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L’Italia in una parola

Lo usiamo tutti, più volte al giorno. Lo conoscono in molti, anche all’estero. Il saluto «ciao» è un chiaro segno della nostra lingua ed è la parola italiana più nota all’estero dopo «pizza», talmente comune che a volte la si esprime senza parlare, solo con un gesto della mano.

«Ciao» è  … - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 29 novembre 1223: il papa Onorio III approva la Regola di San Francesco d'Assisi

* 30 novembre 1786: il Granducato di Toscana è il primo Stato ad abolire la pena di morte

INCIPIT L'inizio di ...

Jack Frusciante è uscito dal gruppo

di Enrico Brizzi

Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vota appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Il futuro dell’Italia e dell’Europa è strettamente legato ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo e ora in particolare con la Libia, dove si fronteggiano tre governi e decine di tribù e milizie armate. I flussi migratori non sono più un’emergenza, sono un fenomeno complesso da gestire con strategie lungimiranti e con un saggio equilibrio tra accoglienza, legalità e cooperazione. Occorre perciò più Italia, senza paure e discriminazioni, e occorre più Europa, con i suoi valori tradizionali e la capacità di costruire il futuro secondo i sogni e lo spirito dei padri fondatori.

Con questa ambizione l’Unione Europea può avere una maggiore e più ...

significativa presenza sullo scacchiere mediterraneo e contribuire alla riconciliazione delle diverse fazioni in Libia per giungere a elezioni democratiche e alla stabilizzazione economica con un forte sostegno alle istituzioni e alla ricostruzione. La stabilità della Libia è essenziale per la stabilità dell’Africa, del Mediterraneo e dell’Europa stessa. Il recente meeting di Palermo, con la partecipazione di Al Serraj e il generale Haftar e dei presidenti dei Parlamenti di Tripoli e Tobruk, ha aperto qualche spiraglio, ma ha evidenziato anche non poche divergenze, comprese quelle tra Italia e Francia.

Intanto, nel quadro del Fondo fiduciario europeo per l’Africa, sono già stati avviati sei diversi programmi di sostegno alla Libia, per un totale di 237 milioni di euro, che consentono di riabilitare scuole, ospedali, asili e caserme di polizia. Questi fondi servono anche per formare insegnanti e fornire servizi di base.

L’Unione Europea è pronta a fare maggiori investimenti, nel quadro del rifinanziamento del Trust Fund per l’Africa, approvato di recente dal Consiglio europeo. Ora è fondamentale che la Libia intraprenda, con decisione, un percorso che conduca alle elezioni: tappa essenziale per il futuro democratico del Paese.

La situazione in Libia è estremamente fragile e il Paese affronta numerose sfide per la stabilità politica, lo sviluppo economico e la sicurezza interna. Perciò per l’Unione Europea è fondamentale per garantire la stabilità politica interna, quale prerequisito fondamentale per migliorare la situazione economica e sociale. Su questa strada si intensifica l’impegno dell’Europa e l’Italia deve puntare a una maggiore collaborazione anche con la Francia per una politica condivisa sul futuro della Libia e della più vasta area mediterranea. (F.d’A.)

Ciak con tante storie

Sfumature della Repubblica Ceca dal grigio al rosa, tra storie del passato e storie d’amore. C’è una Repubblica Ceca immortale, catturata da pellicole cinematografiche intramontabili e sempre più spesso dai ciak più recenti. A volte al naturale, spesso rimaneggiati per essere spacciati per altri luoghi ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Le difficoltà piegano alcuni uomini, ma ne rafforzano altri. Non esiste ascia sufficientemente affilata da poter tagliare l’anima di un peccatore che continua a provare, animato solo di speranza, con la convinzione che alla fine riuscirà ad alzarsi». (Nelson Mandela, presidente del Sudafrica, 1918-2013)

EXPLICIT La fine di ...

Il potere e la gloria

di Graham Greene

«Se poteste lasciarmi entrare» disse l’uomo con uno strano sorriso sgomento; e abbassando d’un tratto la voce, disse al ragazzo: «Io sono un prete». «Voi?» esclamò il ragazzo. «Sì» egli fece dolcemente «Il mio nome è Padre…». Ma il ragazzo aveva già spalancato la porta, e prima che l’altro potesse darsi un nome, s’era già portata la sua mano alle labbra.

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Test 1 Storia del '900

 

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