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Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 7 gennaio 1313: Cangrande I della Scala sconfigge i padovani a Camisano Vicentino (Vicenza).

* 7 gennaio 1797: a Reggio Emilia nasce la Bandiera Italiana.

* 7 gennaio 1935: Benito Mussolini e il ministro degli esteri francese Pierre Laval firmano l'Accordo franco-italiano.

INCIPIT L'inizio di ...

Cristo si è fermato a Eboli

di Carlo Levi

(Torino 1902-1975)

Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia. Spinto qua e là alla ventura, non ho potuto finora mantenere la promessa fatta, lasciandoli, ai miei contadini, di tornare fra loro, e non so davvero se e quando potrò mai mantenerla. Ma, chiuso in una stanza, e in un mondo chiuso, mi è grato riandare con la memoria a quell’altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente; a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà, su un suolo arido, nella presenza della morte …

Ignoranti crescono

«È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in ... - LEGGI TUTTO

Grandi eventi

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Un filo rosso lega il Viaggio in Italia di Roberto Napoletano allo storico itinerario di Guido Piovene nell’ormai lontano 1957. «Mentre percorrevo l'Italia, e scrivevo dopo ogni tappa quello che avevo appena visto, la situazione mi cambiava in parte alle spalle. Si risolvevano questioni lasciate in sospeso, e questioni diverse spuntavano al loro posto». Così scriveva lo scrittore vicentino, nel più grande reportage ...

sull'Italia mai realizzato.

Era l'Italia del boom economico, che portava le cicatrici della guerra ma cambiava ogni giorno. Oltre cinquant'anni dopo il viaggio di Piovene, Roberto Napoletano attraversa la penisola da Trento a Pantelleria, restituendoci i luoghi e le emozioni, le voci e il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende. La dignitosa tristezza di Torino, la "sofferenza" della gaudente Parma, la milanesità ferita da scandali vecchi e nuovi, il sogno svanito di una Roma diversa, un Sud "di dentro" dove case e terreni "non formano più una frase". Ma anche i ragazzi di Merate e di Saluzzo pronti a "sporcarsi le mani" con la politica e l'impegno civile, la speranza di Reggio Calabria che non può essere commissariata, l'orgoglio di un'imprenditoria manifatturiera che sopporta il peso dei fardelli italiani, non rinuncia a fare innovazione e conquista mercati nel mondo, i ragazzi di Ragusa che "salgono" a Milano per studiare al Politecnico e costruire un pezzo di futuro. Un viaggio tra le nuove macerie e le speranze di ricostruzione, che non si concede ottimismi di maniera, perché solo il coraggio della verità ci può far cambiare e ripartire.

