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INCIPIT L'inizio di ...

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij

(Russia 1821-1881)

Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all’anima! ...

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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10 agosto: la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Nel cuore dell’estate torna un giorno legato a tante memorie, all’indimenticabile poesia di Giovanni Pascoli, al ritorno di storie ed esperienze dell’infanzia che non dovrebbero perdersi quando i sentieri della vita portano lontano. Le stelle cadenti, come le lucciole di notte, ...

quando ancora si riesce a vederle, rievocano sogni di un passato che non dovrebbe perdersi con la durezza del tempo che scorre e con l’affievolirsi dell’incanto che segna le giornate dei bimbi. Il 10 agosto è un’occasione per perdersi e staccarsi dalla quotidianità, per provare a sognare ancora con gli occhi rivolti al cielo stellato.

Bello, poetico e corale il film premiato a Cannes La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani, con la rievocazione di una drammatica vicenda in piena guerra. Quasi tutti abbiamo studiato a scuola la poesia X Agosto di Pascoli, con il parallelismo fra una rondine uccisa mentre torna al nido per portare il cibo ai suoi piccoli e il padre del poeta assassinato mentre tornava a casa, proprio il 10 agosto, era il 1867. Le stelle cadenti allora diventano lacrime, che scendono su “quest’atomo opaco del male”. Molti insegnanti fanno imparare a memoria questa lirica, che resta nella mente di tanti anche quando la vita fra i banchi di scuola è lontana, e spesso riemerge proprio in questa giornata, quando la leggerezza delle vacanze o le ferie al mare o in montagna agevolano il riemergere di sogni e fantasie, se non malinconiche nostalgie.

Gli scienziati ci spiegano che le stelle cadenti in realtà sono delle meteore, frammenti della cometa Swift Tutle, che ogni anno fra il 9 e il 13 agosto passa nelle vicinanze del Sole e rilascia frammenti che sono visibili a occhio nudo. Gli astronomi ritengono che giungano dalla costellazione di Perseo e li chiamano Perseidi.

Un’antica tradizione affida alle stelle cadenti i nostri desideri. E la parola “desiderio”, nell’etimologia di origine latina, indica proprio “mancanza di stelle”, “de-sidera”: avvertire la mancanza delle stelle, cioè dei segni augurali, porta a cercare qualcosa che manca. Quindi i desideri sono ricerca appassionata di ciò che non abbiamo e che riteniamo utile ad avere, piacevole, necessario.

Tra stelle che cadono e desideri profondi da esprimere scorre inesorabile il tempo, e forse in questa magica notte è il momento di cogliere l’attimo per far riemergere dimensioni offuscate o smarrite. Fra i sogni di una notte di mezza estate hanno ancora qualcosa da raccontarci i frammenti di comete che cadono dalle Perseidi, come ci incantano un’alba al mare, una lacrima o il sorriso di un bimbo. Un’occasione per lasciarci emozionare dalle scie bianche nella magia del cielo stellato. (F.d’A.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

X AGOSTO

di Giovanni Pascoli

 

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!   

EXPLICIT La fine di ...

Viaggio al termine della notte

di Louis-Ferdinand Céline

(Francia 1894-1961)

… Glielo ha impedito, lui, di farla, la sua danza del Fuoco e l’ha sgridato. L’abbiamo rintracciato Mandamour in fondo al tavolo. Lui è crollato là, finalmente, bello tranquillo, tra enormi sospiri e gli odori. Ho dormito.

Lontano, il rimorchiatore ha fischiato; il suo richiamo ha passato il ponte, lontano, più lontano… Chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte. E la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto di portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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Test 3 Letteratura ‘900

 

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