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Dal 15 giugno nessun costo aggiuntivo per le telefonate internazionali fra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Parte il cosiddetto Roam Like At Home (RLAH), fortemente voluto dall’Europa che ha imposto il nuovo sistema a tutti gli operatori telefonici, non certo favorevoli a questo importante cambiamento. Ogni utente conserva il proprio piano tariffario per i servizi voce, sms e dati, senza più gli ulteriori costi del roaming. L’Unione Europea diventa così uno spazio telefonico unico, dove ogni cittadino può chiamare e ricevere chiamate al cellulare senza costi aggiuntivi sul proprio piano tariffario, si trovi a Stoccolma, a Parigi o a Budapest.

Il mercato unico telefonico comprende gli attuali 28 Paesi dell’Unione, ma da fine mese si assoceranno anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia che fanno parte della ...

European Economic Area. Esclusi San Marino, la Svizzera, le Isole Faroe e l’Isola di Man che non fanno parte dell’UE, ma anche in territori lontani come Isole Azzorre, Réunion e Guadalupa che dipendono da Paesi europei si può telefonare “come a casa”.

La riduzione dei costi vale anche per navigare in Internet, con il solo rischio che chi ha tariffe particolarmente basse potrebbe vedersi ridurre la quantità di dati utilizzabili all’estero. Al massimo si pagheranno 77 centesimi di euro per megabyte, costi che scenderanno a 25 centesimo per megabyte entro il 2022.

La fine del roaming rientra nell’obiettivo europeo di abbattimento delle barriere alla libera circolazione delle informazioni on-line. Entro fine anno sparirà anche il geoblocking, che ora impedisce di guardare o ascoltare contenuti in streaming, ad esempio su Netflix o Spotify, quando siamo all’estero o di fare acquisti on-line su Amazon sulla versione tedesca o francese.

Se un cittadino europeo ritiene che il suo operatore non abbia rispettato il suo diritto al roaming a tariffa nazionale e gli abbia addebitato dei servizi in roaming mentre viaggiava all'interno dell'Unione Europea, può contattarlo e avvalersi della procedura di reclamo esistente per contestare i costi aggiuntivi. Se non è soddisfatto della sua risposta, può rivolgersi alle autorità nazionali di regolamentazione competenti (di solito l'ente nazionale di regolamentazione delle telecomunicazioni), che si occuperanno di dirimere la questione.

Per ulteriori chiarimenti la Commissione Europea ha preparato un documento con domande e risposte per chiarire i dubbi più frequenti: clicca QUI.

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