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Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

I ventitré giorni della città di Alba

di Beppe Fenoglio

Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944. Ai primi d’ottobre, il presidio repubblicano, sentendosi mancare il fiato per la stretta che gli davano i partigiani dalle colline (non dormivano da settimane, tutte le notti quelli scendevano a far bordello con le armi, erano esauriti gli stessi borghesi che pure non lasciavano più il letto), il presidio fece dire dai preti ai partigiani che sgomberava, solo che i partigiani gli garantissero l’incolumità dell’esodo. I partigiani garantirono e la mattina del 10 ottobre il presidio sgomberò. …

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 10 agosto 1916: a Pola gli Austriaci impiccano il patriota Nazario Sauro

* 10 agosto 1944: le brigate nere uccidono 15 antifascisti a Piazzale Loreto, a Milano

* 11 agosto1944: Firenze insorge e si libera dall'occupazione tedesca

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Uno dei simboli dell'Italia nel mondo è certamente il maestro Riccardo Muti. Direttore d'orchestra, ha attraversato gli eventi più significativi del panorama musicale mondiale e ha alle spalle una brillante carriera in Italia e all’estero. Fra i tanti riconoscimenti, a Stoccolma gli è stato conferito il Premio Birgit Nilsson, il più prestigioso premio mondiale considerato il Nobel per la musica classica. A Muti la giuria ...

ha riconosciuto “meriti straordinari in ambito teatrale e concertistico nonché un'influenza enorme nel mondo della musica”. A premiare il direttore d’orchestra italiano di fama internazionale sono intervenuti i sovrani di Svezia, il re Gustavo XVI e la regina Silvia, nel corso della cerimonia che si è svolta al Teatro dell’Opera di Stoccolma. “Sono onorato e commosso - ha dichiarato in quell’occasione il maestro Muti - e credo mi abbiamo dato il premio per il mio impegno sociale». Muti, infatti, si è impegnato lungamente anche per rendere la musica sempre più un elemento aggregante fra popoli e culture diverse, facendo suonare e cantare musicisti di lingue e religioni differenti, da Sarajevo a Istanbul, da Nairobi a Trieste, perché la musica ha il potere straordinario di parlare direttamente, senza filtri. Con il Premio Nilsson al maestro è stato consegnato un assegno da un milione di euro, che ha destinato a un progetto filantropico, che – ha tenuto a sottolineare – “resta una faccenda privata”.

Nel 2004 Muti ha fondato l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” formata da giovani musicisti selezionati da una commissione internazionale, fra oltre 600 strumentisti provenienti da tutte le regioni italiane. Nel 2010 Muti è stato nominato in America “Musician of the Year” e, tra gli innumerevoli riconoscimenti conseguiti nel corso della sua carriera, possiamo ricordare quello di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, la Grande Medaglia d’oro della Città di Milano, il titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II, la Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca, la Legione d’Onore in Francia, la Medaglia d’argento per l’impegno sul versante mozartiano assegnatagli dal Mozarteum di Salisburgo, l’Ordine dell’Amicizia della Russia, il premio “Wolf” per le arti dello Stato di Israele. Il Teatro dell'Opera di Roma, la Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna, la Wiener Hofmusikkapelle e la Wiener Staatsoper lo hanno eletto membro onorario, ma lunga è la serie di altri riconoscimenti al direttore d’orchestra di fama internazionale.

Originario di Napoli, Riccardo Muti si è diplomato con lode al Conservatorio San Pietro a Maiella e ha al suo attivo anche una vasta produzione discografica. Conteso dalle migliori orchestre del mondo, è stato direttore del Maggio Musicale Fiorentino, direttore principale della Philarmonia Orchestra di Londra, direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Filadelfia, direttore principale dell'Orchestra Filarmonica della Scala, direttore musicale della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra.

Per le sue qualità professionali e per il suo impegno sociale Muti è un simbolo del Bel Paese per il profondo senso dell’Italia, dell’unità nazionale e del ruolo della cultura per lo sviluppo della comunità. Durante un concerto alla Camera dei Deputati ha auspicato una nuova primavera della cultura, ricordando che l’Italia è un paese la cui storia è soprattutto culturale. Per Muti “l’Italia è una terra amata nel mondo per la cultura. Italia significa Verdi, significa Puccini, significa Tiziano, significa musica, arte, cultura”. (Anna Ferrero)

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L’Europa di Ursula

Tedesca, nata in Belgio, europea per cuore e per convinzione, Ursula von der Leyen è la prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione europea. Gli eurodeputati l’hanno scelta a scrutinio segreto con 383 votati a favore, 327 contrari e 22 astensioni. Nata a Bruxelles nel 1958, Ursula ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

Il tempo ritrovato

di Marcel Proust

Mi sgomentava il pensiero che i miei trampoli fossero già così alti sotto i miei passi, non mi pareva che avrei avuto la forza di tenere ancora a lungo unito a me, quel passato che già scendeva così lontano. Pertanto, se quella forza mi fosse stata lasciata abbastanza a lungo da poter compiere la mia opera, non avrei mancato anzitutto di descrivervi gli uomini, quand’anche ciò avesse dovuto farli somigliare a esseri mostruosi, come occupanti un posto tanto considerevole, accanto a quello, così angusto, riservato loro nello spazio, un posto, al contrario, prolungato a dismisura, poiché essi toccano simultaneamente, come giganti immersi negli anni, epoche da loro vissute così distanti l’una dall’altra, tra le quali tanti giorni sono venuti a interporsi – nel Tempo.

"Italia Italy" post

«Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere». (Alberto Ronchey, giornalista e scrittore, Roma 1926-2010)

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