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“Cultura Italia”

Rilancio della cultura con la nuova versione del portale della cultura italiana. CulturaItalia è il portale del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) e propone un accesso guidato al mondo della cultura italiana. Grazie a soluzioni informatiche innovative, raccoglie ed organizza milioni di informazioni sulle risorse - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 26 ottobre 1860: incontro tra Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II a Teano dopo la conquista del Regno delle Due Sicilie

* 26 ottobre 1921: nella Basilica di Aquileia Maria Bergamas sceglie uno dei corpi dei soldati caduti nella Prima guerra mondiale che sarà il Milite Ignoto

* 26 ottobre 1954: Trieste ritorna all’Italia

INCIPIT L'inizio di ...

Il sorriso dell’ignoto marinaio

di Vincenzo Consolo

Viaggio in mare di Enrico Pirajno barone di Mandralisca da Lipari a Cefalù con la tavoletta del ritratto di ignoto d’Antonello recuperata da un riquadro dello stipo della bottega dello speziale Carnevale. Il ritratto risulta un poco stroppiato per due graffi a croce proprio sul pizzo delle labbra sorridenti del personaggio effigiato. Dice la gente di Lipari che la figlia dello speziale, Catena, ancora nubile alla bell’età di venticinqu’anni…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

Pagina dopo pagina

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«Vi scrivo dall’Italia, scrivo quindi dal vostro futuro. Noi siamo dove ora voi sarete tra pochi giorni». Nella lettera che la sceneggiatrice Francesca Melandri scrive al mondo si racconta la vita dei confinati in casa a chi sta per sperimentarla. Tutto inizia quando Liberation le chiede di pubblicare un pezzo sul lockdown italiano, mentre la Francia sta per arrivarci. Le sue parole suscitano un’eco straordinaria, diventano virali sui social, vengono tradotte in molte lingue, sono riprese dall’inglese Guardian, dal tedesco Der Spiegel e poi da molti giornali in tutti i continenti. Francesca Melandri è ...

intervistata da mezzo mondo: CNN, BBC, Irish Radio, ORF, Times of India… La lettera dall’Italia è una sorta di ballata sull’umanità intera in affanno.

 

«Vi scrivo dall’Italia, scrivo quindi dal vostro futuro. Noi siamo ora dove voi in Francia sarete tra pochi giorni. I grafici dell’epidemia ci mostrano allacciati in una danza parallela in cui noi siamo qualche passo avanti a voi nella linea del tempo, così come Wuhan lo era rispetto a noi di qualche settimana. Vi vediamo che vi comportate come ci siamo comportati noi. Fate le stesse discussioni che noi facevamo fino a poco fa, quelle tra chi ancora dice “Tutte queste storie per poco più di un’influenza”, e chi invece ha già capito. Da qui, dal vostro futuro, sappiamo per esempio che quando vi diranno di stare chiusi nelle vostre case qualcuno di voi citerà Foucault, poi Hobbes.
Ma presto avrete ben altro da fare. Innanzitutto, mangerete. E non solo perché cucinare sarà una delle poche cose che potrete fare. Nasceranno gruppi sui social network

con proposte per passare il tempo in modo utile, istruttivo; vi iscriverete a tutti, poi dopo qualche giorno non ne potrete più. Tirerete fuori dallo scaffale La peste di Camus ma scoprirete di non avere voglia di leggerlo davvero. Mangerete di nuovo. Dormirete male. Vi interrogherete sul futuro della democrazia. Avrete una vita sociale incontenibile, tra aperitivi in chat, appuntamenti di gruppo su zoom, cene su skype.

Vi mancheranno come mai prima i figli adulti, e come un pugno in pancia vi colpirà il pensiero che per la prima volta da quando sono usciti di casa non avete idea di quando li rivedrete. Vecchi screzi e antipatie vi appariranno irrilevanti. Telefonerete per sapere come sta la gente che avevate giurato di non rivedere più. Molte donne saranno picchiate nelle loro case. Vi chiederete cosa sta succedendo a chi a casa non può restare perché una casa non ce l’ha. Vi sentirete vulnerabili quando uscirete a fare la spesa nelle strade vuote, soprattutto se siete donne. Vi chiederete se è così che collassano le società, se davvero va così veloce, poi vi proibirete di avere questi pensieri. Tornerete a casa e mangerete.

