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L’Italia in un bacio

Uno dei simboli più suggestivi dell’Italia unita è «Il bacio», il celeberrimo dipinto dell’artista veneziano Francesco Hayez, considerato il massimo esponente del Romanticismo storico. «Il bacio» è una delle opere italiane che meglio rappresenta la passione e il sogno patriottico degli italiani.

«Il bacio» di - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 30 ottobre 1918: proclamazione della caduta dell'Austria nei territori del Mare Adriatico da parte del Comitato di salute pubblica di Trieste

* 30 ottobre 1922: il re Vittorio Emanuele III incarica Mussolini a formare un nuovo Governo

INCIPIT L'inizio di ...

Storia della Colonna Infame

di Alessandro Manzoni

Ai giudici che, in Milano, nel 1630, condannarono a supplizi atrocissimi alcuni accusati d’aver propagata la peste con certi ritrovati sciocchi non men che orribili, parve d’aver fatto una cosa talmente degna di memoria, che, nella sentenza medesima, dopo aver decretata, in aggiunta de’ supplizi, la demolizione della casa d’uno di quegli sventurati, decretaron di più, che in quello spazio si innalzasse una colonna, la quale dovesse chiamarsi infame, con un’iscrizione che tramandasse ai posteri la notizia dell’attentato e della pena…

Cara italia, ...

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Dal 18 settembre e fino al 31 dicembre 2021 Brescia propone una serie di iniziative legate al ritorno in città di una delle più straordinarie statue di epoca romana, la Vittoria Alata, uno dei simboli che guiderà la rinascita dopo l‘emergenza Coronavirus. La Vittoria Alata sarà ufficialmente restituita a Brescia nel mese di novembre. La statua tornerà in città dopo quasi due anni di lavori di restauro, promossi dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia ...

Musei, con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia, e condotti dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Trenta sono i professionisti che a vario titolo, ciascuno con la propria specializzazione, sono stati impegnati nelle numerose attività di conoscenza e di conservazione del bronzo. Gli interventi si sono concentrati dapprima sulla pulitura della scultura, quindi sulla rimozione controllata dei materiali che riempivano la statua e della struttura interna a cui si agganciavano le ali e le braccia della Vittoria, sulla progettazione del sostegno interno a garanzia della statica del bronzo, e sulla stesura di un materiale protettivo, scelto anche in base alle caratteristiche dell’ambiente espositivo. Durante questo periodo, sono stati condotti studi, indagini scientifiche ed esami volti a una conoscenza più approfondita della tecnologia di costruzione e non solo.

La grande statua in bronzo, amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell’ode Alla Vittoria, ammirata da Gabriele D’Annunzio e da Napoleone III che ne vollero una copia, che per composizione, materiale e conservazione è una delle opere più importanti della romanità, avrà una nuova collocazione nella cella orientale del Capitolium, in un allestimento museale curato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.

È proprio presso il Capitolium che nel 1826, durante gli scavi archeologici condotti dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, venne ritrovata all’interno di un’intercapedine dell’antico tempio romano, insieme a sei teste imperiali e ad altri reperti, forse per preservarla da eventuali distruzioni.

La scultura, realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, è databile al I secolo dopo Cristo, ispirata a modelli più antichi.

Dal 18 settembre Brescia propone, come anticipazione dell’arrivo della Vittoria Alata, alcune iniziative tra cui la mostra-omaggio all’architetto Juan Navarro Baldeweg (Santander, 1939), autore dell’intervento del riallestimento della Vittoria Alata nel Capitolium.

La rassegna, in programma fino al 5 aprile 2021, dal titolo Juan Navarro Baldeweg. Architettura, pittura, scultura. In un campo di energia e processo, curata da Pierre-Alain Croset, ospitata nel Museo di Santa Giulia (Coro delle Monache, Basilica di San Salvatore e cripta), col patrocinio dell’Ambasciata di Spagna a Roma e dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia, presenterà una serie di opere - modelli e disegni dei suoi progetti più importanti, grandi tele e sculture - che ripercorrono la poliedrica carriera di Navarro Baldeweg, come architetto, pittore e scultore, e che consentono di cogliere le interazioni e le connessioni tra le varie arti.

Le ali della Vittoria si estendono fino alla contemporaneità e sono state d’ispirazione a Francesco Vezzoli, bresciano di nascita, uno degli autori italiani più conosciuti e apprezzati del panorama artistico internazionale.

Per il ritorno della statua, Francesco Vezzoli ha progettato degli interventi curatoriali, radunati attorno al titolo di Palcoscenici archeologici, da gennaio 2021, capaci d’instaurare una relazione tra le sue sculture, il sito archeologico di Brescia romana e il Museo di Santa Giulia.

Le opere condurranno lo spettatore dalla terrazza del Capitolium alla Basilica di San Salvatore, lungo un percorso cronologico che dal I secolo dopo Cristo giunge all’VIII secolo, tra cultura romana e longobarda.

Nella primavera 2021, la Fondazione Brescia Musei e il Comune di Brescia presenteranno, per la prima volta in Italia, 150 immagini, alcune di grande formato, tratte dal lavoro monumentale Imperium Romanum di Alfred Seiland, (Sankt Michael im Lungau, Austria, 1952) di cui 30 inedite e 10 scattate a Brescia tra agosto 2019 e marzo 2020, che colgono il patrimonio antico della città in diverse stagioni e situazioni e ne documentano il valore monumentale e sociale, accompagnate dai video backstage del progetto.

L’artista austriaco, affascinato dalle scenografie cinematografiche dell’antica Roma, allestite a Cinecittà, ha viaggiato nei territori in cui si estendeva l’Impero Romano, dalla Siria alla Scozia, fermando sulla pellicola le diverse sfumature di interazione tra uomo e rovine.

