Dieci anni, una lunga storia e una iniziativa tra memoria e futuro. È il progetto della Prefettura di Nagasaki in Giappone, che ha inviato una delegazione per incontrare i rappresentanti dell’Associazione Amici di San Giacomo di Compostella. L’obiettivo è di sviluppare un itinerario di pellegrinaggio ispirato ai modelli europei, che si terrà nel 2028, in occasione del decimo anniversario del sito “Cristiani nascosti della regione di Nagasaki e Amakusa”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Per preparare questo evento due funzionari della Prefettura di Nagasaki sono stati a Roma, in Vaticano, e saranno a Saint-Jean-Pied-de-Port e a Santiago. Con questi incontri la missione …
giapponese intende studiare le modalità di gestione, l’accoglienza e le competenze organizzative legate ai cammini di pellegrinaggio riconosciuti dall’UNESCO.
Una piccola comunità, un passato di fede, paura e forza nel segno della speranza. Questa, in sintesi, la vicenda dei Cristiani Nascosti (“Kakure Kirishitan”)del Giappone. E il pellegrinaggio del 2028 lo rievocherà e renderà più viva la loro dura testimonianza.
Nel XVI secolo il cristianesimo venne introdotto in Giappone da Francesco Saverio. Conobbe subito una diffusione spettacolare, soprattutto nell'area di Nagasaki. Poi, a partire dall'inizio del XVII secolo, il cristianesimo venne proibito. Per oltre 250 anni, decine di migliaia di fedeli continuarono a praticare la loro fede in segreto. Divennero i Kakure Kirishitan ("cristiani nascosti"), trasmettendo preghiere, riti e tradizioni di generazione in generazione fino alla riapertura del Giappone nel XIX secolo.
Nel 1865 si verificò un episodio celebre nella Cattedrale di Ōura: un gruppo di abitanti di un villaggio rivelò discretamente al missionario francese Bernard Petitjean di aver conservato la fede in segreto per oltre due secoli. Questa "scoperta dei cristiani nascosti" è uno degli episodi più commoventi della storia del cristianesimo.
Nella prefettura di Nagasaki ci sono due siti UNESCO, entrambi Patrimonio Mondiale culturale. Ci sono inoltre alcuni luoghi simbolo della città che, pur non essendo autonomamente iscritti, fanno parte di questi “Hidden Christian Sites in the Nagasaki Region”. Sono stati iscritti nel Patrimonio UNESCO nel 2018 e comprendono 12 luoghi distribuiti tra le prefetture di Nagasaki e Kumamoto. Tra i siti più noti ci sono la Cattedrale di Ōura, i resti del Castello di Hara e diversi villaggi e chiese sulle isole Goto.
Oggi in Europa ci sono pellegrini che conoscono o hanno fatto il Cammino giapponese degli 88 Templi di Shikoku. In questo pellegrinaggio buddista, c’è un tempio, il 53 Enmyo-mi, in cui si trova una piccola statua dedicata a Kannon/Maria. È una chiara testimonianza della fede dei Cristiani Nascosti, che per sottrarsi alle persecuzioni veneravano e pregavano la Vergine Maria con la statua ha le sembianze di Kannon, la “bodhisattva” della compassione che nel Buddhismo giapponese è una delle figure religiose più amate e venerate.
Il legame tra Kannon e la Vergine Maria non è dottrinale, ma storico, simbolico e, in alcuni casi, molto profondo. Entrambe sono percepite come figure di compassione, misericordia e protezione. Per il loro aspetto dolce e materno potevano passare per immagini buddhiste ma erano venerate come rappresentazioni della Madonna. E questo legame torna vivo oggi con l’iniziativa della Prefettura di Nagasaki e il progetto di un pellegrinaggio sulle tracce dei Cristiani Nascosti. (Felice d’Adamo)







































