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L’Italia ricorda le foibe e gli esuli istriani e dalmati
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INCIPIT L'inizio di ...

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij

(Russia 1821-1881)

Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima! ...

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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Il 10 febbraio in Italia si celebra il Giorno del Ricordo, una ricorrenza distinta dalla memoria dell’Olocausto per rievocare la tragedia delle foibe. Una barbarie basata su un disegno annessionistico slavo che assunse i sinistri connotati di una pulizia etnica. La legge 92/2004 stabilisce: «La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici ...

eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. E’ altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero».

Le foibe (dal latino fovea, fossa) sono le cavità carsiche di origine naturale in cui furono gettati, anche vivi, molti italiani durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. L’eccidio fu compiuto dai partigiani jugoslavi comunisti, che eliminarono molti istriani e dalmati di origine italiana non solo nelle foibe. Fu una spietata risposta alla politica fascista di assimilazione forzata degli slavi dei territori di confine, sull’eco del discorso del Duce che sosteneva: «Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. [...] I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e la Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500mila slavi barbari a 50mila italiani» (Discorso a Pola del 24 settembre 1920).

Una prima violenta reazione alla snazionalizzazione slava e alla italianizzazione forzata si ebbe dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la dissoluzione dell’esercito italiano e l’occupazione nazista nelle zone interne dell’Istria: vennero arrestati, uccisi, gettati nelle foibe o fatti sparire centinaia e centinaia di italiani. Tra la fine della guerra e il 1947 oltre 10mila italiani furono torturati, uccisi e gettati nelle foibe dell’Istria, vittime dell’odio politico-ideologico e della pulizia etnica decisa dal maresciallo Tito.

Il 10 febbraio 1947 fu ratificato il Trattato di Pace: l’Istria e la Dalmazia furono cedute alla Jugoslavia e 350mila italiani di quelle terre, privati di ogni loro bene, fuggirono dal terrore e divennero esuli. La questione di Trieste, prima dichiarata “territorio libero”, fu risolta solo nel 1954 con il ritorno della città giuliana all’Italia, ma con l'assegnazione all'ex Jugoslavia dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, territori tradizionalmente italiani. 

Sulla tragedia delle foibe e dei profughi istriani e dalmati per oltre mezzo secolo è sceso un inquietante silenzio, squarciato solamente negli ultimi anni dopo l’istituzione del Giorno del Ricordo.  Alla tragedia dei confini orientali il cantautore Simone Cristicchi ha dedicato un coinvolgente spettacolo, Magazzino 18, rievocando il capannone 18 del porto vecchio di Trieste, dove gli italiani in fuga hanno lasciato le loro povere cose, ora sepolte dalla polvere del tempo e, purtroppo, anche della memoria. (Felice d’Adamo)

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EXPLICIT La fine di ...

Viaggio al termine della notte

di Louis-Ferdinand Céline

(Francia 1894-1961)

… Glielo ha impedito, lui, di farla, la sua danza del Fuoco e l’ha sgridato. L’abbiamo rintracciato Mandamour in fondo al tavolo. Lui è crollato là, finalmente, bello tranquillo, tra enormi sospiri e gli odori. Ho dormito.

Lontano, il rimorchiatore ha fischiato; il suo richiamo ha passato il ponte, lontano, più lontano… Chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte. E la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto di portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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