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Generazione Erasmus

L’Europa è nata dai pellegrinaggi medioevali, secondo il poeta tedesco Goethe, ma oggi vive e si sviluppa grazie a scelte lungimiranti che riassumono i valori di una lunghissima tradizione. I giovani della Generazione Erasmus, che viaggiano e studiano in paesi diversi, sono un valore per l'Europa, come le … - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 22 gennaio 1506: arriva a Roma il primo contingente di Guardie Svizzere che si occuperanno della sicurezza del papa.

* 22 gennaio 1944: inizio dell'Operazione Shingle durante la Seconda guerra mondiale per lo sbarco ad Anzio.

INCIPIT L'inizio di ...

L’uomo che allevava i gatti

di Mo' Yan

(Cina 1955-*)

Un fascio di luce dorata lo inondò, mentre si toglieva il fucile dalla spalla con la mano destra priva di indice. Il sole al tramonto scendeva velocissimo, descrivendo un arco perfetto, e nei campi riecheggiava frammentario un suono simile al riflusso della marea, accompagnato da un respiro triste, a tratti intenso, a tratti debole. Facendo grande attenzione appoggiò il fucile sul terreno coperto di chiazze di muschio della dimensione di monete di rame. Nel deporre l’arma, osservò la terra umida e un immensa tristezza gli serrò il sudore...

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Barriere e ponti animano il dibattito culturale e politico dei nostri giorni, fra aperture sconfinate fino all’utopia e divisioni che si estendono fino al razzismo. Il senso del limite, della barriera, del confine è stato scandagliato da molti scrittori e filosofi e segna anche la quotidianità della vita. Lo scrittore triestino Claudio Magris - nella Prefazione di L'infinito viaggiare, un testo proposto anche ai candidati agli Esami di Stato - offre riflessioni e suggestioni di grande attualità e di palpitante ...

umanità, nel segno del viaggio.

«Non c'è viaggio senza che si attraversino frontiere - politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle - in quanto definiscono una realtà, un'individualità, le danno forme, salvandola così dall'indistinto - ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte. Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall'altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall'altra parte». 

Oltre generiche aperture e impietose barriere, Claudio Magris affronta sovente il tema della frontiera che «diviene, in alcune opere letterarie, un modo di vivere e sentire, una struttura psicologica e poetica. La frontiera è una striscia che divide e collega, un taglio aspro come una ferita che stenta a rimarginarsi, una zona di nessuno, un territorio misto, i cui abitanti sentono spesso di non appartenere veramente ad alcuna patria ben definita».

«Alle genti di una riva - osserva lo scrittore che ha dedicato molte pagine alla Mitteleuropa - quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull'altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all'altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo».

«La letteratura - spiega Magris in Utopia e disincanto - insegna a varcare i limiti, ma consiste nel tracciare i limiti, senza i quali non può esistere nemmeno la tensione a superarli». «Io penso - aggiunge lo scrittore triestino - che le frontiere vadano superate, ma anche mantenute assieme alla propria identità. Un modo corretto di viverle è sentirsi anche dall'altra parte. Ognuno, come in un mistero medievale, è l’Altro». (Felice d'Adamo)

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Dall’altra parte

di Claudio Magris

 

La frontiera è duplice, ambigua; talora è un ponte
per incontrare l’altro,
talora una barriera per respingerlo.

Spesso è l’ossessione
di situare qualcuno o qualcosa dall’altra parte;
la letteratura, fra le altre cose,
è pure un viaggio
alla ricerca di sfatare
questo mito dell’altra parte,
per comprendere che ognuno
si trova ora di qua ora di là -
che ognuno,
come in un mistero medievale,
è l’Altro.

 

Tra vigile e vigilia

Nel viaggio tra le parole italiane alla ricerca del senso perduto oggi ho scelto di partire da una pagina del vocabolario di latino, in cui si trovano le parole legate al verbo vìgeo/vigère. Si tratta di un verbo intransitivo, cioè tale che, per completare il suo significato, non richiede nessun elemento lessicale aggiuntivo ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Gli Stati che aderiscono al presente Trattato riaffermano la loro fede negli scopi e nei principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si dicono determinati a salvaguardare la libertà dei loro popoli, il loro comune retaggio e la loro civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sulla preminenza del diritto». (Preambolo al Trattato della NATO, firmato a Washington il 4 aprile 1949)

EXPLICIT La fine di ...

Dei delitti e delle pene

di Cesare Beccaria

(Milano 1738-1794)

… Da quanto si è veduto finora può cavarsi un teorema generale molto utile, ma poco conforme all'uso, legislatore il più ordinario delle nazioni, cioè: perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi.

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Test 2 Letteratura ‘900

 

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