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Volti del Made in Italy

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Dopo il recupero di altri preziosi reperti archeologici, tra cui la celeberrima Venere di Morgantina, sono tornati in Italia la Testa di Ade e oltre cinquemila reperti archeologici di più di duemila anni fa, trafugati e finiti in Svizzera. Si tratta di un prezioso patrimonio culturale di ingente valore economico, circa 50 milioni di euro. Per il ministro dei Beni culturali Dario Franceschin «è il più grande quantitativo di reperti archeologici mai recuperati in un'unica operazione, grazie al lungo e meticoloso lavoro svolto dai carabinieri che si occupano di tutela del patrimonio culturale».

I reperti sono tornati definitivamente in Italia dopo una complessa indagine e una lunga vicenda giudiziaria internazionale, che si è conclusa a Basilea in Svizzera. I beni artistici, che risalgono a un ampio arco temporale fra l’VIII sec. a. C. e il III sec. d. C., erano stati portati via clandestinamente da diverse regioni d'Italia, dalla Calabria alla Campania, dal Lazio alla Puglia, alla Sardegna e alla Sicilia. Prossimamente dovrebbero essere esposti in una mostra e il ministero dei Beni culturali pensa ...

di restituirli alle regioni cui sono state illegalmente sottratte. Per il ministro Franceschini «l'Italia è un immenso museo diffuso, perciò le opere non possono essere concentrate all'interno di un unico grande luogo che le conservi. E' importante valorizzare il patrimonio nel territorio di provenienza. E' lì che bisogna fare opera di controllo, con un'adeguata protezione e prevenzione per evitare il ripetersi di tali azioni. La criminalità infatti utilizza strumenti sempre più complessi per colpire il nostro patrimonio artistico».

Resta il problema di una adeguata valorizzazione del ricco patrimonio artistico non presente nei grandi musei. Gli innumerevoli reperti archeologici disseminati anche in tante località minori necessitano di tutela e valorizzazione, che possono essere assicurate solo da una diffusa sensibilità culturale di amministratori locali e cittadini.

Troppi reperti archeologici sono recuperati da abusivi e finiscono nei circuiti illegali e poi spesso all’estero, nonostante un’intensa e qualificata opera di recupero da parte dei carabinieri di Tutela patrimonio culturale (Tpc). Il ministero dei Beni culturali è particolarmente attivo in questo periodo, sta pensando a pene ben più severe per chi trafuga opere d’arte ed è riuscito a far tornare in Italia pezzi preziosi, come gli oltre cinquemila reperti dalla Svizzera.

Venerdì 29 gennaio è tornata in Italia anche la Testa di Ade di epoca ellenistica, detta anche Barbablù per le tracce policrome di blu nella barba, restituita dal John Paul Getty Museum di Malibu. La Testa di Ade trafugata dall’area del santuario extraurbano di San Francesco Bisconti a Morgantina, in provincia di Enna, era stata ceduta al museo statunitense dal collezionista Maurice Tempelsman per 500 mila dollari. 

Morgantina è legata anche alla celeberrima Venere, anch’essa riottenuta nel 2011 dal Paul Getty Museum di Malibu e ora esposta al museo archeologico di Aidone, ma purtroppo non adeguatamente valorizzata. La Venere di Morgantina è una statua scolpita da un diretto discepolo di Fidia, che operava nella Magna Grecia. Realizzata tra il 425 a.C. e il 400 a.C. in Sicilia, è alta 2,24 metri ed è di marmo nel viso e nelle parti nude del corpo, mentre è di tufo calcareo nel drappeggio. Un’opera preziosissima, che lasciati Stati Uniti dove era una delle attrattive più coinvolgenti del Paul Getty Museum, è finita in una zona che non riesce a valorizzare una testimonianza unica dell’antica Magna Grecia. (Carlo Enrico Pozzoli)

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