L’8 marzo si celebra la Giornata della Donna, non propriamente una “festa della donna” ma una giornata di riflessione per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche ma anche le discriminazioni e le violenze vissute dalle donne nel passato e anche oggi in tante parti del mondo. Si fa risalire la ricorrenza agli inizi del secolo scorso, ma forse più opportunamente occorrerebbe legarla anche a tante vicende fin dall’antichità. Le proteste delle donne nel passato hanno accompagnato i grandi cambiamenti della storia. E la stessa data dell’8 marzo ha anche altre lontane coincidenze, come il selvaggio assassinio di Ipazia, la donna più saggia...
e istruita del mondo ellenico, avvenuto l’8 marzo del 415 d.C., un lunedì di Quaresima.
La moderna Giornata della Donna si afferma negli Stati Uniti nel 1909, dopo lunghi dibattiti sulla questione femminile e il voto alle donne. La data della ricorrenza, sia del «Woman's Day» americano sia delle analoghe celebrazioni europee, fino al 1921 è stata variabile; poi fu fissata all’8 marzo per una serie di coincidenze, come la grande manifestazione di San Pietroburgo del 1917 in cui le donne chiedevano la fine della guerra. Il riferimento al rogo del 1908 in una fabbrica statunitense di camicie, con la morte di centinaia di operaie, oggi è considerato una leggenda, mentre il collegamento reale è successivo e riguarda l'incendio della fabbrica Triangle, in cui morirono 123 donne, la maggior parte di origine italiana ed ebraica: la data è però successiva e non è l’8 marzo, bensì il 25 marzo del 1911. Nel 1977 la Giornata della donna è stata ufficializzata dall’ONU, che propose a tutti i paesi di dichiarare un giorno all’anno ai diritti delle donne, nel rispetto delle proprie tradizioni. Nel nostro Paese la tradizione di offrire la mimosa risale all’ultimo dopoguerra, quando l’Italia libera e in pace festeggiò l’8 marzo offrendo alle donne il fiore di stagione che annuncia la primavera. (F.d’A.)







































