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Volti del Made in Italy

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Una  nuova storia dell’Italia migliore, che non urla, non litiga, ma costruisce. Ce la racconta Oscar Farinetti, considerato oggi uno dei più grandi imprenditori italiani, un visionario trascinatore che è riuscito a diffondere e valorizzare nel mondo il made in Italy del cibo e del vino. Nel suo nuovo libro Storie di Coraggio. 12 incontri con i grandi italiani del vino, Farinetti ci accompagna alla scoperta di dodici tra i più blasonati ed ammirati produttori vinicoli dei nostri tempi. Un viaggio dal Nord al Sud della penisola per raccontare le storie di donne e uomini coraggiosi che sono stati i pionieri del vino italiano, tutti accomunati da un modello di agricoltura sostenibile, rispettoso dell’ambiente ed eticamente corretto.

I produttori che Farinetti ha incontrato con Simona Milvo e Shigeru Hayashi, gran conoscitore di vini italiani e presidente di Eataly Japan, sono molto diversi tra loro, ma tutti hanno una grande passione per quel che fanno e l’orgoglio ...

di contribuire a far rinascere il nostro Paese. Alcuni lo hanno accolto nella vigna, altri in storiche ville, tutti con un forte coinvolgimento e la testimonianza di una grande coraggio.

«Il coraggio - spiega Farinetti in Storie di coraggio - non è soltanto superamento delle paure, forza d'animo, determinazione nell'agire: per come lo vedo io, se non è accompagnato da capacità di analisi, studio attento dello scenario, tenacia e predisposizione al dubbio, non è coraggio. Non c'è coraggio senza rispetto, cioè senso civico, volontà di vivere in armonia con la natura e con le persone. Non c'è coraggio senza senso di responsabilità: fare e rispondere di ciò che si fa. Una comunità di persone che non si prendono le proprie responsabilità è destinata al fallimento. Non c'è coraggio senza amicizia: insieme ai veri amici è più facile diventare coraggiosi per affrontare un progetto. Non c'è coraggio senza bontà: essere buoni significa essere giusti. (...) Non c'è coraggio senza matematica: conoscere i numeri è fondamentale perché sono l'indicatore più preciso in assoluto dello stato delle cose. Non c'è coraggio senza il mix equilibrato di onestà e furbizia, che devono sempre convivere. Non c'è coraggio senza orgoglio: per ciò che si rappresenta, per la terra, la fabbrica, il proprio lavoro, anche fosse il più umile, la famiglia, la Nazione, la storia. (...) Nelle esperienze che vi raccontiamo non aspettatevi gesti eclatanti e clamorosi. C'è leggerezza e armonia nei vignaioli che ho intervistato. C'è famiglia, c'è impegno, c'è futuro, ma anche passato, c'è l'amore, c'è l'Italia, il mondo, c'è la politica, c'è la speranza. Ma c'è soprattutto tanto coraggio». (F.d'A.)

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Cara italia, ...

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