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Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 9 febbraio 1111: Patto di Sutri (Viterbo) fra l’imperatore Enrico V e il papa Pasquale II.

* 9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana dopo la fuga di Papa Pio IX da Roma.

* 9 febbraio 1941: la Royal Navy bombarda Genova durante la Seconda Guerra Mondiale.

INCIPIT L'inizio di ...

Lettera a una professoressa

a cura di don Lorenzo Milani

(Firenze 1923-1967)

Cara signora,

lei di me non ricorderà nemmeno il nome. Ne ha bocciati tanti.

Io invece ho ripensato spesso a lei, ai suoi colleghi, a quell’istituzione che chiamate scuola, ai ragazzi che «respingete».

Ci respingete nei campi e nelle fabbriche e ci dimenticate…

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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Secondo un’antica tradizione tipicamente milanese, il giorno di San Biagio, ossia il 3 febbraio, si mangia un pezzetto di panettone avanzato da Natale. Il santo, di origine armena, visse fra il III e il IV secolo ed è stato medico e vescovo. Perseguitato per la sua fede cristiana, fu torturato con pettini di ferro utilizzati per cardare la lana e poi decapitato. La chiesa cattolica lo ha proclamato protettore della gola, rifacendosi a un suo miracolo: un ragazzo sarebbe stato salvato dal santo mentre rischiava la vita per soffocamento. Una lisca di ...

pesce gli si era conficcata in gola e il santo-medico gli diede una grossa mollica di pane che la rimosse.

La tradizione meneghina del panettone natalizio da mangiare a San Biagio è legata all'antica cultura contadina di conservare qualcosa dei giorni dell’abbondanza per i periodi più difficili. 

Al panettone di San Biagio è legata anche una meno antica leggenda. Prima di Natale una contadina aveva portato a un frate un panettone da far benedire. Il panettone era stato depositato in un angolo e il frate poco per volta se l’era mangiato tutto. Quando, il giorno di San Biagio, la donna chiese del panettone, il frate inventò una scusa per non rivelare la sua golosità e invitò la massaia a vedere l’involucro che era rimasto. “Miracolosamente” comparve un panettone più grande di prima e l’evento fu attribuito a San Biagio.

A Milano e in Brianza le tradizioni del panettone e della gola sono poi state legate, e mangiare il panettone il 3 febbraio è ritenuto un’ottima prevenzione contro raffreddore, mal di gola e malanni tipici della stagione invernale. A Milano il culto di San Biagio è molto sentito, anche perché il santo era patrono della basilica paleocristiana di Santa Tecla, sui cui resti è stato eretto il Duomo. Nell’antica chiesa di Santa Tecla, costruita quando Milano era capitale dell’Impero Romano d’Occidente, c’era un altare dedicato al santo, altare tuttora presente nella cattedrale. A San Biagio è dedicata anche una delle guglie della facciata del Duomo e i milanesi dicono: “San Bias el benedis la gola e el nas”. (Anna Ferrero)

"Italia Italy" post

I migliori compagni di viaggio 

«Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla». (Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, Firenze 1938-2004)

EXPLICIT La fine di ...

Piccole donne

di Louisa May Alcott

(Stati Uniti 1832-1888)

… Joe era seduta sulla sua sedia preferita, con uno sguardo serio e tranquillo che le donava molto e Laurie, appoggiato alla spalliera, il suo mento vicino alla testa ricciuta, sorrideva con l’espressione più amichevole che li rifletteva insieme.

Il sipario cala così sul gruppo riunito: su Meg, Jo, Beth e Amy. Se si alzerà di nuovo dipenderà dalla accoglienza che riceverà il primo atto di questo dramma domestico, chiamato “Piccole donne”.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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Test 3 Letteratura ‘900

 

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