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40 opere di 40 donne

Eco internazionale per Elena Ferrante con la sua proposta di 40 libri scritti da 40 donne. La misteriosa autrice de L’amica geniale, che oltre alla celebre quadrilogia ha pubblicato altri romanzi quali I giorni dell’abbandono, La frantumaglia, L’amore molesto, L’invenzione occasionale, … - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 2 dicembre 1338: la città di Treviso viene annessa alla Repubblica di Venezia.

* 2 dicembre 1942: «Il navigatore italiano è sbarcato nel nuovo mondo»: con questo messaggio in codice il presidente americano Roosevelt annuncia che Enrico Fermi ha dato il via alla prima reazione nucleare a catena auto-sostenuta.

* 2 dicembre 1943: bombardamento del porto di Bari da parte della Luftwaffe tedesca con danneggiamento di cargo e navi da trasporto.

INCIPIT L'inizio di ...

Il taglio del bosco

di Carlo Cassola

(Roma 1917-1987)

Mia madre si affacciò alla finestra: «Chi è?». Riconoscendo la mia voce, ebbe un’esclamazione quasi di spavento. Poi li sentii parlare tra loro: «È lui» dicevano.

Scesero insieme ad aprirmi. Mia madre s’era gettato uno scialle addosso; mio padre aveva infilato i calzoni sulla camicia da notte. Restammo a parlare per le scale.

«Come state?» domandai.

« non c’è male», rispose mia madre «babbo ha avuto una bronchitella; è stato a letto un paio di giorni; ma ora si è rimesso…

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In quest'anno dedicato alle celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1265-1321), "il poeta che inventò l'Italia, la città che ospitò Dante durante l'esilio gli dedica una serrie di importanti eventi. La mostra “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona”, proposta dal 23 aprile al 5 giugno alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, è il nucleo centrale della più ampia mostra diffusa Dante a Verona che si dipana nel cuore storico della città che per Dante fu «lo primo refugio» e due volte, ospite di Cangrande, cui Dante fu legatissimo, tanto da dedicargli la terza cantica della ...

Commedia.

Nelle sei ampie sezioni espositive sarà presentata una significativa selezione di opere d’arte e testimonianze storiche per approfondire, in un arco temporale ideale dal Trecento all’Ottocento, due precisi fulcri tematici. Il primo è il rapporto tra Dante e la Verona di Cangrande e il successivo revival ottocentesco di un medioevo ideale; il secondo, strettamente connesso al precedente e tutto scaligero, è il mito shakespeariano di Giulietta e Romeo. Su entrambi si fonda ancor oggi la fisionomia urbana e culturale di Verona e si alimenta il suo mito.

Il rapporto tra Dante, Verona e il territorio veneto nel primo Trecento porta a ripercorrere la cultura figurativa scaligera nel grande snodo della rivoluzione giottesca; il profondo vincolo che unì Dante e Cangrande si concentra su testimonianze legate alla figura dello Scaligero, allargandosi a cogliere il contesto storico-culturale in cui il Poeta visse negli anni dell’esilio e della creazione del suo Poema. Un’importante selezione di testi decorati della Commedia, manoscritti e a stampa, editi ed inediti, traghetta quindi i visitatori dall’epoca di Dante alla fine del Settecento, attestando la costante attenzione che in particolare Verona e il Veneto rivolsero al Poeta e alla sua Opera, fungendo al contempo da cerniera significante tra i due fulcri tematici.

È l’esaltante riscoperta del mito di Dante nella stagione del Romanticismo — incarnazione sia dei nascenti ideali risorgimentali sia del tormento creativo dell’intellettuale esiliato — ad aprire il secondo nucleo della mostra con le testimonianze della fortuna iconografica di Dante e dei suoi personaggi, e la particolare attenzione alle tragiche vicende di Paolo e Francesca, di Pia dei Tolomei e del conte Ugolino e dei suoi figli.

Un altro amore intenso e sfortunato quanto il loro, fu quello di Giulietta e Romeo, cantato da Luigi da Porto nel Cinquecento e reso celebre da William Shakespeare.

Entrambi fondamentali per cogliere il costituirsi dell’identità della Verona ottocentesca, che si nutrì in parallelo della presenza storicamente fondata di Dante alla corte di Cangrande e di quella immaginaria dei due sfortunati amanti, creati nella cornice di un Trecento cortese.
La mostra si lega intimamente al percorso di visita nella “mostra diffusa” che è la città stessa, nei monumenti e nelle testimonianze urbanistiche e architettoniche legate alla memoria di Dante e di Romeo e Giulietta.

Il visitatore uscito dalla GAM viene quindi invitato a ripercorre, munito di una apposita mappa, i luoghi trecenteschi di Verona, quelli legati ai soggiorni scaligeri del Poeta. Scoprendo così, in una successione spazio-temporale immaginaria e circolare, ambienti di grande suggestione come la chiesa di Sant’Elena e il Vescovado, la Biblioteca Capitolare, il Palazzo del Capitanio, quello della Provincia e della Prefettura, Piazza dei Signori, le Arche Scaligere, la chiesa di San Fermo

Tappa conclusiva il Museo di Castelvecchio, custode della statua equestre di Cangrande. Qui, in Sala Boggian, l’Inferno dantesco rivive nelle potenti immagini dell’americano Michael Mazur (1935-2009). Un ricco nucleo di incisioni donate dall’artista alla città di Verona, sarà esposto per la prima volta a vent’anni di distanza dalla prima esposizione al Castello scaligero.

 

* Tra Dante e Shakespeare. IL MITO DI VERONA

 Galleria d’Arte Moderna A. Forti, Museo di Castelvecchio, altre sedi

VERONA

Dal 23 aprile al 3 ottobre

Info: tel. 045.8077358- e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lotta all’evasione

L’illegalità preoccupa e getta ombre sul presente e anche sul futuro. Suscitano profonde inquietudini le violenze delle cronache quotidiane, le minacce del terrorismo, la corruzione spesso intrecciata alla politica, i furti nelle abitazioni, le cronache di piccola e grande criminalità. E suscitano preoccupazioni ... - LEGGI TUTTO

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«Noi non contiamo niente, ma dobbiamo operare come se tutto dipendesse da noi». (Teresina di Lisieux, mistica carmelitana, Alençon-Francia 1873-1897)

EXPLICIT La fine di ...

Povera gente

di Fëdor Dostoevskij

(Russia 1821-1881)

Vedete, come è possibile che cos’, all’improvviso, sia proprio l’ultima lettera! Ma io, io vi scriverò, ed anche voi mi scriverete… E poi il mio stile adesso si sta formando… Ah, mia carissima, altro che stile! Vedete, ecco, ora non so nemmeno più quello che scrivo, non lo so affatto, non so nulla e non rileggo nulla, e non aggiusto lo stile, ma scrivo solamente per scrivere, solamente per scrivervi un po’ di più… Piccola mia, mia cara, mia carissima!

Galleria degli Artisti

Test 7 Storia del '900

 

1 euro per 'Italia Italy'

 

 

 



 


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