«The others» con 14 artisti alla Galleria Marelia

Inaugurata il 14 settembre la mostra The Other, organizzata a Bergamo dalla Galleria Marelia per celebrare i dieci anni di attività. L'esposizione, che potrà essere visitata fino al 20 dicembre, riunisce 14 artisti figurativi che hanno collaborato con la galleria in questi dieci anni e le cui espressioni spaziano dall’estetica classica alla sperimentazione. I lavori per la mostra The Others sono stati selezionati senza la volontà di seguire un preciso filo conduttore ma alla fine la scelta si è orientata spontaneamente verso il tema del rapporto uomo/ambiente. Espongono Ludovico Bomben (Pordenone, 1982), Giovanni Bonaldi (Serina, 1965), Raffaello Canu (Milano, 1976), Carlo Cane (Valenza, 1951), Gianluca Chiodi (Brescia, 1966), Gianni Cuomo (Battipaglia, 1962), Antonio Del Donno (Benevento, 1927), Claudio Destito (Roma, 1959), Matteo Emery (Lugano, 1955), Luisa Rota Sperti (Lecco, 1942), Ilona Szalay (Beirut, 1975), Elena Tortia (Torino, 1987), Arianna Tinulla (Bergamo, 1982), Angela Viola (Palermo, 1981).

Nel marzo 2009, in un momento di crisi mondiale aperto con il fallimento della Lehman Brothers, nasceva a Bergamo la Galleria Marelia. In questi dieci anni di attività la galleria ha organizzato oltre cinquanta esposizioni tra collettive e personali di artisti italiani e stranieri e si è molto trasformata, non soltanto con il trasferimento degli spazi dalla via Guglielmo d’Alzano all’ex magazzino di tessuti in via Torretta, ma affiancando all’attività espositiva lo Spazio MAR dedicato a eventi culturali, corsi e laboratori a cui si aggiungono il servizio di curatele e consulenze per l’arte moderna e contemporanea e la costituzione dell’archivio d’artista di Reale Franco Frangi.

 

Premiate le eccellenze con Ci.Effe Consulting

Il Piccolo Eliseo, a Roma, ha ospitato la quarta edizione di Celebrate the excellence, il premio ideato da Ci.Effe Consulting che ha consegnato a quattro aziende virtuose e un professionista un assegno simbolico di 5 mila euro ciascuna in servizi di formazione.

Per la categoria beauty UALA, che ha saputo sognare con determinazione e cuore. I tre giovani fondatori sono infatti stati esemplari nel perseguire un progetto con rigore e lungimiranza, portando UALA in pochi anni a diventare la piattaforma leader per le prenotazioni di bellezza nel Sud Europa, e dimostrando che i desideri possono divenire realtà, se si condisce il tutto con fiducia e speranza.

Parlando di Fashion e Accessori, il riconoscimento è andato a Valigeria Roncato, che vanta una marcata identità del brand e un codice di fiducia applicato nei decenni a imprenditorialità e artigianalità tutte italiane. In grado di guardare lontano mantenendo saldo il vincolo con la tradizione, il marchio veneto non ha mai smesso di posizionare il consumatore al centro del suo operato e delle sue priorità. 

La coppa food va all’Accademia Niko Romito, scuola di cucina italiana professionale, dove i giovani talenti coltivano aspirazioni e desideri e si preparano al futuro con fiducia e dedizione.

Per la voce servizi, riflettori puntati su Moby e Tirrenia, compagnia del gruppo Onorato Armatori in mare da cinque generazioni per offrire ai viaggiatori di tutto il mondo avventure e relax, tenendo la guardia sempre alta in fatto di sicurezza e fiducia, entrambe parole chiave del vocabolario travel. 

Il palco del Piccolo Eliseo come trampolino di lancio anche per EDUCARE, associazione no profit figlia della grande famiglia CiEffe Consulting e impegnata a offrire formazione a bambini e ragazzi in età scolastica, per facilitare loro l'apprendimento e regalare la possibilità di imparare, giocando. 

A proposito di gioventù, un premio speciale è andato a Gianluca Falletta, creativo italiano specializzato in entertainment e amusement, concorrente nella stagione 2018-2019 di “Italia’s Got Talent”, nonché artefice di un immaginario, destinato soprattutto ai più piccoli, che ha saputo veicolare messaggi positivi volti a valorizzare curiosità, estro e fantasia. 

 

40 opere di Valeria Pasta Morelli alla Pinacoteca Züst

La Pinacoteca Züst di Mendrisio nel Canton Ticino ha ricevuto un’importante donazione di opere di una delle rare donne pittrici che il Ticino conti: Valeria Pasta Morelli (Mendrisio 1858 – Milano 1909). Rare e oltretutto spesso confinate nell’ambito domestico. Anche per questo motivo spesso dimenticate.

Valeria fu una delle poche ragazze a frequentare l’Accademia di Brera a Milano (vi è documentata dal 1880 al 1887) dove ha come maestri anche Sebastiano De Albertis e Bartolomeo Giuliano. Nella capitale lombarda raccolse premi e riconoscimenti, mentre in patria la “Gazzetta ticinese” la celebrava nel 1886 come “esimia giovane artista” ricordando un suo dipinto allegorico realizzato per il carnevale di Mendrisio. Il matrimonio con un alto funzionario dell’esercito chiuderà tuttavia le sue ambizioni, confinandola in un circuito familiare, l’unico ritenuto adatto a una donna della sua posizione: si dedicherà così principalmente alla ritrattistica e alla pittura di vasi in ceramica.

