempio sui migranti – mentre si allontanano sempre più dai valori europei. A queste condizioni la loro presenza all’interno dell’Unione è una minaccia per l’Europa e per l’Italia. A questi Governi va contrapposto un “gruppo di Roma” composto dal nucleo dei paesi fondatori “allargato”, che definisca un’agenda precisa per l’avanzamento del progetto europeo. Si dovrà rapidamente decidere se andare avanti tutti insieme o se optare per un’Europa a differenti gradi di integrazione.

La Storia è tornata in Europa e tutti siamo chiamati a difendere diritti e conquiste che abbiamo ereditato, costruendo un’Europa nuova capace di vincere le sfide dei prossimi decenni.

Beretta, da 500 anni

Una storia lunga un mezzo millennio e tramandata per quindici generazioni è quella della fabbrica d’armi Beretta, che da una valle bresciana si è estesa al mondo intero. Una storia iniziata nel Cinquecento da Bartolomeo Beretta, che si ampliò nei primi dell’Ottocento con Pietro Beretta e poi passò da ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Sfortunatamente Dio non ha un posto nella mia vita. Nutro la speranza, se esiste, di avere io un posto nella sua vita». (Gabriel Garcia Marquez, scrittore, Aracataca-Colombia 1927-2014)

EXPLICIT La fine di ...

Gita al faro  

di Virginia Woolf

In fretta, come se qualcosa l’avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo – il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali, i tentativi di raggiungere qualcosa. Lo avrebbero appeso in soffitta, pensò; sarebbe stato distrutto. Ma che importanza aveva? Si chiese tornando a prendere il pennello. Guardò i gradini: erano vuoti; guardò la tela: era una macchia confusa. Con improvvisa intensità. Come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Se, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.

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Test 2 Letteratura ‘900

 

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