L’esposizione, dal titolo Alfred Seiland, Imperium Romanum. Fotografie 2005-2020, curata da Filippo Maggia e Francesca Morandini, organizzata da Fondazione Brescia Musei in co-produzione con Skira, prevede per Brescia un percorso totalmente nuovo rispetto a quanto proposto nelle altre sedi europee, ripensato sulla base delle diverse percezioni del significato di “patrimonio” e arricchito da scatti inediti. I monumenti dell’Impero romano, diffusi in Europa e lungo il bacino del Mediterraneo, costituiscono per gli abitanti un’abitudine visiva, per i turisti un feticcio, per le infrastrutture un ostacolo; l’obiettivo di Seiland offre una riflessione sempre attuale e spesso sorprendente.

L’iniziativa anticiperà la quarta edizione del Brescia Photo Festival, diretto da Renato Corsini, che si terrà sempre nel corso della primavera e il cui titolo Patrimoni, sottolinea il valore culturale, archeologico, storico e sociale dei beni culturali, dall’antichità romana alla contemporaneità.

A settembre 2021, Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Skira promuoverà la grande mostra Vittoria. Il lungo viaggio di un mito al Museo di Santa Giulia. L’esposizione, curata da Marcello Barbanera, Francesca Morandini e Valerio Terraroli approfondirà il tema della Vittoria, indagandone storia, aspetti e declinazioni anche nell’età moderna e contemporanea, attraverso una serie di opere antiche provenienti dall’area del Mediterraneo e dalle zone più periferiche dell’Impero romano in grado di delineare la genesi iconografica di questo straordinario modello, che ancora non trova confronti specifici.

Le sezioni che compongono il percorso permetteranno ai visitatori di effettuare un viaggio nel tempo di 2.500 anni sulle ali appunto della Vittoria, attraverso la vista di reperti inediti e inconsueti, garantendo un’esperienza che cambierà radicalmente la percezione che finora si è avuta di questo simbolo e che permetterà di cogliere con maggiore ricchezza di sfaccettature il significato della Vittoria Alata, simbolo della città.

L’identità visiva studiata per la comunicazione del grande progetto culturale dedicato alla Vittoria Alata e alla città di Brescia è stata realizzata da Tassinari/Vetta, uno dei più importanti studi grafici in Italia.

 

NON CONOSCO NULLA DI PIU’ BELLO. Le iniziative 2020/2021 per il ritorno della Vittoria Alata

Sedi varie

BRESCIA 

Dal 18 settembre al 31 dicembre 2021

Info: tel. 02.36755700 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Alla Vittoria

di Giosuè Carducci

 

Scuotesti, vergin divina, l'auspice

ala su gli elmi chini de i pèltasti,

poggiasti il ginocchio a lo scudo,

aspettanti con l'aste protese?

 

o pur volasti davanti l'aquile,

davanti i flutti de' marsi militi,

co 'l miro fulgor respingendo

gli annitrenti cavalli de i Parti?

 

Raccolte or l'ali, sopra la galea

del vinto insisti fiera co 'l poplite,

qual nome di vittorïoso

capitano su 'l clipeo scrivendo?

 

È d'un arconte, che sovra i despoti

gloriò le sante leggi de' liberi?

d'un consol, che il nome i confini

e il terror de l'impero distese?

 

Vorrei vederti su l'Alpi, splendida

fra le tempeste, bandir ne i secoli:

"O popoli, Italia qui giunse

vendicando il suo nome e il diritto."

 

Ma Lidia intanto de i fiori ch'èduca

mesti l'ottobre da le macerie

romane t'elegge un pio serto,

e, ponendol soave al tuo piede,

 

- Che dunque - dice - pensasti, o vergine

cara, là sotto ne la terra umida

tanti anni? sentisti i cavalli

d'Alemagna su 'l greco tuo capo? -

 

- Sentii - risponde la diva, e folgora -

però ch'io sono la gloria ellenica,

io sono la forza del Lazio

traversante nel bronzo pe' tempi.

 

Passâr l'etadi simili a i dodici

avvoltoi tristi che vide Romolo

e sursi "O Italia" annunziando

"i sepolti son teco e i tuoi numi!"

 

Lieta del fato Brescia raccolsemi,

Brescia la forte, Brescia la ferrea,

Brescia leonessa d'Italia

beverata nel sangue nemico.

 

 

Churchill e l’Europa

Uno dei primi a proporre la creazione degli "Stati Uniti d'Europa" fu Winston Churchill, ex ufficiale dell'esercito, reporter di guerra e primo ministro britannico (1940-45 e 1951-55). Dopo la seconda guerra mondiale, era convinto che solo un'Europa unita potesse garantire la pace. Il suo obiettivo era ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«L'intelligenza deve essere leggera». (Renzo Piano, architetto, Genova 1937-*)

EXPLICIT La fine di ...

La leggenda di san Giuliano l’Ospitaliere

di Gustave Flaubert

Intanto un’abbondanza di delizie, una gioia sovrumana inondava l’anima di Giuliano rapito in estasi; e colui le cui braccia ancora lo stringevano continuava a ingrandire, arrivando a toccare con la testa e con i piedi i muri della capanna. Il tetto volò via, si dispiegava il firmamento; - e Giuliano salì verso gli spazi celesti, faccia a faccia con Nostro Signore Gesù che lo portava in cielo.

Questa è la storia di san Giuliano l’Ospitaliere, pressappoco come è possibile vederla al mio paese, su una vetrata della chiesa.

Galleria degli Artisti

Test 3 Letteratura ‘900

 

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