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INCIPIT L'inizio di ...

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij

(Russia 1821-1881)

Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima! ...

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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L'ex direttore Bernard Thibaud et Sylvie, la consigliera agli affari religiosi Manuella Affejee, il console francese Quentin Lopinot e alcuni volontari

Sessantadue anni e una storia senza tempo di pace e fraternità. Questa è la “Maison d'Abraham”, che accoglie pellegrini di tutte le religioni a Gerusalemme. A 740 metri di altitudine, sul Monte degli Ulivi, la bandiera francese sventola e si respira speranza, oltre le paure...

e le angosce di un mondo fragile.

La Maison d'Abraham è stata creata nel 1964 dal Secours Catholique - Caritas France, su richiesta di Papa Paolo VI, nel quartiere di Silwan a Gerusalemme Est. È un vero rifugio di pace e fraternità, segno di speranza nel drammatico contesto attuale. In origine era un antico monastero appartenuto ai Benedettini francesi dal 1902, ed è stato anche un seminario siro-cattolico.

La Maison d'Abraham fa parte di una rete di realtà francesi in Terra Santa, alcune di origine molto antica, altre risalenti alla guerra di Crimea. Quattro siti appartengono alla Repubblica Francese: la Basilica di Sant’Anna, che secondo la tradizione era la casa dei genitori della Vergine Maria; il Monastero di Abu Gosh, con una chiesa e una cripta, un’antica struttura ospedaliera; la Chiesa del Pater Noster, dove secondo la tradizione Gesù insegnò il “Padre nostro” ai suoi discepoli; e le Tombe dei Re, un sito archeologico bimillenario a lungo considerato la tomba dei re di Giudea.

«La speranza, non la paura. La pace, non la guerra. Insieme in cammino, come pellegrini della speranza». È il messaggio quotidiano della Maison d'Abraham, che presta particolare attenzione a coloro che si impegnano per la solidarietà e la pace tra Israele e Palestina. Gli spazi di accoglienza, di fronte alla Città Vecchia, comprendono 30 camere nell’edificio principale e 20 chalet nel grande giardino. Dispone inoltre di una sala da pranzo per 70 persone, di tre sale riunioni e di due cappelle, una all’interno e una nel giardino.

Nel grande parco si trova anche il Cammino dei Pellegrini della Speranza, inaugurato dal vicario patriarcale di Gerusalemme nel 2024, in occasione del 60° anniversario della Maison d'Abraham. Di fronte alla Città Vecchia della città santa, questo nuovo cammino è composto da 15 stazioni che citano la Bibbia ebraica, il Vangelo e il Corano. Sull’esempio di Abramo, padre di tutti i credenti, invita i pellegrini a praticare l’ospitalità e la misericordia verso tutti.

La Maison d'Abraham accoglie incontri, seminari di formazione e associazioni impegnate nello sviluppo sociale, economico, culturale e spirituale. Così, sul Monte degli Ulivi, di fronte a una vista magica di Gerusalemme, esiste una realtà viva e palpitante, sconosciuta a molti: un ambiente dove l’accoglienza è calorosa, la fede è viva, la solidarietà è il pane quotidiano. C’è posto per tutti alla Maison d'Abraham: credenti di tutte le religioni e non credenti, cristiani, musulmani ed ebrei, figli della gioia e viandanti della sofferenza. La Maison è una comunità che cammina sulle orme di Abramo, padre di tutti i credenti.

(Felice d’Adamo)

 

 

 

 

 

EXPLICIT La fine di ...

Viaggio al termine della notte

di Louis-Ferdinand Céline

(Francia 1894-1961)

… Glielo ha impedito, lui, di farla, la sua danza del Fuoco e l’ha sgridato. L’abbiamo rintracciato Mandamour in fondo al tavolo. Lui è crollato là, finalmente, bello tranquillo, tra enormi sospiri e gli odori. Ho dormito.

Lontano, il rimorchiatore ha fischiato; il suo richiamo ha passato il ponte, lontano, più lontano… Chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte. E la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto di portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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Test 3 Letteratura ‘900

 

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