«Caro direttore - si legge in una delle significative pagine del Viaggio in Italia di Napoletano - ti scrivo da Reggio Calabria, città in cui ultimamente sembra commissariata anche la speranza. Spesso si parla di giovani cervelli in fuga ma a preoccupare maggiormente dovrebbero essere quelli rimasti e, come direbbe Vito Teti, etnologo calabrese autore di Maledetto Sud, malati di melanconia, costellazione di emozioni e comportamenti luttuosi, di apatia, ozio, incompiutezze. Riferendosi ai miei concittadini, Nicola Giunta, poeta vernacolare reggino, s’indignava: “Chistu è ’u paisi i “scindi e falla tu”! Ecco, se attendiamo che gli altri “scendano” a risolvere i problemi (soprattutto quando sono gli stessi che li hanno creati) continueremo a lagnarci inutilmente. Un giorno chiesi, provocatoriamente, a un lucidissimo Antonio Ghirelli, che teneva una relazione sull’esperienza di governo della Prima Repubblica, se in Italia noi, gli amministrati, fossimo davvero (come pensiamo) migliori dei nostri amministratori; mi rispose che avevo capito molto, ma avrei dovuto provare ad amministrare io. Avevo 25 anni, ho fatto tanto, ma non ho ancora (come tanti) provato. Siamo ancora in tempo?» Mario Musolino, venerdì 3 gennaio 2014, ore 23,24. L’autore di questa lettera è un lettore della «Domenica del Sole», ma prima ancora è un amico. Lui e Peppe Casile, sono i principali animatori del Rhegium Julii, uno dei più antichi premi di saggistica, narrativa e (molto) altro della Calabria, dimostrazione evidente che si può fare seriamente cultura anche in una terra così martoriata. Ho già raccontato che il primo incontro avvenne sulla pista dell’aeroporto di Reggio Calabria, dove arrivammo insieme, da Milano, io e l’indimenticato Peppo Pontiggia, poco meno di quindici anni fa, per ritirare il premio in due categorie differenti. Ricordo la scena di questo ragazzo longilineo e occhialuto che non smette mai di fare domande e spazia dall’economia ai classici della letteratura in un gioco di rimandi e battute mai banale con il saggio Peppe Casile che potrebbe essergli padre ma lo ascolta con la “devozione” e l’affetto che si riservano di solito a un fratello maggiore. Ricordo Mario che mi accompagna al liceo scientifico Alessandro Volta, una bella scuola moderna, in un’aula gremita di giovani che vogliono parlare di economia e citano come se fosse la cosa più normale del mondo questo o quello che hanno letto sulla stampa internazionale. Ricordo lo sguardo incupito di Mario mentre mi indica una scritta su un muro di Reggio Calabria (“chisti simu”), mi parla di un duo comico reggino che spopola nella tv locale, ma soprattutto mi fa capire che dietro “chisti simu”, questi siamo sottinteso questi resteremo, c’è racchiuso tutto il fatalismo di un popolo che sembra volersi arrendere prima ancora di combattere. Forza Mario, sono passati gli anni giusti, mettiti alla prova, la Calabria ha bisogno di persone come te che decidono di sporcarsi le mani e di non rinunciare a “combattere”, persone con l’umiltà e la determinazione che solo la passione civile e la discontinuità da certi ambienti possono assicurare. L’esatto contrario del fatalismo (rassegnato) di “chisti simu” è quello di cui oggi più che mai hanno bisogno la Calabria e l’Italia. Sono certo che Mario e i tantissimi Mario di cui è popolata la terra più isolata del Paese non consentiranno a nessuno di continuare a “commissariare” la speranza».

Nato a La Spezia nel 1961, Roberto Napoletano è direttore del “Sole 24 Ore” dal marzo 2011. Dal 2006 al 2011 è stato direttore del Messaggero. È autore dei best seller dell’economia Padroni d’Italia (2004) e Fardelli d’Italia (2005). Tra le altre opere possiamo ricordare Se il Sud potesse parlare, Mezzogiorno risorsa nascosta, Fatti per vincere.

 

ROBERTO NAPOLETANO

Viaggio in Italia. I luoghi, le emozioni, il coraggio di in Paese che soffre ma non si arrende

Rizzoli editore, Milano

Pagine: 234

Prezzo: 17 euro

"Italia Italy" post

«Coltivo una rosa bianca, / in luglio come in gennaio, / per l’amico sincero / che mi porge la sua mano franca. / E per il crudele che mi strappa / il cuore con cui vivo, / né il cardo né ortica coltivo: / coltivo la rosa bianca». (José Martì, scrittore e politico cubano, L’Avana 1853-1895)

EXPLICIT La fine di ...

I racconti di Sebastopoli

di Lev Nikolaevič Tolstòj

(Russia 1828-1910)

… A chi nuota vicino a riva si può benissimo dire: “Tienti a quella sporgenza, a quel promontorio, a quella torre” e così via.

Ma viene il momento in cui il nuotatore si è allontanato dalla riva, e devono e possono servirgli da guida soltanto le stelle, e la bussola che indica la direzione.

E a noi sono state date sia le une che l’altra.

A Praga con Carlo IV

Forti legami hanno unito Carlo IV (1316–1378), re boemo e imperatore del Sacro Romano Impero, all’Italia. Il sovrano, tra le figure più importanti della storia europea, è sinonimo indiscusso di Repubblica Ceca, ma la mente dei più informati corre anche al nostro paese. Proprio all’imperatore che fece la storia ... - LEGGI TUTTO

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