Company Logo

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 14 gennaio 1923: il regime fascista costituisce la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

* 14 gennaio 1943: durante la Seconda guerra mondiale comincia la ritirata dall’Unione Sovietica del 4º Corpo d'armata alpino.

* 14 gennaio 1990: debutto dell’opera lirica Tosca di Giacomo Puccini al teatro Costanzi di Roma.

INCIPIT L'inizio di ...

Senza famiglia

di Hector Malot

(Francia 1830-1907)

Sono un trovatello. Ma sino agli otto anni ho sempre creduto di avere una mamma come tutti gli altri bambini, perché per tutti i miei dolori di bimbo c’era il conforto di una donna che mi baciava e mi accarezzava.

Quando il crudo vento dell’inverno, battendo contro i vetri e infilandosi per le fessure, mi assiderava i piedini, ella me li stringeva nelle mani per scaldarmeli e mi cullava con quelle dolci e tristi cantilene che risento ancora nella mia anima …

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

Grandi eventi

Volti del Made in Italy

Pagina dopo pagina

Support «Italia Italy»

 

 

 

Coinvolgente ed emozionante è stato il discorso di Monsieur Gabriel Dodo, presidente dell'associazione dei francesi nati in Algeria, pronunciato in occasione della commemorazione dei Caduti per la Francia in Nord Africa, durante la guerra d’Algeria e i combattimenti in Marocco e in Tunisia. Il pensiero è rivolto a tutti i morti Militari, agli Harkis (algerini musulmani che combatterono a fianco dell’esercito francese durante la Guerra d’Algeria fra il 1954 e il 1962) ...

e ai Civili dell’AFN (Africa Francese del Nord), senza dimenticare i numerosi feriti e dispersi prima e dopo gli Accordi di Evian (la città francese sulle rive del lago di Ginevra, dove furono firmati gli accordi tra il Governo Francese e il Governo provvisorio francese della Repubblica Algerina). L’omaggio ai Caduti è la memoria viva della Francia, ma anche di ogni spirito europeo aperto sulle immense tragedie del passato e impegnato per costruire la pace.

«Il mio messaggio - ha esordito Gabriel Dodo - inizierà con una citazione di Émile Zola che vi ricorderà il grande processo segnato da una grave ingiustizia: J’accuse! Durante una delle mie notti, mi è venuta in mente un’espressione che citerò in tre parole per rivolgermi a voi in loro nome: “Immaginate… Immaginiamo… Immagino…”.

Se tutti questi Soldati, questi Harkis e questi Civili morti per la Francia tornassero a vivere e si trovassero nella Francia di oggi… loro, che hanno tanto sofferto durante i tre conflitti dell’A.F.N., cosa penserebbero?

Immaginate! Immaginiamo! Immagino che verrebbero da voi, Antichi Combattenti, per ricordarvi il vostro coraggio nelle imboscate subite e nelle sofferenze vissute durante gli scontri più insidiosi… ma anche la vostra perseveranza nell’organizzare queste giornate commemorative in loro omaggio.

Immaginate! Immaginiamo! Immagino che verrebbero da voi, Vigili del Fuoco, che salvate le nostre persone, i nostri edifici, le nostre foreste, i nostri animali a rischio della vostra vita… per salutarvi e ringraziarvi per la vostra dedizione.

Immaginate! Immaginiamo! Immagino che si rivolgerebbero a voi, Poliziotti e Gendarmi, per ringraziarvi di compiere il vostro dovere affrontando persone che non hanno alcun rispetto… né per la vostra persona, né per la legge.

Immaginate! Immaginiamo! Immagino che si rivolgerebbero a voi, Portabandiera, sempre presenti in tutte le cerimonie commemorative, per dirvi semplicemente: grazie.

Immaginate! Immaginiamo! Immagino che non dimenticherebbero di rivolgersi anche a voi, Orchestra e Armonia, per ringraziarvi delle vostre splendide esecuzioni.

Immaginate! Immaginiamo! Immagino che verrebbero infine da voi, Eletti Locali di ogni orientamento politico, per apprezzare l’organizzazione di queste cerimonie e, soprattutto, la vostra presenza costante.

Immaginate! Immaginiamo! Immagino anche che si rivolgerebbero a voi, popolo di tutte le comunità religiose o laiche di Rieumes, del cantone e di Francia, che venite regolarmente a questa cerimonia commemorativa, per ringraziarvi di non dimenticarli e di rendere loro omaggio.

Ma Immagino, immaginate, immaginiamo anche che sarebbero sorpresi di vedere la nostra bella Francia in questo stato di sofferenza, di vedere che una minoranza di persone disturba la nostra vita quotidiana in tante città del Paese.

Immagino, immaginate, immaginiamo la loro delusione per aver sofferto, combattuto e visto tanti dei loro compagni morire in combattimento, che si trattasse di militari di leva, soldati professionisti o Harkis. Per aver visto tanti civili europei e arabi massacrati durante attentati nei negozi, nelle imboscate nelle fattorie, e per aver assistito ai massacri di Orano e di Algeri.

Oggi, Immagino, immaginate, immaginiamo che pensino e desiderino che la Francia, “Paese dei Diritti dell’Uomo – e perché non anche dei Diritti della Donna”, diventi anzitutto e molto rapidamente il “Paese dei Doveri dell’Uomo e della Donna”.

Potrebbero ricordarci che le popolazioni — come gli Spagnoli (in fuga dalla guerra civile), i Portoghesi e gli Italiani (in cerca di una vita migliore), quelle dei Paesi dell’Est (in fuga dalla repressione comunista) e persino quelle dell’Africa — avevano capito allora che la loro priorità era avere prima dei Doveri, prima di esigere dei Diritti, nei confronti di questo splendido paese d’accoglienza che fu la Francia.

Rivedranno un giorno la serenità tornare in Francia?

Immagino, immaginate, immaginiamo che sperino di vedere tutte le comunità maggioritarie reagire per incoraggiare i nostri governanti a prendere finalmente decisioni forti contro quelle minoranze che avvelenano la vita quotidiana della popolazione.

Dobbiamo far capire ai nostri governanti che i loro sacrifici non sono stati vani e che è tempo di sconfiggere i due flagelli che colpiscono oggi: il narcotraffico e l’integralismo.

E tutto questo affinché tutti coloro che si sono sacrificati per una Francia Libera possano finalmente… riposare in pace».

"Italia Italy" post

«L'italiano ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro». (Cesare Marchi, scrittore e giornalista, Villafranca-Verona 1922-1992)

EXPLICIT La fine di ...

 Canne al vento

di Grazia Deledda

(Nuoro 1871-1936)

… Donna Ester, ricordandosi che gli piacevano i fiori, spiccò un geranio dal pozzo e glielo mise fra le dita sul crocefisso: in ultimo ricoprì il cadavere con un tappeto di seta verde che avevano tirato fuori per le nozze. Ma il tappeto era corto, e i piedi rimasero scoperti, rivolti come d'uso alla porta; e pareva che il servo dormisse un'ultima volta nella nobile casa riposandosi prima d'intraprendere il viaggio verso l'eternità.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

Galleria degli Artisti

Test 3 Letteratura ‘900

 

Brevi annunci gratuiti

Sostieni «Italia Italy»

 

 

 




Powered by Joomla!®. Valid XHTML and CSS.