Valeria era figlia del noto Carlo Pasta, consigliere nazionale e promotore, tra le altre imprese, della ferrovia e dell’industria alberghiera sul Monte Generoso. Lo zio era invece Bernardino Pasta, un pittore appartenente alla cerchia degli Induno che godette di buona fama. Il lascito è particolarmente rilevante anche perché si conoscevano di lei pochissime opere. Ora, grazie alla donazione di 34 dipinti, anfore, album di studi, medaglie e diplomi ottenuti all’Accademia di Brera alla Pinacoteca Züst di Rancate, oggi quartiere di Mendrisio, città natale di Valeria, si costituirà così un suo fondo di opere che daranno il via a una serie di studi e approfondimenti sulla sua figura, inserendola nel suo interessante ambito familiare e culturale. Un ulteriore valore aggiunto è dato dal fatto che questo materiale si trovava in Italia, presso la nipote Valeria Morelli, della quale la pittrice era nonna paterna. La signora Morelli, ammirando il lavoro di indagine sul territorio svolto con coerenza negli anni dalla Pinacoteca Züst, ha deciso di destinarlo al nostro istituto

 

«Dal Museo al Museo» - Un ponte fra Italia e Polonia

Incontro con gli artisti italiani ispirati dalle poesie del grande poeta polacco Boleslaw Lesmian selezionati a partecipare alla V BIENNALE D’ARTE DI ZAMOSC dedicato a LESMIAN “Due mondi”, che si svolge fino a tutto settembre in Polonia presso Museo di Zamosc alla Galleria della Scultura Prof. M. Konieczny. La mostra è organizzata dall’Associazione “Renesans” di Zamosc (Zamojskie Towarzystwo “Renesans”) in collaborazione con Museo di Zamosc (Muzeum Zamojskie) e con il patrocino del Comune di Zamosc a cura  di Elzbieta Gnyp - artista pittrice e presidente dell’Associazione “Rensesans” di Zamosc.

La Biennale d’Arte di Zamosc, ispirata alle poesie di Boleslaw Lesmian, entra nelle tradizioni culturali della città Zamosc iscritta nel 1992 nell’elenco mondiale dell’UNESCO. La Biennale è una forma artistica ispirata alla promozione dell’opera letteraria di Boleslaw Lesmian – uno dei più grandi poeti del ventesimo secolo e cittadino di Zamosc negli anni 1922-35. L’intenzione  della Biennale è tenere viva la memoria delle poesie di Lesmian nella cultura polacca ma anche all’estero come fonte di ispirazione creativa. Il titolo di questo anno è “Due mondi” - si intende la dualità dei mondi che troviamo nelle poesie di Lesmian, quello reale e quello di fantasia, creato dal poeta.

La partecipazione alla mostra è solo ed esclusivamente su invito della curatrice della Biennale con artisti accuratamente selezionati e di alto livello. Questa è già la terza edizione con la partecipazione degli artisti italiani selezionati dall’artista grafica Joanna Brzescinska-Riccio polacca – italiana che fa da ponte che unisce i due mondi. Alla V Biennale d’Arte di Zamosc parteciperanno le pittrici Annamaria Maremmi e Maria Rita Vita, lo scultore Massimo Facheris oltre che Joanna Brzescinska-Riccio. Sarà in mostra anche l’opera dell’artista e poetessa scomparsa Marta Gierut.

AL MUG durante l’incontro sarà presente un’opera di ciascun artista che sarà presente a Zamosc in Polonia. La Biennale è patrocinata dal Museo Ugo Guidi – MUG di Forte dei Marmi, Associazione “Amici del Museo Ugo Guidi” onlus e Comitato Archivio artistico – documentario Gierut. All’incontro interverranno Vittorio Guidi - curatore del Museo Ugo Guidi, la scrittrice Marilena Cheli Tomei, l’artista grafica Joanna Brzescinska-Riccio, la pittrice Maria Rita Vita, la pittrice Annamaria Maremmi e lo scultore Massimo Facheris. Ospite speciale il critico d’arte Lodovico Gierut.

 

Il corpo e la sua percezione con «Nocturno» di Zucconi

La società odierna ha reso l’uomo una figura frammentata a livello psicologico, sessuale e culturale, una liquidità speculare alle sculture di Christian Zucconi. L’artista piacentino, dopo due anni di silenzio espositivo, prosegue nell’affrontare la tematica del corpo e della sua percezione riassemblando, scolpendo, rompendo, cucendo e scavando la pietra, dando maggiore risalto ai personaggi al latere della comunità. La sua ricerca poetica, infatti, si è mossa dapprima nell’ambito religioso e mitologico, attingendo dall’immaginario classico, orientandosi progressivamente verso una selezione visiva più moderna. L’approccio estetico si è così tradotto in plastiche figure che, ferite o amputate, rievocano il quotidiano logorio della mente umana. La scelta del rosso travertino persiano, lucidato con cera, è finalizzata a una resa più carnale dalle algide superfici delle statue, talvolta disposte scenograficamente nello spazio, assumendo una valenza quasi teatrale. Lo spettatore si ritroverà emozionalmente coinvolto in un percorso progettuale, che si snoda attraverso interpretazioni artistiche dall’aura sacrale (“Cena in Emmaus”- 2010) ad altre, più recenti, incentrate sulla dissacrante contemporaneità (“Amelia”- 2016) Una rappresentazione fisica e metaforica del lato oscuro dell’esistere e del pensare. Si ricordano le personali presso la Pinacoteca del Castello Visconteo di Legnano, il Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano, i Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza, il Museo dell’Opera del Duomo di Prato e il Cassero per la Scultura Italiana di Arezzo.