Ingrasserete. Cercherete i video di fitness online. Riderete, riderete tantissimo. Vi uscirà un humour nero sarcastico da forca. Anche chi prende sempre tutto sul serio avrà piena coscienza dell’assurdità della vita. Vi darete appuntamento nelle fila contingentate fuori dai negozi per incontrare di persona gli amici, anche se a distanza di sicurezza. Vi sarà chiaro tutto ciò di cui non avete bisogno. Vi verrà rivelata con evidenza assoluta la vera natura degli esseri umani che avete intorno e avrete sia conferme che sorprese. Grandi intellettuali che fino a ieri avevano pontificato su tutto non avranno più parole e scompariranno dai media, qualcuno si rifugerà in astrazioni intelligenti ma da cui sarà mancante il minimo soffio di empatia quindi smetterete di ascoltarli. Persone che avevate sottovalutato si riveleranno invece pragmatiche, rassicuranti, solide, generose, di visione chiara. Chi invita a vedere tutto questo come occasione di rinascita planetaria vi aiuterà ad ampliare la prospettiva ma vi darà anche terribilmente fastidio: il pianeta respira per le emissioni di CO2 dimezzate ma tra un mese voi come pagherete le bollette? Non capirete se assistere alla nascita del mondo di domani sia cosa più grandiosa o miserevole. Farete musica dai balconi. Quando ci avete visto in video che cantavamo l’opera avete pensato “ah, les Italiens”, ma noi lo sappiamo già che anche voi canterete la Marsigliese.

E quando anche voi sparerete dalle finestre col volume al massimo “I will survive”, noi vi guarderemo annuendo come da Wuhan, dove hanno cantato dai balconi a febbraio, hanno guardato noi. Molti si addormenteranno pensando che la prima cosa che faranno appena usciti sarà divorziare. Verranno concepiti molti bambini. I vostri bambini faranno i corsi online, saranno insopportabili, vi daranno gioia. Gli anziani vi disobbediranno come adolescenti, dovrete litigare per non farli andare in giro a farsi contagiare e morire. Cercherete di non pensare alla morte in solitudine dei ricoverati. Desidererete lanciare petali di rosa al personale medico. Vi diranno come la società sia unita in uno sforzo comune, che siete tutti su una stessa barca. Sarà vero. Questa esperienza cambierà per sempre la vostra percezione di individui. L’appartenenza di classe farà anche però la differenza. Essere chiusi in una casa con terrazza o giardino, oppure in un condominio popolare affollato: no, non sarà la stessa cosa. Non lo sarà poter lavorare da casa o veder sfumare il proprio lavoro.

Quella barca in cui sarete insieme per sconfiggere l’epidemia non apparirà la stessa per tutti perché non lo è e non lo è mai stata. A un certo punto vi renderete conto che è dura. Avrete paura. Ne parlerete con i vostri cari, oppure vi terrete dentro l’ansia per non fargliela pesare. Mangerete di nuovo. Questo vi diciamo dall’Italia sul vostro futuro. Ma è un profetizzare di piccolo, piccolissimo cabotaggio: pochi giorni appena. Se giriamo lo sguardo al futuro lontano, quello sconosciuto sia a voi che a noi, sappiamo dirvi solo una cosa: quando tutto sarà finito, il mondo non sarà più quello di prima».

Ignoranti crescono

«È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione». (Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry, aviatore e scrittore, Lione-Francia 1900-1944)

EXPLICIT La fine di ...

Il conte di Montecristo

di Alexandre Dumas

Gli occhi dei due giovani si fissarono sulla linea indicato dal marinaio; e sull’azzurro cupo del Mediterraneo, si scoperse una bianca vela, grande come un’ala di gabbiano. “Partito!” gridò Morrel. “Partito! Addio, amico mio! Addio, padre mio!”.

“Partita!” mormorò Valentina. “Addio, amica mia! Addio, sorella mia!”.

“Chissà se vi rivedremo mia più!” disse Morrel asciungandosi una lacrima. “Amico mio” disse Valentina, “Il conte non ci ha lasciato scritto che l’umana saggezza sta tutta intera in queste due parole: Aspettare e sperare?”.

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Test 3 Letteratura ‘900

 

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