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Volti del Made in Italy

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L’Europa premia lo scrittore triestino Claudio Magris, vincitore del Franz Kafka Prize. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato all’autore di Danubio e di molti altri testi legati alla Mitteleuropa dalla Kafka Society di Praga, che si propone di  promuovere la pluralità culturale dell’Europa centrale e della capitale della Repubblica Ceca, nello spirito di Kafka, che era praghese, ebreo e  scriveva in tedesco. Il premio, che lo scorso anno è andato allo spagnolo Eduardo Mendoza e in precedenza a scrittori come Philip Roth e Amos Oz, è stato consegnato su proposta di una giuria di letterati e scrittori tra cui André Derval e Marianne Gruber. La giuria, presieduta da Daniela Uherkova, ha spiegato di aver premiato Claudio Magris per l'insieme della sua opera, considerata una delle migliori espressioni della cultura mitteleuropea contemporanea.

Magris è il primo italiano a ottenere questo premio internazionale, che conferma il respiro europeo della sua narrativa. Un riconoscimento che si aggiunge al Premio ...

Campiello 2014 alla carriera con la motivazione: «Un omaggio ad una personalità di straordinario spessore intellettuale e culturale, fine letterato, autorevole critico e acuto saggista, non solo tra gli scrittori italiani contemporanei più originali, ma anche tra i più illustri rappresentanti della letteratura europea». Il respiro europeo di Trieste multietnica e le frontiere culturali della Mitteleuropa sono presenti anche in Microcosmi, che ha vinto il Premio Strega nel 1997.

Alla Brožík Hall di Praga si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Kafka a Magris, che nel corso della serata si è confrontato con il pubblico affrontando alcune delle tematiche rilevanti nella sua ricerca letteraria, quali il mito asburgico, le frontiere, la cultura della diaspora e dell’esilio, la cultura ebraica orientale come tentativo di risposta alle tragedie del mondo, i luoghi e i paesaggi della sua esperienza personale, il destino di città-simbolo come Trieste e Praga.

Il ruolo che l’opera di Magris ha per l’Europa è stato evidenziato dall'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, per il quale «in un'Europa che deve ritessere ogni giorno le ragioni della sua ricchezza e della sua unità, Magris accende un lume che rischiara. Le strade della letteratura e della cultura, lo sappiamo, sono sentieri più lunghi, certo affascinanti, ma anche articolati e talora faticosi, e sono però gli unici che ci possono sottrarre dal cortocircuito dell'emotività irrazionale. L’opera di Magris ha il merito di portarci su queste strade che sono quelle della Mitteleuropa, tra storie e figure di una civiltà di cui facciamo parte e il cui patrimonio siamo chiamati a coltivare, perché la grande scrittura suscita prima curiosità, poi comprensione. Così come nei luoghi e nelle vicende che lo scrittore triestino ha raccontato si svelano radici comuni di genti e tradizioni diverse, eventi come il Premio Kafka ci ricordano che capolavori letterari dell'Europa di mezzo non sono solo tomi per le biblioteche ma veri mattoni con i quali costruire i ponti che abbattono i muri».

Nato a Trieste nel 1939, Claudio Magris ha insegnato Lingua e Letteratura tedesca presso le Università di Trieste e di Torino, ha ottenuto numerosi riconoscimenti e più volte è stato proposto per il Premio Nobel. Tra le sue opere ricordiamo Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna (1963), Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971), Danubio (1986), Un altro mare (1991), Microcosmi (1997), La mostra (2001), Alla cieca (2005), Lei dunque capirà (2006), Alfabeti (2008), Non luogo a procedere (2015), Istantanee (2016). (Felice d'Adamo)

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