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Samantha Cristoforetti, la prima italiana a volare nello spazio, per 200 giorni ha lavorato nella Stazione Spaziale Internazionale, raggiunta con la navicella Soyuz. Originaria di Malè in Val di Sole nel Trentino, Samantha da bambina sognava di fare l’astronauta e poi lo ha fatto davvero, a testimonianza che i sogni sono importanti non solo per fantasticare. A 37 anni e con una laurea in ingegneria meccanica conseguita all’Università tecnica di Monaco di Baviera l'astronauta italiana ha stabilito anche il record di permanenza nello spazio di una donna. Nei suoi quasi sette mesi in orbita si è occupata soprattutto di studiare il comportamento dell’organismo umano in assenza di gravità.

L'avventura di Samantha era iniziata nel 2014. Accolta nello spazio dal comandante Barry Wilmore della Nasa e dai cosmonauti Yelena Serova e Alexander ...

Samokutyaev della Roscosmos, ha svolto delicati compiti per la missione Futura dell'Agenzia Spaziale Italiana, nell'ambito della grande avventura scientifica nello spazio dell'Agenzia Spaziale Europea.

La partenza per lo spazio è avvenuta dalla base di Baikonur in Kazakistan e nel Kazakistan è atterrata dopo il lungo soggiorno nello spazio. Con Samantha Cristoforetti erano partiti a bordo della navicella russa anche il cosmonauta Anton Shkaplerov e l’astronauta Terry Virts per una missione scientifica di enorme importanza. Il grandioso progetto con l’Italia coinvolge Stati Uniti, Europa, Russia, Giappone e Canada. Nella missione spaziale Samantha ha operato in qualità di flight engineer e membro dell’equipaggio della spedizione ISS 42/43. Come ingegnere di bordo, era a conoscenza di ogni segreto della navicella russa per poterla riparare in caso di avaria. E' stata lei a guidare il ritorno a terra con la Soyuz, avvenuto con comandi automatici, ma in caso di guasti ai sistemi di guida l’atterraggio sarebbe avvenuto manualmente.

Con la preparazione di base Samantha ha acquisito competenze specifiche per la passeggiata esplorativa nello spazio. A bordo ha compiuto oltre 200 esperimenti, dieci dei quali esclusivamente dell'Agenzia Spaziale Italiana. Data l’internazionalità della missione, la Cristoforetti si è preparata al centro astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea di Colonia, ma soprattutto presso la Nasa a Houston nel Texas e nella “Città delle stelle” nei pressi di Mosca. Nella missione spaziale la prima astronauta del Bel Paese è intervenuta per l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che ha acquisito il diritto di volo per la Stazione Spaziale Internazionale con l’impegno a sviluppare moduli pressurizzati per il rifornimento logistico della ISS e un modulo abitativo permanentemente attaccato alla Stazione Spaziale Internazionale.

Da ragazzina la sua formazione è avvenuta al liceo scientifico di Trento con un anno di studi negli Stati Uniti; poi ha frequentato l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e, dopo la laurea, la Scuola Nazionale di Aeronautica e dello Spazio di Tolosa e l'Università Mendeleev a Mosca; da  pilota militare, si è addestrata alla Sheppard Air Force in Texas. Samantha è capitano dell’Aeronautica Militare e prima dell’impegno attuale sfrecciava sui caccia Amx del 51esimo Stormo di base a Istrana, vicino a Treviso. E’ entrata nel Corpo degli astronauti dell’ESA nel 2009, nella selezione in cui è stato scelto anche Luca Parmitano, e ha vissuto la lunga esperienza nello spazio dal 23 novembre 2014 al 12 giugno successivo.

L’avventura spaziale italiana è iniziata nel 1992 con il volo di Franco Malerba che con lo shuttle Atlantis ha accompagnato nello spazio il satellite Tethered. Samantha Cristoforetti è il settimo astronauta italiano e la terza donna europea a volare nello spazio, dopo la britannica Helen Sharman e la francese Claudie André-Deshays. Ora è già attiva nel grandioso progetto della Stazione Spaziale Internazionale, che ha come collaboratori principali la Nasa e l'Agenzia Interspaziale Russa, ma vede anche la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana, con contributi minori di canadesi e giapponesi. Una collaborazione internazionale che, oltre a far avanzare l’uomo nello spazio, propone un modello di collaborazione senza frontiere per costruire il futuro dell’umanità. (Felice d’Adamo)

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