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INCIPIT L'inizio di ...

La solitudine dei numeri primi

di Paolo Giordano

(Torino 1982-*)

Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla.

«Allora, lo bevi o no questo latte?» la incalzò di nuovo suo padre…

Rubbia fra le stelle

Premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia è uno dei volti più noti del mondo scientifico italiano e internazionale. La sua attività di ricercatore si è svolta soprattutto al Cern di Ginevra, il più importante laboratorio al mondo per la fisica delle alte energie. Per cinque anni, dal 1989 al 1994, è stato anche direttore ... - LEGGI TUTTO

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Viaggiare è vivere e la vita tutta è un viaggio. Andirivieni in spazi ristretti o percorsi sconfinati nei luoghi più noti o più remoti del mondo, i viaggi ...

scandiscono i giorni e registrano i cammini quotidiani e i sentieri dell’anima. Viaggi reali e viaggi immaginari, viaggi vissuti o sognati o rincorsi nei racconti della sconfinata letteratura degli esploratori, dove realtà, immaginazione e sogno si intrecciano per dare vita a una nuova coinvolgente esperienza Questo groviglio di pensieri e ansie probabilmente agitava la vita di un esploratore poco noto, Francesco Negri, che nel XVII secolo visse e raccontò una delle più avventurose esperienze di viaggio. Partito da Ravenna verso le regioni polari, fu il primo a raggiungere Capo Nord.

E’ italiano, quindi, il primo esploratore straniero che raggiunse l’estremo nord norvegese. A quarant’anni, il sacerdote gesuita Francesco Negri partì per le gelide regioni dell’Europa settentrionale e viaggiò attraverso la Svezia, la Norvegia, la Lapponia e la Finlandia, giungendo fino a Capo Nord. L’avventuroso viaggiatore voleva constatare di persona come si potesse vivere e sopravvivere nei gelidi ambienti polari. Le escursioni fra nevi e ghiacci lo portarono spesso a usare gli “skie” che gli consentivano di camminare libero “leggermente strisciando”. Una sorta di sci per il fondo che - racconta – erano foderati di pelle di alce per frenarlo nelle discese ghiacciate. Richiama lo sci di fondo anche la descrizione per rallentare la discesa nei tratti ghiacciati, quando occorre “piegar il corso destramente verso uno dei due lati, formando una linea curva”.

Francesco Negri non tenne un diario di viaggio, ma inviò molte lettere ai suoi superiori e amici descrivendo luoghi e costumi delle comunità visitate nei quasi quattro anni di viaggi attraverso i paesi dalle ombre lunghe. Al suo ritorno, oltre a un forte impegno per i suoi parrocchiani, si dedicò ai rapporti con il mondo scientifico e accademico e a riordinare le memorie del viaggio verso Capo Nord.

Nacque così il Viaggio Settentrionale, che ebbe una tortuosa gestazione, fu dedicato al granduca Cosimo III e, dopo il consenso delle autorità religiose, fu affidato alla stamperia del seminario vescovile di Padova. La pubblicazione andò per le lunghe e vide la luce solo nel 1700, dopo la morte del suo autore. Quasi due secoli dopo, nel 1883, l’editore Zanichelli di Bologna pubblicò Il Viaggio settentrionale di Francesco Negri nuovamente pubblicato a cura di Francesco Gargiolli, un’edizione critica con una dettagliata presentazione dell’autore nell’introduzione di Carlo Gargiolli. Il Viaggio descrive le comunità nordiche e le relazioni sociali, i riti, le abitudini, l’alimentazione, il modo di vestirsi e di comportarsi e giunge a ritenere i lapponi con la loro vita nomade come il popolo più felice della terra.

Nato a Ravenna nel 1623 da una famiglia benestante, Francesco Negri ebbe una profonda formazione umanistica e si dedicò molto del suo tempo alle scienze naturali, geografiche e astronomiche. Coltivò così un forte spirito di avventura che lo portò al lungo viaggio nelle estreme regioni nordiche fra il 1663 e il 1666. Al ritorno continuò ad avere rapporti con molti illustri personaggi dei paesi visitati, nel 1676 illustrò il suo avventuroso viaggio a Federico II a Copenhagen.e fu presentato anche alla regina Cristina di Svezia quando giunse in visita a Roma. Morì nel 1698 senza poter vedere la pubblicazione dell’opera che aveva segnato tutta la sua vita e che suscita curiosità e interesse ancora oggi. (F.d’A.)

EXPLICIT La fine di ...

Le chiavi del regno

di Archibald Joseph Cronin

(Regno Unito 1896-1981)

… Quando il ragazzo arrivò trafelato con la lattina piena di vermi, aggrovigliati e palpitanti, schioccò la lingua.

«E poi di’ che non sei un ragazzo fortunato: tu, cui tocca in sorte di andare per trote col miglior pescatore Tweedside. Il buon Dio ha creato i pesciolini, Andrea... e ha mandato noi quaggiù per pescarli».

Si allontanarono tenendosi per mano. Scomparvero laggiù, lungo il sentiero che conduceva al fiume.

Galleria degli Artisti

Sinfonia per l’Italia

Le sue melodie hanno pervaso l’Europa, la sua passione per l’Italia si è tradotta in una sinfonia non solo musicale. Franz Liszt fu innamorato dell’Italia ed esplorò paesaggi, letteratura, lirica, tradizioni del nostro paese traducendole nel suo linguaggio espressivo, quello della musica. «Il bello di questo ... - LEGGI TUTTO

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