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INCIPIT L'inizio di ...

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij

(Russia 1821-1881)

Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima! ...

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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Il mio paese è l’Italia è la settima delle nove poesie di Salvatore Quasimodo (Modica-Ragusa 1901 – Napoli 1968) composte fra il 1946 e il 1948 e pubblicate con il titolo La vita non è un sogno. Costituiscono la poesia civile e corale dell'autore siciliano, Premio Nobel per la letteratura 1959, che fa leva sull’etica, espressa tra sentimenti e risentimenti, sempre proposta in toni elevati e lirici. Il ...

componimento esprime il valore etico dell’amor di patria, dell’amore del popolo verso il proprio paese. Ma sottolinea anche l’importanza dei poeti, che non possono dimenticare gli orrori della seconda guerra mondiale anche perché ancora i ruderi e i reticolati superstiti testimoniano la tragedia.

 

 IL MIO PAESE E’ L’ITALIA

Più i giorni s'allontanano dispersi
e più ritornano nel cuore dei poeti.
Là i campi di Polonia, la piana di Kutno
con le colline di cadaveri che bruciano
in nuvole di nafta, là i reticolati
per la quarantena d'Israele,
il sangue tra i rifiuti, l'esantema torrido,
le catene di poveri già morti da gran tempo
e fulminati sulle fosse aperte dalle loro mani,
là Buchenwald, la mite selva di faggi,
i suoi forni maledetti; là Stalingrado,
e Minsk sugli acquitrini e la neve putrefatta.
I poeti non dimenticano. Oh la folla dei vili,
dei vinti, dei perdonati dalla misericordia!
Tutto si travolge, ma i morti non si vendono.
Il mio paese è l'Italia, o nemico più straniero,
e io canto il suo popolo, e anche il pianto
coperto dal rumore del suo mare,
il limpido lutto delle madri, canto la sua vita.

(da La vita non è sogno)

EXPLICIT La fine di ...

Viaggio al termine della notte

di Louis-Ferdinand Céline

(Francia 1894-1961)

… Glielo ha impedito, lui, di farla, la sua danza del Fuoco e l’ha sgridato. L’abbiamo rintracciato Mandamour in fondo al tavolo. Lui è crollato là, finalmente, bello tranquillo, tra enormi sospiri e gli odori. Ho dormito.

Lontano, il rimorchiatore ha fischiato; il suo richiamo ha passato il ponte, lontano, più lontano… Chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte. E la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto di portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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Test 3 Letteratura ‘900

 

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