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«Ahi serva Italia»

La grandezza dell’Italia nel passato e la penosa situazione che ha sotto gli occhi portano Dante Alighieri a una violenta invettiva contro il Bel Paese. Nel canto VI del «Purgatorio», l’affettuoso incontro di due concittadini mantovani, Sordello e Virgilio, suscita in Dante una amara e spietata - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

Galateo, overo De’ costumi

di Giovanni Della Casa (1503-1547)

Con ciò sia cosa che tu incominci pur ora quel viaggio del quale io ho la maggior parte, sì come tu vedi, fornito, cioè questa vita mortale, amandoti io assai, come io fo, ho proposto meco medesimo di venirti mostrando quando un luogo e quando altro, dove io, come colui che gli ho sperimentati, temo che tu, caminando per essa, possi agevolmente o cadere, o come che sia, errare: acciò che tu, ammaestrato da me, possi tenere la diritta via con la salute dell’anima tua e con laude et onore della tua orrevole e nobile famiglia …

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 28 gennaio 1505: a Venezia brucia il Fondaco dei Tedeschi

* 29 gennaio 1958: entra in vigore la Legge Merlin, che abolisce le case di tolleranza

Cara italia, ...

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Il 25 marzo in Italia si celebra il «Dantedì», la giornata nazionale dedicata alla memoria di Dante Alighieri. Da tempo studiosi e attenti alla tradizione letteraria e storica non solo italiana chiedevano che venisse ufficializzata una data dedicata al ricordo del padre della nostra lingua, perché Dante è la nostra storia, la nostra identità. 

La data scelta per la celebrazione annuale del Dantedì è il 25 marzo, ritenuta da molti studiosi come quella del possibile inizio del suo viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. Dante esprime l’Italia molto prima dell’unità politica del nostro Paese, estende lo sguardo al passato e al futuro, guarda all’Europa ...

e al mondo con il sogno di una umanità in cammino verso la felicità. Espressione del Medioevo, il Sommo Poeta è anticipatore dell’Umanesimo e anche della modernità, ha profonde radici nell’antichità classica, riassume la tradizione cristiana e anticipa le inquietudini del mondo globalizzato con l’invito a seguire “virtute e canoscenza”. È un simbolo dell’Italia e anche una voce dell’Europa e dell’umanità di cui ci sono forti echi nella Divina Commedia.

Con la celebrazione del Dantedì la grande tradizione letteraria italiana si allinea alle identità culturali dei grandi Paesi che celebrano i loro migliori scrittori e poeti, come la Spagna per Cervantes, l’Irlanda per Joyce, l’Inghilterra per Shakespeare. E l’auspicio è che il 25 marzo si moltiplichino in Italia e nel mondo iniziative per riproporre Dante Alighieri, come ad esempio fa l’Irlanda, che il 16 giugno celebra il Bloomsday, dal cognome del protagonista dell'Ulisse, il romanzo più famoso di James Joyce. Per questa ricorrenza ogni anno si tengono letture pubbliche, mostre, convegni, spettacoli, incontri conviviali con pranzi e cene a tema e si mobilitano scuole, università, piazze, biblioteche, musei, teatri, giornali, tv e anche cinema, discoteche, ristoranti e bar, a Dublino dove Joyce è nato e in tutta l’Irlanda, ma anche all’estero, dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Francia alla Cina, all’Italia. In una lettera a Nora, che sarà sua moglie, Joyce scrive: «La mia anima è a Trieste».

Per il critico letterario e traduttore francese della Commedia, René de Ceccatty, «Dante rappresenta molto più di un ricordo scolastico, ha un’importanza per la lingua italiana ma anche per l’identità europea. Ecco perché il Dantedì dovrebbe estendersi oltre i confini italiani, perché il poeta ha un respiro ampio, incarna l’intera cultura latina e la cultura cattolica ma in una prospettiva critica: dunque è utile riflettere sulla sua opera ma anche sul ruolo che ha avuto nella storia politica. Abbiamo bisogno di gente come lui, gente che non rifiuta il legame con la cultura cristiana e che nel contempo manifesta un distacco rispetto alla Chiesa temporale sottolineando la distanza tra i Papi e il Vangelo. Bisogna ricordare che, celebrando Dante, celebriamo un personaggio dell’esilio in un momento in cui l’Italia e l’Europa rifiutano gli esiliati. Dante è un paradosso, non può essere un eroe interamente positivo, continua a porre interrogativi: non possiamo ignorare che il fondatore della lingua italiana era un esiliato».

Il Dantedì estende e fissa al 25 marzo le celebrazioni per rivivere la poesia e il mondo del poeta fiorentino, che dal 1889 è commemorato dalla Società Dante Alighieri, fondata da un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci allo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana». (Felice d’Adamo)

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Vista dagli stranieri

Questa è l’Italia, secondo… WINSTON CHURCHILL, primo ministro (Inghilterra 1874 - 1975): Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre.

HENRYK SIENKIEWICZ, scrittore e giornalista (Polonia 1846 - 1916): E come ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

La banalità del male

di Hannah Arendt (1906-1975)

La politica non è un asilo: in politica obbedire e appoggiare sono la stessa cosa: E come tu hai appoggiato e messo in pratica una politica il cui senso era di non coabitare su questo pianeta con il popolo ebraico e con varie altre razze (quasi che tu e i tuoi superiori aveste il diritto di stabilire chi deve e chi non deve abitare la terra), noi riteniamo che nessuno, cioè nessun essere umano desideri coabitare con te. Per questo, e solo per questo, tu devi essere impiccato”.

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«L’Olocausto, un crimine commesso non da una banda di fanatici, ma con freddo calcolo dal governo di una nazione potente. Il destino dei sopravvissuti alle persecuzioni tedesche testimonia fino a che punto sia decaduta la coscienza morale dell'umanità». (Albert Einstein, fisico, Ulma-Germania 1879-1955)

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