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Ha radici italiane il Premio Nobel per la Letteratura 2014. L’Accademia Reale Svedese ha assegnato il più prestigioso riconoscimento mondiale in campo letterario allo scrittore francese Patrick Modiano, un simbolo dell’Europa con papà di origini toscane e mamma belga. Allievo di Raymond Queneau al liceo “Henri IV” di Parigi e autore di una trentina di romanzi e di numerosi racconti in cui si avverte l’eco di Proust e Céline, Modiano ha già ottenuto il più importante premio letterario francese, il Goncourt, ma ha accolto con stupore l’inattesa ribalta internazionale. Del resto il suo nome non era tra quelli ritenuti più probabili alla vigilia della proclamazione ufficiale del Premio Nobel per la Letteratura.

Nella motivazione degli accademici di Stoccolma si evidenzia «l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e scoperto il mondo ...

dell’Occupazione». Molti riferimenti delle opere di Modiano riportano all’occupazione tedesca della Francia, ai collaborazionisti della Repubblica di Vichy del generale Pétain, alla Parigi della seconda guerra mondiale. Modiano si è anche occupato di cinema e ha scritto sceneggiature per registi quali Louis Malle e Patrice Leconte; ha comporto anche testi di canzoni per Françoise Hardy.

Nato nel 1945 a Boulogne-Billaincourt “da un ebreo e da una attricetta fiamminga che si erano conosciuti durante l’Occupazione”, come racconterà egli stesso in Pedigree, Modiano rievoca il padre con accenti inquietanti, come collaborazionista con i nazisti e dedito ad affari loschi con il mercato nero. A 22 anni pubblica il suo primo romanzo, La place de l’Etoile; undici anni dopo, con Rue des boutiques oscure, ambientato in Italia,  ottiene il Premio Goncourt. Fra i romanzi di maggior successo Dora Bruder, Un pedigree, Sconosciute, L’orizzonte, Nel caffè della gioventù perduta. Le opere sono animate da personaggi fragili e misteriosi, che si aggirano fra i fantasmi del passato, alla ricerca del tempo perduto nel filone di Proust, in un labirinto che si perde fra lesottigliezze della memoria e la complessità dell'identità, in una dimensione esistenziale che coniuga vita e sogno, in balia di un destino che sembra imboccato per distrazione. «E’ uno scrittore che ha dimostrato nei suoi temi e nella sua scrittura un coraggio inaudito  - commenta il Nobel italiano Dario Fo - perché ha trattato anche cose amare, disperate e soprattutto molte volte non esaltanti. I suoi temi rappresentano il coraggio di andare contro la facile elencazione dei fatti andando in profondità». (F.d'A.)

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