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Intrighi e complotti

Era il primo maggio 1776, in quella che va sotto il nome di Notte di Valpurga o Notte delle Streghe, quando a Ingolstadt, bella città bavarese sulle rive del Danubio, Adam Weishaupt professore nell’ateneo cittadino, insieme ad un gruppo di suoi allievi, fondava l’Ordine dei Perfettibili, poi rinominato - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 27 ottobre 1848: sortita dal Forte di Marghera per liberare Mestre dagli Austriaci

* 28 ottobre 1922: Marcia su Roma che porta il Fascismo al potere

INCIPIT L'inizio di ...

I viaggi di Gulliver

di Jonathan Swift

Conviene che inizi questa narrazione soffermandomi brevemente a darvi qualche ragguaglio sulle mie origini e sulla mia giovinezza.

Mio padre era un piccolo possidente del Nottinghamshire ed io ero il terzo di cinque fratelli che gravavano non poco sulle ristrette finanze familiari; a quattordici anni, fui mandato in collegio a Cambridge e vi studiai per tre anni consecutivi senza dedicarmi ad altre attività…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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«Vi scrivo dall’Italia, scrivo quindi dal vostro futuro. Noi siamo dove ora voi sarete tra pochi giorni». Nella lettera che la sceneggiatrice Francesca Melandri scrive al mondo si racconta la vita dei confinati in casa a chi sta per sperimentarla. Tutto inizia quando Liberation le chiede di pubblicare un pezzo sul lockdown italiano, mentre la Francia sta per arrivarci. Le sue parole suscitano un’eco straordinaria, diventano virali sui social, vengono tradotte in molte lingue, sono riprese dall’inglese Guardian, dal tedesco Der Spiegel e poi da molti giornali in tutti i continenti. Francesca Melandri è ...

intervistata da mezzo mondo: CNN, BBC, Irish Radio, ORF, Times of India… La lettera dall’Italia è una sorta di ballata sull’umanità intera in affanno.

 

«Vi scrivo dall’Italia, scrivo quindi dal vostro futuro. Noi siamo ora dove voi in Francia sarete tra pochi giorni. I grafici dell’epidemia ci mostrano allacciati in una danza parallela in cui noi siamo qualche passo avanti a voi nella linea del tempo, così come Wuhan lo era rispetto a noi di qualche settimana. Vi vediamo che vi comportate come ci siamo comportati noi. Fate le stesse discussioni che noi facevamo fino a poco fa, quelle tra chi ancora dice “Tutte queste storie per poco più di un’influenza”, e chi invece ha già capito. Da qui, dal vostro futuro, sappiamo per esempio che quando vi diranno di stare chiusi nelle vostre case qualcuno di voi citerà Foucault, poi Hobbes.
Ma presto avrete ben altro da fare. Innanzitutto, mangerete. E non solo perché cucinare sarà una delle poche cose che potrete fare. Nasceranno gruppi sui social network

con proposte per passare il tempo in modo utile, istruttivo; vi iscriverete a tutti, poi dopo qualche giorno non ne potrete più. Tirerete fuori dallo scaffale La peste di Camus ma scoprirete di non avere voglia di leggerlo davvero. Mangerete di nuovo. Dormirete male. Vi interrogherete sul futuro della democrazia. Avrete una vita sociale incontenibile, tra aperitivi in chat, appuntamenti di gruppo su zoom, cene su skype.

Vi mancheranno come mai prima i figli adulti, e come un pugno in pancia vi colpirà il pensiero che per la prima volta da quando sono usciti di casa non avete idea di quando li rivedrete. Vecchi screzi e antipatie vi appariranno irrilevanti. Telefonerete per sapere come sta la gente che avevate giurato di non rivedere più. Molte donne saranno picchiate nelle loro case. Vi chiederete cosa sta succedendo a chi a casa non può restare perché una casa non ce l’ha. Vi sentirete vulnerabili quando uscirete a fare la spesa nelle strade vuote, soprattutto se siete donne. Vi chiederete se è così che collassano le società, se davvero va così veloce, poi vi proibirete di avere questi pensieri. Tornerete a casa e mangerete.

