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«Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, chiedi cosa puoi fare tu per il tuo Paese». A tanti anni dalla tragedia di Dallas, le parole del presidente americano John Fitzgerald Kennedy costituiscono ancora un messaggio vivo per chi è convinto che il bene comune deve essere costruito da tutti, giorno dopo giorno. Era il 22 novembre 1963 quando tre colpi di arma da fuoco freddarono l’uomo che ha dato grandi sogni all’America e messaggi forti all’umanità. «Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, chiedi cosa ...

puoi fare tu per il tuo Paese». Le parole di Kennedy sono una risposta a chi chiede sempre che siano gli altri a risolvere i propri problemi, ai quotidiani lamenti sulle cose che non vanno, a chi denuncia i mali della società senza mettersi in gioco. La storica espressione del presidente statunitense è legata a un forte richiamo ai valori nazionali condivisi, piuttosto che a quelli di partito. Un monito anche per la nostra classe politica, per tanti protagonisti della scena pubblica che seminano nel vento solo sterili parole.

Tanti anni dopo le parole di Kennedy sono ancora di grande attualità e vorremmo sentirne l’eco nei discorsi e nelle scelte dei nostri politici. «E' sicuramente tempo di mutar rotta - ha detto lanciando la “nuova frontiera” - è  tempo di destarsi, di stare all'erta, di mostrar vigore, di non rimasticare più le stesse frasi fatte, di non pestare più le stesse tracce… Temo che noi corriamo il pericolo di perdere la nostra interiore saldezza. Noi stiamo perdendo quello spirito di iniziativa e di indipendenza che fu dei padri pellegrini e dei pionieri, quell'antica devozione spartana al dovere, all'onore, alla patria».

Nell’era dell’informatica Kennedy ha ricordato che «l'uomo è ancora il più straordinario dei computer» e che «pochi avranno la grandezza per raggiungere la storia, ma ciascuno di noi può agire per cambiare qualcosa nel mondo, e nell'insieme di tutte queste gesta sarà scritta la storia di questa generazione».

«Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, chiedi cosa puoi fare tu per il tuo Paese». Gli storici hanno scoperto che questa espressione Kennedy l’ha appresa sui banchi di scuola al college di Chroate Rosemary Hall, nel Connecticut, dove il preside in un incontro si è rivolto agli studenti con queste parole: «La gioventù che ama la sua scuola non deve chiedersi cosa lei può fare per me, ma cosa io posso fare per lei».

Il presidente assassinato a Dallas è rimasto nel cuore non solo degli americani e il suo messaggio sulla nuova frontiera dell'umanità è ancora straordinariamente attuale. Al Cimitero Nazionale di Arlington, dove è sepolto, sfilano ogni giorno numerosi visitatori commossi, ma forse il miglior modo di ricordare Kennedy è rileggere i suoi messaggi, rivolti a una comunità che sognava come «una sola nazione, un solo popolo, ognuno con un suo sogno personale da realizzare». (Felice d'Adamo)

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