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Trasporti in Europa

Orizzonti europei, con la rete di trasporti dei Paesi dell’Unione. Nuove strade e tante nuove opportunità con una più agevole possibilità di muoversi oltre i vecchi confini nazionali. Nove “corridoi” collegheranno da est a ovest e da nord a sud i paesi europei e agevoleranno mobilità, incontri, sviluppo … - LEGGI TUTTO

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L'ITALIA NELLA STORIA

* 2 giugno 1882: muore Giuseppe Garibaldi

* 2 giugno 1946: le donne italiane votano per la prima volta

* 2 giugno 1946: fine della Monarchia e nascita della Repubblica Italiana

* 2 giugno 1946: elezione dell’assemblea per la creazione della nuova Costituzione Italiana

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Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria. La ricorrenza è stata istituita con la legge 211 del 20 luglio 2000 per ricordare lo sterminio degli ebrei e la tragedia dei deportati italiani nei campi di concentramento nazista. La data rievoca il giorno del 1945 quando furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. Per “ricordare”, la legge invita esplicitamente tutti, e particolarmente le scuole, a organizzare cerimonie e momenti di rievocazione dei fatti e di riflessione. Ora che molti protagonisti di quella terribile epoca se ne sono andati e che il tempo rischia di affievolire il ...

ricordo di eventi disumani, l’istituzione della Giornata della Memoria mira a tenere vivo anche nelle giovani generazioni quel dramma sconfinato perché mai più possa ripetersi. La celebrazione del 75esimo anniversario della fine di un incubo sconfinato in un momento in cui al passato si guarda con un’attenzione diversa, molte ideologie sono cadute, ma non sono scomparsi né fanatismo né violenza.

La tragedia dell’Olocausto, simbolicamente riassunta nel nome di Auschwitz, è costata sei milioni di vite agli ebrei, ma la ferocia si è estesa ad altri gruppi, dagli slavi agli zingari, agli omosessuali, ai testimoni di Geova, e l’Italia ha pagato un prezzo altissimo, con eroi che hanno rischiato la propria vita per salvarne molte altre, da Giorgio Perlasca a Gino Bartali. La Giornata della Memoria porta il pensiero ad altre violenze, dai gulag alle foibe, e ad altri genocidi, da quello degli armeni a inizio Novecento alle tante faide africane fino al fanatismo religioso di oggi. C’è chi sostiene che i morti non abbiano colore e sono tutti uguali, se hanno combattuto per ideali in cui credevano, e chi ritiene che non si possa porre sullo stesso piano quanti hanno lottato, rimettendoci la vita, per ideali di libertà e di democrazia e coloro che si sono battuti a sostegno di ideologie totalitarie.

La Giornata della Memoria pone in primo piano gli orrori del nazismo, ma è anche un invito a non dimenticare altre violenze, da quelle di ieri alle tante che oggi venano la nostra quotidianità. (Maurizio d’Adamo)

 

Gli ultimi giorni di Auschwitz

«Il 17 gennaio 1945 fu fatto l’ultimo appello generale. Nel capo erano presenti 68.000 detenuti tra uomini e donne. Tra questi, 31.894 nel campo-madre e a Birkenau, 35.118 a Monowitz e nei sottocampi. Lo stesso giorno, il medico capo SS Lieutenant Horst Paul Fischer dette ordine di trasportare l’archivio dell’infermeria nel KL Auschwitz, nell’area di fronte al Blocco numero 11 per bruciarlo. Per tutta la notte e il giorno seguente il falò di documenti arse. La stessa cosa fu messa in atto a cura del personale medico, sia a Birkenau sia nei campi ausiliari. Cataste di libri e documenti vennero bruciati anche in vari altri uffici. Il 18 gennaio i prigionieri dell’infermeria di Birkenau furono divisi in tre gruppi: quelli in grado di camminare per 50 chilometri, quelli in grado di camminare per tre chilometri da avviare verso una stazione ferroviaria, quelli totalmente inabili a camminare. In meno di dieci giorni, una massa enorme di prigionieri venne fatta uscire dal complesso di Auschwitz e diretta a piedi verso i KL a occidente. Si trattava di circa 59.000 persone. Ne restavano al campo 9.000. Il 20 gennaio  1945, una divisione SS, comandata dalla SS Perschel, penetrò nel capo femminile di Birkenau BIIe e uccise circa 200 donne inabili non aggregate alle colonne di evacuazione, poi si recò nel campo nel campo maschile BIIf per scegliere dei prigionieri da adibire alla distruzione totale con dinamite dei crematori II e III, già smantellati. Il 23 gennaio un’altra divisione SS comparve a Birkenau con il compito di dar fuoco alle 30 baracche-magazzino del Kanada (il deposito dei vestiti e della roba dei depositi).

