L'ex direttore Bernard Thibaud et Sylvie, la consigliera agli affari religiosi Manuella Affejee, il console francese Quentin Lopinot e alcuni volontari
Sessantadue anni e una storia senza tempo di pace e fraternità. Questa è la “Maison d'Abraham”, che accoglie pellegrini di tutte le religioni a Gerusalemme. A 740 metri di altitudine, sul Monte degli Ulivi, la bandiera francese sventola e si respira speranza, oltre le paure...
e le angosce di un mondo fragile.
La Maison d'Abraham è stata creata nel 1964 dal Secours Catholique - Caritas France, su richiesta di Papa Paolo VI, nel quartiere di Silwan a Gerusalemme Est. È un vero rifugio di pace e fraternità, segno di speranza nel drammatico contesto attuale. In origine era un antico monastero appartenuto ai Benedettini francesi dal 1902, ed è stato anche un seminario siro-cattolico.
La Maison d'Abraham fa parte di una rete di realtà francesi in Terra Santa, alcune di origine molto antica, altre risalenti alla guerra di Crimea. Quattro siti appartengono alla Repubblica Francese: la Basilica di Sant’Anna, che secondo la tradizione era la casa dei genitori della Vergine Maria; il Monastero di Abu Gosh, con una chiesa e una cripta, un’antica struttura ospedaliera; la Chiesa del Pater Noster, dove secondo la tradizione Gesù insegnò il “Padre nostro” ai suoi discepoli; e le Tombe dei Re, un sito archeologico bimillenario a lungo considerato la tomba dei re di Giudea.
«La speranza, non la paura. La pace, non la guerra. Insieme in cammino, come pellegrini della speranza». È il messaggio quotidiano della Maison d'Abraham, che presta particolare attenzione a coloro che si impegnano per la solidarietà e la pace tra Israele e Palestina. Gli spazi di accoglienza, di fronte alla Città Vecchia, comprendono 30 camere nell’edificio principale e 20 chalet nel grande giardino. Dispone inoltre di una sala da pranzo per 70 persone, di tre sale riunioni e di due cappelle, una all’interno e una nel giardino.
Nel grande parco si trova anche il Cammino dei Pellegrini della Speranza, inaugurato dal vicario patriarcale di Gerusalemme nel 2024, in occasione del 60° anniversario della Maison d'Abraham. Di fronte alla Città Vecchia della città santa, questo nuovo cammino è composto da 15 stazioni che citano la Bibbia ebraica, il Vangelo e il Corano. Sull’esempio di Abramo, padre di tutti i credenti, invita i pellegrini a praticare l’ospitalità e la misericordia verso tutti.
La Maison d'Abraham accoglie incontri, seminari di formazione e associazioni impegnate nello sviluppo sociale, economico, culturale e spirituale. Così, sul Monte degli Ulivi, di fronte a una vista magica di Gerusalemme, esiste una realtà viva e palpitante, sconosciuta a molti: un ambiente dove l’accoglienza è calorosa, la fede è viva, la solidarietà è il pane quotidiano. C’è posto per tutti alla Maison d'Abraham: credenti di tutte le religioni e non credenti, cristiani, musulmani ed ebrei, figli della gioia e viandanti della sofferenza. La Maison è una comunità che cammina sulle orme di Abramo, padre di tutti i credenti.
(Felice d’Adamo)







