Ingrasserete. Cercherete i video di fitness online. Riderete, riderete tantissimo. Vi uscirà un humour nero sarcastico da forca. Anche chi prende sempre tutto sul serio avrà piena coscienza dell’assurdità della vita. Vi darete appuntamento nelle fila contingentate fuori dai negozi per incontrare di persona gli amici, anche se a distanza di sicurezza. Vi sarà chiaro tutto ciò di cui non avete bisogno. Vi verrà rivelata con evidenza assoluta la vera natura degli esseri umani che avete intorno e avrete sia conferme che sorprese. Grandi intellettuali che fino a ieri avevano pontificato su tutto non avranno più parole e scompariranno dai media, qualcuno si rifugerà in astrazioni intelligenti ma da cui sarà mancante il minimo soffio di empatia quindi smetterete di ascoltarli. Persone che avevate sottovalutato si riveleranno invece pragmatiche, rassicuranti, solide, generose, di visione chiara. Chi invita a vedere tutto questo come occasione di rinascita planetaria vi aiuterà ad ampliare la prospettiva ma vi darà anche terribilmente fastidio: il pianeta respira per le emissioni di CO2 dimezzate ma tra un mese voi come pagherete le bollette? Non capirete se assistere alla nascita del mondo di domani sia cosa più grandiosa o miserevole. Farete musica dai balconi. Quando ci avete visto in video che cantavamo l’opera avete pensato “ah, les Italiens”, ma noi lo sappiamo già che anche voi canterete la Marsigliese.

E quando anche voi sparerete dalle finestre col volume al massimo “I will survive”, noi vi guarderemo annuendo come da Wuhan, dove hanno cantato dai balconi a febbraio, hanno guardato noi. Molti si addormenteranno pensando che la prima cosa che faranno appena usciti sarà divorziare. Verranno concepiti molti bambini. I vostri bambini faranno i corsi online, saranno insopportabili, vi daranno gioia. Gli anziani vi disobbediranno come adolescenti, dovrete litigare per non farli andare in giro a farsi contagiare e morire. Cercherete di non pensare alla morte in solitudine dei ricoverati. Desidererete lanciare petali di rosa al personale medico. Vi diranno come la società sia unita in uno sforzo comune, che siete tutti su una stessa barca. Sarà vero. Questa esperienza cambierà per sempre la vostra percezione di individui. L’appartenenza di classe farà anche però la differenza. Essere chiusi in una casa con terrazza o giardino, oppure in un condominio popolare affollato: no, non sarà la stessa cosa. Non lo sarà poter lavorare da casa o veder sfumare il proprio lavoro.

Quella barca in cui sarete insieme per sconfiggere l’epidemia non apparirà la stessa per tutti perché non lo è e non lo è mai stata. A un certo punto vi renderete conto che è dura. Avrete paura. Ne parlerete con i vostri cari, oppure vi terrete dentro l’ansia per non fargliela pesare. Mangerete di nuovo. Questo vi diciamo dall’Italia sul vostro futuro. Ma è un profetizzare di piccolo, piccolissimo cabotaggio: pochi giorni appena. Se giriamo lo sguardo al futuro lontano, quello sconosciuto sia a voi che a noi, sappiamo dirvi solo una cosa: quando tutto sarà finito, il mondo non sarà più quello di prima».

Viaggio fra le parole

E’ difficile descrivere il processo di formazione dei significati che sono dietro alle parole. Se li conosciamo possiamo capire quello che si dice; se no, dobbiamo ricorrere al vocabolario. Ancora più difficile se si tenta di farlo in un articolo a carattere divulgativo, come mi sto sforzando di fare con queste mie periodiche ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Italia Italia, ah non mi dir che dura | Memoria il canto mio ti rinnovella, | Forme e leggi cangiando e non ventura | Sorgesti in ogni forma ognor più bella, | Tu del mondo ornamento, e di natura | Ponesti in ogni balza archi e castella, | E se stillan di pianto i lauri tuoi, | La sventura, e il valor fecer gli eroi». (Angelo Maria Ricci, poeta, Mopolino-L’Aquila 1776-1850)

EXPLICIT La fine di ...

La stanza del vescovo

di Piero Chiara

La Poss, la Ceriana, la Miralba, la Thea e poi Villa Cleofe: un volto spettrale dietro i veli della calura. Passai con lo sguardo alla villa del Pascià, poi a quello più modesta che fu di Massimo d’Azeglio, mentre il vento girava di un quarto e tra Cannero e la foce del Tresa mi si aprivano davanti le acque di casa, da solcare per l’ultima volta.

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