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Volti del Made in Italy

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Il 15 marzo in oltre 150 Paesi migliaia di ragazzi sono scesi in piazza per la difesa della Terra, per contrastare i cambiamenti climatici che mettono in pericolo il futuro dell’umanità. E’ la giornata del Global Strike For Future, lo sciopero globale dei giovani e degli studenti per la tutela del clima. In Italia molte scuole hanno aderito all'iniziativa #Fridaysforfuture, la mobilitazione nata dalla protesta pacifica di Greta Thunberg, la studentessa svedese ...

che da alcuni mesi ogni venerdì mattina si presenta davanti al Parlamento di Stoccolma per protestare contro lo scarso impegno della politica sui cambiamenti climatici. 

Il problema del clima scuote alle radici la stessa sopravvivenza dell’umanità perché il futuro del pianeta è il nostro futuro. «Contrastare i mutamenti climatici è attualmente la sfida più grande che abbiamo davanti - sostiene Legambiente - ma la risposta delle politiche mondiali a questa emergenza è ancora inefficace e deludente. E’ quindi importante unirci e contribuire alla nascita di un movimento il più ampio e trasversale possibile che porti sempre più persone a chiedere ai Governi di agire, e farlo in fretta. Non c’è più tempo, sono necessarie strategie coordinate tra i diversi Paesi per rispettare gli impegni presi, a partire dall’Accordo di Parigi. Per ottenere azioni incisive dai Governi c’è bisogno di ognuno di noi per una spinta sempre più pressante e incisiva dal basso».

L’allarme per i cambiamenti climatici viene anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ne ha parlato nel rendere omaggio alle duemila vittime della tragedia del Vajont del 1963. «Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello globale. Gli sforzi compiuti nelle conferenze internazionali che si sono succedute hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti».

I giovanissimi come la studentessa svedese che ha avviato la mobilitazione mondiale per il clima sono consapevoli ben più di tanti adulti dei rischi che corre la Terra per i cambiamenti climatici. Il 20 agosto 2018 la quindicenne Greta Thumberg ha deciso di non andare a scuola e di andare a protestare davanti al Parlamento svedese per l’immobilismo dei politici contro i cambiamenti climatici. «Mi ricordo che a scuola - racconta la ragazzina - i nostri insegnanti ci hanno mostrato dei film sulla plastica nell'oceano, orsi polari affamati e altre ingiustizie. Ho pianto in tutti i film. I miei compagni di classe erano preoccupati quando hanno visto le pellicole, ma una volta finito, hanno iniziato a pensare ad altre cose. Io non potevo farlo. Quelle scene erano impresse nella mia mente».

I genitori di Greta hanno cercato di dissuaderla, i compagni di classe hanno rifiutato di unirsi a lei, i passanti hanno espresso commiserazione e sgomento nel vederla seduta sui ciottoli fuori dal Parlamento svedese con uno striscione scritto a mano. Poi, però, qualcuno ha cominciato a darle attenzione e ora la sua protesta ha un’eco ovunque nel mondo.

La ragazzina svedese è stata anche invitata alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, a Katowice, in Polonia. «Il mio nome - ha detto ai leader mondiali - è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo Paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente. Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. Voi parlate solo di una crescita senza fine in riferimento alla green economy, perché avete paura di diventare impopolari… Ma non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare a fare profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. State rubando il futuro ai vostri figli e sono le sofferenze dei molti a pagare per il lusso dei pochi. Quando nel 2078 festeggerò i miei 75 anni i miei figli mi chiederanno perché non abbiamo agito quando ancora potevamo farlo». Time is now, il tempo di agire è adesso. (F.d’A.)

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