L’incendio durò parecchi giorni. Il 20 gennaio un gruppo di prigionieri rimasto nel campo BIIf evase da Birkenau riuscendo a salvarsi presso contadini polacchi, tra di loro Kazimiez Smolen, futuro direttore del Museo Statale di Auschwitz costituito dopo la liberazione. Anche gli ultimi giorni nel campo furono angoscianti e pieni di pericoli per i prigionieri, perché divisioni di SS o gruppi sparsi in ripiegamento, passando da Birkenau, uccidevano quelli che vi trovavano o cercavano di trascinarli con sé, in ottemperanza all’ordine di Schmauser del 20 gennaio.

Una parte dei detenuti rimasti, nel campo abbandonato, malgrado l’estrema debolezza, cercò di organizzare un sia pur minimo servizio sanitario per gli ammalati gravi e un razionamento dei cibi rimasti nelle cucine. Il 21 gennaio, in particolare i prigionieri identificarono le provviste del magazzino del KL Auschwitz e le distribuirono anche a Birkenau dove risultarono sufficienti per una settimana. Il 27 gennaio 1945, mentre soldati della Wermacht in ritirata facevano saltare il ponte ferroviario sulla Vistola e la Sola, il primo soldato russo apparve sul terreno del’infermeria di Monowitz».

Da Destinazione Auschwitz di Liliana Picciotto Fargion

 

Le leggi antisemite

1937 – Campagne di stampa e pubblicazioni per la diffusione dell’antiebraismo in Italia.

1938 – Censimento della religione professata dai dipendenti del Ministero dell’Interno; pubblicazione de Il fascismo e i problemi della razza; censimento nazionale degli ebrei; approvazione dei primi decreti antiebraici e quindi delle leggi antiebraiche.

1938-1942 – Espulsione degli ebrei dagli impieghi pubblici, totale e progressiva limitazione delle attività commerciali; istituzione del lavoro obbligatorio per alcune categorie di ebrei italiani.

1940 – Si comunica ufficialmente all’Unione delle comunità israelitiche italiane che tutti gli ebrei italiani dovranno lasciare l’Italia entro pochi anni.

1943 – Decisione di istituire nella penisola campi di internamento e lavoro obbligatorio per ebrei italiani abili al lavoro.

 

I campi di sterminio

I campi di concentramento sono sorti durante le lotte per la supremazia tra le varie fazioni naziste, con lo scopo di allontanare dalla società persone potenzialmente pericolose. Dovevano accogliere perciò, più che criminali, persone “potenzialmente pericolose”, come i prigionieri politici e gli asociali. “Potenzialmente pericolosi” erano ritenuti i militari socialdemocratici, i comunisti, i religiosi e quanti nei loro discorsi avevano espresso opposizione al regime, i testimoni di Geova.

Il campo di concentramento era anche il luogo che doveva ospitare gli “asociali”, come delinquenti recidivi e chi era accusato di crimini sessuali. Era inoltre destinato ad accogliere gli ebrei e appartenenti ad altre “razze inferiori”, come gli zingari. I primi campi di concentramento, come quello di Dachau, erano attivi già nel 1934, poco dopo la conquista del potere da parte di Hitler.

 

La soluzione finale

I sempre più rigidi interventi antisemiti portarono Hitler e i suoi collaboratori, verso la metà del 1941, a impartire ordini per giungere alla “soluzione finale” del problema ebraico. Si studiarono allora soluzioni per attuarla nel modo più veloce possibile, considerato che le esecuzioni di massa mediante fucilazione si rivelavano troppo lente. Gli scienziati nazisti proposero allora l’eliminazione degli ebrei con il gas. Si crearono i campi di Berzec, Sobibor, Majdanek e Treblinka vicini a stazioni ferroviarie con strutture per la gassazione, funzionanti inizialmente col monossido di carbonio. Ad Auschwitz si usò l’acido cianidrico Zyclon B, un antiparassitario molto velenoso: per un essere umano occorreva un milligrammo per ogni chilo di peso. Lo Zyclon B si presentava sottoforma di cristalli che, al contatto con l’aria, passavano allo stato gassoso, sprigionando il velenosissimo acido cianidrico. (M.d’A.)

 

Se questo è un uomo

di Primo Levi 

Voi che siete sicuri

nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetelele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

 

Un giorno vennero a prendere me

di Bertolt Brecht

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Test 2 Storia del '900

 

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«Il 2 giugno è la festa degli italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e della democrazia da parte del nostro popolo. È un appuntamento che rinsalda da parte dei cittadini la loro adesione leale e il loro sostegno all’ordinamento repubblicano, nella sua articolazione, allo stesso tempo unitaria e rispettosa delle autonomie, sociali e territoriali». (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, Palermo 1941-*)

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